Il presidentecinese Xi propone un piano in 4 punti per cercare di risolvere la crisi tra Usae Iran. Sostegno all’iniziativa dal presidente del governo spagnolo Sanchez, invisita a Pechino. Intanto il Pakistan pronto a ospitare un secondo round dicolloqui prima della fine della tregua: incontro tra i team negoziali forse giàentro la fine della settimana. Rimane il nodo del nucleare iraniano e delblocco ai programmi di arricchimento dell’uranio
Diplomazie inpressing per cercare di arrivare a un accordo tra Stati Uniti, Israele e Iran.Il Pakistan ha proposto di ospitare un secondo round di colloqui a Islamabadnei prossimi giorni, prima della fine del cessate-il-fuoco il 21 aprile,secondo quanto riferito all’Associated Press da due funzionari pakistani chehanno chiesto di mantenere l’anonimato. Incontro che — ha confermato unfunzionario dell’ambasciata iraniana in Pakistan, ripreso dalla Reuters —potrebbe tenersi tra i team negoziali di Washington e Teheran già entro questasettimana o all’inizio della prossima, anche perché prima dello stallo del finesettimana scorso, a Islamabad si era arrivati a completare circa l’80%dell’accordo tra le parti.
Riyad: riaprirelo Stretto di Hormuz
Da Riyad, poi —nel timore che l’Iran, per ritorsione, possa chiedere allo Yemen di chiudereanche il passaggio di Bab el-Mandeb — hanno intimato a Washington di tornare ainegoziati e revocare il blocco nello Stretto di Hormuz (entrato in vigore ieripomeriggio in aggiunta a quello già messo in atto dagli iraniani).
La propostacinese
Intanto, ilpresidente cinese, Xi Jinping, incontrando a Pechino il principe ereditario diAbu Dhabi, Khaled bin Mohamed bin Zayed Al Nahyan, riporta l’agenzia di stampaXinhua, ha presentato un piano in 4 punti per la pace e la stabilità in MedioOriente. Questo prevederebbe il sostegno ad alcuni principi di base: lacoesistenza pacifica degli Stati del Golfo; la sovranità nazionale; lo stato didiritto internazionale; e il coordinamento tra sviluppo e sicurezza. Unsostegno all’iniziativa cinese è arrivato dal presidente del governo spagnolo,Pedro Sánchez, al termine di una visita a Pechino (dove oggi è arrivato ancheil ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov), nella quale ha sottolineato che»la Cina può svolgere un ruolo importante».
Venerdì a Parigiconferenza dei Paesi non belligeranti
L’Eliseo haannunciato che il presidente francese, Emmanuel Macron, e il premierbritannico, Keir Starmer, presiederanno venerdì a Parigi una conferenza cheriunirà i Paesi non belligeranti disposti a partecipare a una missione nelloStretto per proteggere la navigazione «quando le condizioni di sicurezzalo consentiranno».
Il nododell’arricchimento dell’uranio iraniano
Quanto al temadel nucleare, l’Iran ha inviato una risposta formale agli Usa lunedì,proponendo una sospensione di massimo 5 anni dei propri programmi diarricchimento dell’uranio. L’offerta, riportata da «The New York Times», sullabase di fonti diplomatiche di Teheran e Washington, rappresenta però unoscostamento significativo rispetto ai 20 anni di blocco richiesti dalladelegazione americana durante i recenti colloqui di Islamabad, tanto chel’amministrazione statunitense l’avrebbe già respinta, giudicandolainsufficiente. Tuttavia, i canali di comunicazione restano aperti, confermanoda Axios.
Le ripercussionisull’economia globale
Nel frattempo,l’onda d’urto del conflitto in Medio Oriente sta scuotendo le fondamentadell’economia globale con effetti profondamente diseguali. È quanto emerge dauna nota congiunta rilasciata oggi a Washington dai vertici dell’Agenziainternazionale dell’Energia (Iea), del Fondo monetario internazionale (Fmi) edella Banca mondiale. Il peso maggiore — scrivono — ricade sulle spalle deipaesi importatori di energia, con una criticità estrema per le nazioni a bassoreddito. E l’aumento dei prezzi di materie prime fondamentali come petrolio,gas e fertilizzanti rischia di innescare nuove spirali inflattive e crisialimentari. Anche la Fao ha ammonito che «la crisi di Hormuz può innescareuna catastrofe alimentare». Mentre la presidente della Commissione Ue,Ursula von der Leyen, ha denunciato come il costo dell’energia sia aumentatodel 22% dall’inizio guerra, chiudendo però alla possibilità di una sospensionedel Patto di stabilità europeo.
RobertoPaglialonga



