La Grecia alza il livello della tutela costiera e amplia il numero delle sue “spiagge incontaminate”: nel 2026 salgono a 251 i litorali dove sono vietate concessioni balneari, lettini, ombrelloni e altre strutture temporanee. Il Ministero dell’Ambiente e dell’Energia greco ha aggiornato l’elenco: la lista esisteva già, ma sono stati aggiunti 13 nuovi litorali protetti, passando da 238 a 251. Si chiamano ufficialmente Apatites Paralies, letteralmente “spiagge inviolabili”. In queste spiagge non sarà possibile installare lettini e ombrelloni a noleggio, né realizzare passerelle, chioschi temporanei o altre strutture. Sono vietati anche interventi che alterino la morfologia naturale della costa. L’accesso resterà libero, ma senza trasformazioni: solo sabbia, mare e natura.
LE SPIAGGE PIÙ FAMOSE COINVOLTE
Tra le aree protette figurano le Piccole Cicladi (Iraklia, Schinoussa, Koufonisia), Creta occidentale con Falasarna, Elafonissi e Gramvousa, Lefkada, Limnos e il delta dell’Acheloos. Sulle spiagge, invece, soggette a concessione, lettini e ombrelloni non possono occupare oltre il 60% della superficie assegnata. Gli ombrelloni devono trovarsi ad almeno 4 metri dalla battigia. Chi viola le regole rischia una multa da €2.000 a €60.000 per ostacolo al libero accesso al mare, oltre alla rimozione forzata delle attrezzature e l’esclusione da future concessioni per cinque anni.
I CONTROLLI CON DRONI E SATELLITI
Per la prima volta la Grecia si affida a droni e satelliti per verificare il rispetto delle nuove norme, con squadre miste composte da funzionari del Ministero, dell’Agenzia del Demanio, dei Comuni e della Polizia. La decisione si inserisce in un contesto segnato dalla pressione crescente dell’overtourism. Nel 2023 il movimento delle “towel protests”, nato nelle Cicladi, aveva denunciato l’occupazione eccessiva delle spiagge da parte di stabilimenti privati.
Serena Tropea




