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Home Ambiente

 Trovato l’antidoto contro la proliferazione del granchio blu

Gazzettino Italiano Patagónico by Gazzettino Italiano Patagónico
23 de abril de 2026
in Ambiente, Ecología
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 Trovato l’antidoto contro la proliferazione del granchio blu
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Contrastare la proliferazione del granchio blu, ghiotto di cozze e vongole, tramite molluschi e alghe in grado di mitigare il cambiamento climatico, alla base dell’esplosione della specie aliena. È l’obiettivo del progetto sviluppato dall’Università di Ferrara, che unisce ricerca scientifica e applicazione sul campo, per “proteggere le produzioni locali e rafforzare la resilienza del comparto”, segnala oggi una nota dell’Ateneo. Il cuore dell’iniziativa è proprio la sperimentazione di una “Blue-farm”, un sistema di policoltura multitrofica integrata che combina molluschi bivalvi e macroalghe autoctone, allevati con “una tecnologia in sospensione basculante” progettata per limitare l’accesso del granchio blu e ridurne “drasticamente” l’impatto sugli allevamenti di vongole e cozze in Adriatico. Il sistema viene testato in tre siti sperimentali delle valli di Comacchio, col coinvolgimento diretto di pescatori e cooperative locali, “protagonisti nella gestione” degli impianti e nel monitoraggio delle performance. “Questo progetto nasce per dare una risposta concreta a una delle emergenze più rilevanti per le Valli di Comacchio, mettendo insieme sostenibilità ambientale, innovazione e nuove prospettive economiche per il territorio”, sottolinea Michele Mistri, prof del dipartimento di Scienze Chimiche, Farmaceutiche e Agrarie dell’Università di Ferrara e coordinatore del progetto. La responsabilità scientifica per la parte chimica è affidata alla prof Luisa Pasti, del dipartimento di Scienze dell’Ambiente e della Prevenzione, mentre la parte ecologica è a cura della collega Cristina Munari, del dipartimento di Scienze Chimiche, Farmaceutiche e Agrarie. “Il sistema che stiamo sperimentando- spiega Pasti- si basa su una policoltura multitrofica integrata: molluschi bivalvi e macroalghe convivono nello stesso ambiente svolgendo funzioni complementari. I bivalvi filtrano particolato e fitoplancton, mentre le macroalghe assorbono azoto e fosforo disciolti”, contribuendo a migliorare la qualità delle acque e a ridurre i fenomeni di eutrofizzazione. Le macroalghe, inoltre, svolgono “un ruolo importante- aggiunge Munari- nel sequestro del carbonio, assorbendo CO2 attraverso la fotosintesi e contribuendo alla mitigazione dei cambiamenti climatici. L’elemento innovativo è il sistema in sospensione basculante, che limita l’accesso del granchio blu ai molluschi, offrendo una risposta concreta a un problema che ha avuto impatti molto rilevanti sulle produzioni locali”. Il tutto viene annunciato come “un modello ad alto valore ambientale, che integra adattamento ai cambiamenti climatici, tutela dell’ecosistema e nuove opportunità di sviluppo per il comparto acquacolturale”. Tutto il progetto è coordinato dall’Università di Ferrara attraverso il laboratorio Terra e AquaTech, col sostegno dell’Unione Europea, sviluppandosi interamente nell’area del Galpa Costa Emilia-Romagna, nel Comune di Comacchio.

Luca Donigaglia

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