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Da Paolini a Sabalenka, il tennis “sindacale” a Roma: monta l’ipotesi di un boicottaggio del Roland Garros

Gazzettino Italiano Patagónico by Gazzettino Italiano Patagónico
7 de mayo de 2026
in Deportes
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Da Paolini a Sabalenka, il tennis “sindacale” a Roma: monta l’ipotesi di un boicottaggio del Roland Garros
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“Se siamo tutti d’accordo, e lo siamo, il boicottaggio potrebbe essere una cosa che si può fare”. L’ipotesi di disertare il Roland Garros potrebbe diventare realtà e anche Jasmine Paolini prende posizione. Il tema riguarda il malcontento dei giocatori verso la decisione degli organizzatori dello Slam di non adeguare il montepremi agli introiti sempre più cospicui del torneo. Secondo il Guardian, infatti, una ventina di top player di Atp e Wta – tra i quali Jannik Sinner, Novak Djokovic, Aryna Sabalenka e Coco Gauff – avrebbe chiesto anche maggiori tutele sul fronte sanitario e su quello pensionistico. “I tornei dello Slam continuano a resistere al cambiamento. L’assenza di consultazione dei giocatori e la persistente mancanza di investimenti nel loro benessere riflettono un sistema che non rappresenta adeguatamente gli interessi di coloro che sono fondamentali per il successo di questo sport”, la posizione dei giocatori in una nota. Nel dettaglio, il Roland Garros ha annunciato un aumento del 9,5% del montepremi 2026, portandolo a 61,7 milioni di euro, con i vincitori dei tornei di singolare che riceveranno 2,8 milioni. Una quota “ancora insufficiente” per i giocatori.

La questione ha investito anche gli Internazionali. Al Foro Italico la prima degli azzurri a esprimersi ufficialmente è Paolini. “Il tema sicuramente gira negli spogliatoi, noi stiamo facendo questo perché ci sia una disposizione migliore, più ‘fair’ per i giocatori sugli aspetti legati alle pensioni o alla maternità, per esempio. Cose che in questo momento gli Slam non stanno facendo a differenza di Atp e Wta. Stiamo lottando, siamo molto uniti e questo è positivo: stiamo andando tutti nella stessa direzione. Se siamo tutti d’accordo, e lo siamo, il boicottaggio potrebbe essere una cosa che si può fare”.

Prima di Paolini, numero uno italiana, aveva parlato la numero uno al mondo, Aryna Sabalenka. “Ho la sensazione che lo spettacolo dipenda da noi e che, senza di noi, non ci sarebbero i tornei e non ci sarebbe questo tipo di intrattenimento. Meritiamo assolutamente una percentuale di guadagno maggiore. Spero davvero che tutte le trattative in corso ci portino prima o poi alla decisione giusta, a una conclusione che soddisfi tutti. A un certo punto, potremmo boicottare: è l’unico modo per lottare per i nostri diritti”. Per Iga Swiatek, invece, il boicottaggio è “una situazione un po’ estrema” mentre la proposta dei giocatori, che prevede di allineare i premi per tutti i tornei al 22%, è “abbastanza ragionevole. Spero che prima del Roland Garros ci sia l’opportunità di avere degli incontri e vedremo come andranno”, conclude.

Tornando sul tennis giocato, Paolini – che si sta allenando al Foro Italico in vista dell’esordio a Roma, dove è campionessa uscente – ha parlato anche della sua condizione. “Sicuramente non ho iniziato bene l’anno, ovviamente è difficile mantenere consistenza per tanto tempo. Ora però l’obiettivo è tornare a un buon livello che mi permetta di essere competitiva”. Difendere il titolo di Roma è un peso o uno stimolo? Per ora non ci sto pensando, tornare qui è una bellissima sensazione, mi sono venuti alla mente tanti ricordi e tante emozioni, spero di portarmi tante energia positiva ma questa è una nuova edizione del torneo e sto cercando di concentrarmi sulla prima partita”.

Michela Casamonica

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