Nei negoziati più recenti sulla guerra in Ucraina è emersa anche un’idea – per ora informale, ma riportata dal New York Times – destinata a far discutere: stanno pensando di chiamare “Donnyland” una porzione contesa del Donbass ancora sotto controllo ucraino ma rivendicata da Mosca. Il soprannome, fusione tra “Donbas” e “Donald”, sarebbe stato utilizzato da alcuni funzionari ucraini durante i colloqui riservati con la mediazione statunitense. Per adulare, anche, Donald Trump. Secondo fonti a conoscenza dei negoziati, il termine sarebbe stato introdotto inizialmente in tono semi-ironico, con l’obiettivo di attirare maggiore attenzione da parte dell’amministrazione americana e rafforzare il sostegno a Kiev sulle questioni territoriali. L’area in discussione, lunga circa 80 chilometri e larga 65, rappresenta uno dei nodi principali delle trattative. La proposta si inserisce in una dinamica diplomatica più ampia, in cui governi e negoziatori cercano di ottenere l’appoggio degli Stati Uniti anche attraverso iniziative simboliche. In passato, tentativi simili avevano già associato il nome del presidente americano a progetti geopolitici, come infrastrutture o accordi di sicurezza. Nel caso ucraino, l’idea non è mai entrata in documenti ufficiali, ma continua a circolare nelle discussioni, scrive il Nyt. Parallelamente, è stata valutata l’ipotesi di attribuire all’area uno status speciale, come zona demilitarizzata o economica autonoma, non sotto il pieno controllo di Mosca o Kiev. Tra le opzioni discusse anche un’amministrazione internazionale o un meccanismo di governance condivisa. La Russia ha espresso disponibilità solo a condizioni che prevedano una presenza delle proprie forze di sicurezza, proposta respinta dall’Ucraina. Kiev insiste sulla possibilità di difendere il territorio e teme che la sua cessione possa facilitare future offensive russe, anche alla luce delle fortificazioni costruite negli ultimi anni. L’area è fortemente segnata dal conflitto. La popolazione residua è ridotta, l’economia quasi inesistente, con poche attività legate alla presenza militare. Le infrastrutture principali si trovano a ridosso del fronte e sono protette da reti anti-drone.
Maria Anzalone



