Il mondo dello spettacolo perde un’altra stella: David Riondino deceduto il 29 marzo 2026, nella sua casa di Roma, all’età di 73 anni. Da qualche anno soffriva di una grave malattia; il funerale si è svolto presso la basilica di Santa Maria in Montesanto, nota come Chiesa degli artisti, in piazza del Popolo a Roma.
Parliamo un po’ di lui: è stato un cantautore, attore, regista e scrittore italiano, è nato a Firenze, in Italia, il 10 giugno 1952, figlio di luigi Riondino un insegnante. Ha iniziato la sua carriera a metà degli anni ’70 come membro dell’ensemble musicale Collettivo Victor Jara. Nel 1979 ha inciso il suo primo album da solista “David Riondino” , e nello stesso anno ha partecipato come artista di apertura in una serie di concerti di Fabrizio De André e P.F.M., tra cui quelli di Firenze e Bologna, dove è stato registrato il famosissimo album dal vivo di De André “Fabrizio De André in concerto – Arrangiamenti PFM”. Nel 1980, esce il suo secondo album, “Boulevard” , con arrangiamenti di Shel Shapiro, concentrando le sue esibizioni dal vivo, mescolando improvvisazione e sound da cabaret.

Alla seconda metà degli anni ’80 Riondino ebbe un grande successo grazie alla partecipazione al programma di Canale 5 Maurizio Costanzo Show, dove era solito improvvisare canzoni surreali imitando lo stile dei cantautori brasiliani. Nel 1987 pubblicò il suo terzo album “Tango dei miracoli”, il cui libretto fu illustrato da Milo Manara.

La variegata carriera di Riondino comprende film, serie televisive, commedie, romanzi, poesie e numerose collaborazioni con giornali e riviste come umorista e editorialista semi-serio. Ci ha lasciato in eredità le note di un brano molto famoso: “Maracaibo”.



