Gazzettino Italiano Patagónico
  • Portada
  • Italia
  • América Latina
  • Mundo
  • Deportes
  • Ecología
  • Sociales
  • Arte
  • Salud
  • Cultura
  • Editorial
No Result
View All Result
  • Portada
  • Italia
  • América Latina
  • Mundo
  • Deportes
  • Ecología
  • Sociales
  • Arte
  • Salud
  • Cultura
  • Editorial
No Result
View All Result
Gazzettino Italiano Patagónico
No Result
View All Result
Home Salud

Una nuova curacontro il Long Covid Severo: la terapia con anticorpi

Gazzettino Italiano Patagónico by Gazzettino Italiano Patagónico
2 de abril de 2026
in Salud
0
Una nuova curacontro il Long Covid Severo: la terapia con anticorpi
19.5k
SHARES
19.5k
VIEWS
Ho condiviso su FacebookHo condiviso su Twitter

“Una terapia conanticorpi ha ripristinato il corretto funzionamento del sistema immunitario diun paziente adulto con Long Covid severo, dimostrandosi così efficace per iltrattamento di questa condizione”. Il caso, frutto di uno studio congiunto tral’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani e l’ospedalepediatrico Bambino Gesù, è stato pubblicato su ‘The Lancet Infectious Diseases’e suggerisce un possibile approccio terapeutico per sottogruppi selezionati dipazienti, da confermare in studi clinici controllati. Il Long Covid è unacondizione caratterizzata dalla persistenza o dalla nuova insorgenza di sintomiche possono durare per mesi dopo l’infezione acuta da SARS-CoV-2 e, a oggi, nonesiste una terapia riconosciuta per tale sindrome. Tra le manifestazioni piùfrequenti figurano la fatigue (stanchezza intensa), difficoltà cognitive,cefalea, insonnia, disturbi autonomici (condizione in cui il sistema nervosoautonomo non regola correttamente le funzioni involontarie), intolleranza allosforzo, dispnea, disestesie (disturbi della sensibilità per cui i vari stimolisuscitano reazioni diverse dal normale). Lo studio condotto dai due IRCCSromani ha analizzato il profilo clinico, neuro-cognitivo, immunologico einfiammatorio di un paziente di 39 anni, precedentemente sano e atletico che,dopo due infezioni da SARS-CoV-2, ha sviluppato una forma grave e persistentedi Long Covid. Il paziente presentava da alcuni mesi ‘fatigue’ (gravestanchezza) invalidante, nebbia cognitiva (un senso di stanchezza mentalepersistente che rende chi ne è affetto molto meno lucido ed efficiente delnormale), disturbi di memoria e concentrazione, insonnia e sintomi didisfunzione autonomica, con un impatto rilevante sulla vita personale eprofessionale. Nessuna delle terapie utilizzate prima aveva prodotto beneficiduraturi. L’equipe dello Spallanzani, costituita dalla Dott.ssa Marta Camici edal Dott. Andrea Antinori, del Dipartimento Clinico di Ricerca MalattieInfettive, avendo riscontrato la presenza nel sangue del paziente diautoanticorpi circolanti che interferivano con importanti funzioni vitali, tracui la comunicazione nervosa e il tono dei vasi sanguigni, ha prescritto iltrattamento con immunoglobuline per via endovenosa ad alte dosi per tre ciclicon cadenza mensile. Le immunoglobuline sono anticorpi purificati diderivazione umana utilizzati da anni in diverse patologie autoimmuni einfiammatorie per modulare la risposta immunitaria. Durante il trattamento, ilpaziente è stato anche sottoposto a misurazione della performanceneuropsicologica e a una stimolazione neuro-cognitiva ad opera della Dott.ssaGiulia Del Duca neuropsicologa del Dipartimento Clinico di Ricerca MalattieInfettive dello Spallanzani. Il miglioramento è stato “molto rapido”: già dopoil primo ciclo si è registrata una netta riduzione della ‘fatigue’ e dellanebbia cognitiva. Nei mesi successivi i sintomi si sono progressivamentenormalizzati. A un anno dall’inizio della terapia, il paziente aveva recuperatole funzioni cognitive, era tornato al lavoro e aveva ripreso l’attivitàsportiva non agonistica, con una qualità di vita sovrapponibile al periodopre-Covid. Nel corso dello studio, i ricercatori dell’ospedale PediatricoBambino Gesù hanno osservato una modifica di specifici parametri immunologici,tra cui la riduzione del titolo degli autoanticorpi diretti contro i recettoridel sistema nervoso autonomo, dei marcatori infiammatori e degli indicatori diattivazione della coagulazione. L’efficacia della terapia è risultata associataalla scomparsa di un’interazione anomala tra linfociti T e monociti,potenzialmente responsabile del mantenimento di uno stato infiammatoriocronico. “Questi risultati suggeriscono che, in un sottogruppo di pazienti, ilLong COVID potrebbe essere sostenuto da una persistente disregolazione delsistema immunitario, non necessariamente legata alla presenza del virusnell’organismo- spiega la Dott.ssa Marta Camici, ricercatrice e primo nomedello studio- Le immunoglobuline non rappresentano una terapia per tutti, mapotrebbero avere un ruolo in pazienti selezionati, identificabili attraverso ibiomarcatori trovati nello studio”. Il Long COVID colpisce “anche i piùgiovani, e le immunoglobuline sono un farmaco già utilizzato in ambitopediatrico per altre patologie: questo apre la possibilità di estendere infuturo questo approccio anche ai pazienti pediatrici”, aggiunge la Dr.ssa EvaPiano Mortari (Unità di ricerca Linfociti B guidata dalla Dott.ssa RitaCarsetti) ricercatrice e altra prima autrice dello studio, che insieme allaDott.ssa Chiara Agrati (responsabile Unità di ricerca Immunitàpatogeno-specifica) e alla Dott.ssa Giusi Prencipe (Unità di ricerca Immuno-Reumatologia)dell’Ospedale Bambino Gesù hanno identificato il complesso immunologico anomaloassociato alla risposta alla terapia. Entrambe le ricercatrici spiegano che“pur trattandosi di un singolo caso clinico, i risultati sono estremamente incoraggiantie fornisce indicazioni importanti per la progettazione di futuri trial clinicicontrollati. L’obiettivo dei prossimi studi sarà identificare quali pazientipossano beneficiare maggiormente di questo approccio, confermare l’utilitàdegli autoanticorpi contro i neurotrasmettitori per la diagnosi di Long COVID ecomprendere meglio i meccanismi biologici alla base della risposta altrattamento”.

Maria Anzalone

Ho condiviso l'articolo

  • Haz clic para compartir en Facebook (Se abre en una ventana nueva) Facebook
  • Haz clic para compartir en X (Se abre en una ventana nueva) X
  • Haz clic para compartir en LinkedIn (Se abre en una ventana nueva) LinkedIn
  • Haz clic para compartir en X (Se abre en una ventana nueva) X
  • Haz clic para compartir en WhatsApp (Se abre en una ventana nueva) WhatsApp

Me gusta esto:

Me gusta Cargando...
Previous Post

Pesce d’aprile, perchési festeggia oggi e quali sono gli scherzi più famosi

Next Post

Iran, Trump:“L’uscita dalla Nato è ormai fuori discussione”, atteso l’annuncio allaNazione. Starmer: “Vertice con 35 Paesi su Hormuz”

Next Post
Iran, Trump:“L’uscita dalla Nato è ormai fuori discussione”, atteso l’annuncio allaNazione. Starmer: “Vertice con 35 Paesi su Hormuz”

Iran, Trump:“L’uscita dalla Nato è ormai fuori discussione”, atteso l’annuncio allaNazione. Starmer: “Vertice con 35 Paesi su Hormuz”

Gazzettino Italiano Patagónico

© 2026 Gazzettino Italiano Patagónico tutti i diritti riservati Pagina realizzata da GDS Contenidos + RecreArte

Gazzettino Italiano Patagonico

  • Portada
  • Italia
  • América Latina
  • Mundo
  • Deportes
  • Ecología
  • Sociales
  • Arte
  • Salud
  • Cultura
  • Editorial

Compartí el Gazzettino

No Result
View All Result
  • Portada
  • Italia
  • América Latina
  • Mundo
  • Deportes
  • Ecología
  • Sociales
  • Arte
  • Salud
  • Cultura
  • Editorial

© 2026 Gazzettino Italiano Patagónico tutti i diritti riservati Pagina realizzata da GDS Contenidos + RecreArte

%d