Nebbia, alba e un oceano che sembra ribollire. Al largo della costa occidentale del Sudafrica, a fine dicembre 2025, due fotografi si trovano davanti a centinaia di megattere concentrate nello stesso tratto di mare. In un giorno ne contano 304, il numero più alto di grandi balene mai identificato in ventiquattro ore. Il giorno prima erano state 208. Una folla di megattere, come si stessero coalizzando, in supergruppi. Secondo la BBC che racconta la storia è l’immagine più plastica di una rinascita. Nel Novecento la caccia industriale aveva ridotto le megattere a meno del 5% della popolazione originaria. Poi la moratoria globale, quarant’anni fa, e una lenta ripresa. Oggi, soprattutto nell’emisfero australe, i numeri crescono rapidamente, con incrementi annuali a doppia cifra. I “supergruppi”- assemblaggi di decine o centinaia di individui che si nutrono nello stesso punto – diventano sempre più frequenti. I fotografi Monique e Chris Fallows avevano dormito sulla loro piccola imbarcazione per intercettare i gruppi all’alba. Si sono mossi lentamente, spegnendo spesso il motore e seguendo i salti in lontananza. Prima il suono, poi l’odore, infine la massa: code, pinne, corpi. Balene, balene ovunque. Le immagini sono state inviate al progetto Happywhale, che identifica i cetacei attraverso i segni sulle pinne caudali. Su 372 individui riconosciuti nel corso del viaggio, solo pochi erano già stati fotografati in passato. Molti, probabilmente, sono animali giovani. Segno che la popolazione non solo cresce, ma si rinnova.La scena è caotica: spruzzi ovunque, respiri che si sovrappongono, animali da quaranta tonnellate che emergono e scompaiono in continuazione. Il mare sembra punteggiato da colonne d’acqua. Il rumore viene descritto come continuo, l’odore intenso. Chi si trova in mezzo parla di sovraccarico sensoriale, una combinazione di suoni, movimenti e presenze difficili da decifrare. Gli scienziati osservano un aumento netto degli avvistamenti anche negli ultimi anni. All’inizio degli anni Duemila vedere una o due megattere era già un evento. Oggi gruppi di centinaia di esemplari durante l’estate australe non sono più eccezionali. La crescita segue un andamento tipico delle popolazioni in recupero: lenta all’inizio, poi improvvisamente esplosiva. Il motivo di questi supergruppi non è del tutto chiaro. Probabile una combinazione di fattori: maggiore disponibilità di krill grazie alla risalita di acque fredde e nutrienti, aumento della popolazione, cambiamenti nelle strategie di alimentazione. Quando il cibo è abbondante, le balene si concentrano e cacciano in modo opportunistico. Chi osserva questi raduni parla di caos controllato: animali giovani e adulti che si muovono insieme, salti improvvisi, immersioni rapide. Sembra disordine, invece è coordinazione. Le megattere si stanno coalizzando.
Mario Cerbone



