La piattaforma di exchange iraniana Nobitex ha mosso almeno 2,3 miliardi di dollari dal 2023 attraverso due blockchain: Tron e BNB Chain. I loro fondatori, Justin Sun e Changpeng Zhao, sono anche i principali finanziatori di World Liberty Financial, la società di criptovalute co-fondata da Donald Trump e dalla sua famiglia. È quanto emerge da un’inchiesta di Reuters sui dati pubblici della blockchain forniti dalla società Arkham.
Nobitex non è un exchange qualsiasi. Secondo quanto già riportato da Reuters, tra i suoi clienti figurano la banca centrale iraniana e il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, entrambi sotto sanzioni occidentali. La piattaforma è controllata da due fratelli con stretti legami con la nuova Guida Suprema, e istruisce i propri utenti a usare Tron per operare “senza mettere a rischio i propri beni a causa delle sanzioni”. Dal febbraio 2026, dall’inizio cioè della guerra aperta tra Stati Uniti e Iran, almeno 22,6 milioni di dollari sono passati attraverso Nobitex su BNB Chain e altri 550.000 su Tron.
Il filo che unisce Teheran a Mar-a-Lago è indiretto ma documentato. Sun investì decine di milioni di dollari in World Liberty quando la startup faticava ad attrarre capitali, dandole la spinta iniziale. Zhao, fondatore di Binance, è l’unico azionista registrato di BNB Chain Technology Holding, la società che gestisce l’infrastruttura della blockchain, nonostante Binance sostenga di non controllarla. A ottobre, Trump ha graziato Zhao, annullando la sua condanna federale per violazioni antiriciclaggio. I legali di entrambi negano qualsiasi collegamento tra la grazia e gli affari con World Liberty.
La Casa Bianca ha risposto definendo “assolutamente ridicoli” i tentativi della Reuters di collegare Trump al sistema bancario iraniano. World Liberty ha precisato di non avere alcun rapporto con Nobitex e di non esercitare alcun controllo su Tron.
Le blockchain sono registri pubblici e senza permessi: nessun fondatore può decidere chi le usa. Ma quella stessa opacità progettata per garantire la libertà finanziaria è diventata l’infrastruttura preferita per aggirare le sanzioni. Il paradosso è che a beneficiarne, indirettamente, sono proprio le piattaforme che hanno costruito la fortuna politica e commerciale dell’attuale presidente degli Stati Uniti.
Marina Casale



