I casi in Emilia-Romagna non sono tanti. Ma è probabile che il numero i neonati con disturbi dovuti al consumo di alcol da parte delle madri in gravidanza sia in realtà sottostimato. Per questo Fratelli d’Italia propone alla Regione di attivare campagne di sensibilizzazione ad hoc. L’idea viene dal consigliere Fdi Nicola Marcello, che ha depositato per questo una risoluzione in Assemblea legislativa.
I CASI STIMATI SONO 2.500 ALL’ANNO IN ITALIA
“Secondo dati recenti- spiega il meloniano- ogni anno nel mondo nascono circa 120.000 bambini destinati a sviluppare disturbi dello spettro feto-alcolico, con quasi 2.500 casi stimati annualmente in Italia: questa patologia rappresenta la prima causa di disabilità intellettiva nei bambini nei Paesi ad alto tenore economico”. Si tratta di una “condizione completamente prevenibile attraverso la totale astensione dal consumo di alcol già dalla fase in cui si inizia a programmare una gravidanza e per tutta la sua durata”, sottolinea Marcello.
LA PREVENZIONE? NIENTE ALCOL GIÀ DA QUANDO SI CERCA UNA GRAVIDANZA
Al 31 dicembre 2025 in Emilia-Romagna “risulta che i bambini in cura siano soltanto 35, ma con una forte possibilità di sottostima di altri casi“, avverte il consigliere Fdi. Che ribadisce: “La prevenzione primaria rappresenta lo strumento più efficace per contrastare l’insorgenza di questi disturbi, attraverso campagne informative chiare, scientificamente fondate e capillari, rivolte alle donne in età fertile, alle coppie e all’intera comunità. Un ruolo centrale è svolto dai professionisti sanitari, che devono essere formati su questo tema, in particolare ginecologi, ostetriche, neonatologi, pediatri e medici di medicina generale, chiamati a fornire indicazioni precise e univoche già nella fase preconcezionale”.
LA DIAGNOSI PRECOCE FA LA DIFFERENZA
Inoltre, rimarca Marcello, “per i bambini esposti all’alcol in utero risulta fondamentale una diagnosi precoce e una presa in carico multidisciplinare che comprenda interventi medici, neuropsichiatrici, psicologici, riabilitativi ed educativi, al fine di ridurre le conseguenze a lungo termine e favorire l’inclusione sociale e scolastica”. Per tutti questi motivi, il consigliere Fdi chiede alla Giunta di “promuovere un monitoraggio regionale sul consumo di alcol in gravidanza e sull’incidenza dei disturbi dello spettro feto-alcolico, in raccordo con i programmi nazionali, al fine di disporre di dati aggiornati e mirati per programmare azioni efficaci”.
Andrea Sangermano



