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Iran, Trump:“L’uscita dalla Nato è ormai fuori discussione”, atteso l’annuncio allaNazione. Starmer: “Vertice con 35 Paesi su Hormuz”

Gazzettino Italiano Patagónico by Gazzettino Italiano Patagónico
2 de abril de 2026
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Iran, Trump:“L’uscita dalla Nato è ormai fuori discussione”, atteso l’annuncio allaNazione. Starmer: “Vertice con 35 Paesi su Hormuz”
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ll presidentedegli Stati uniti Donald Trump aggiorna ancora la timeline sulla fine delconflitto in Medio Oriente, annunciandone la conclusione tra 2-3 settimane. Masoprattutto anticipa in una intervista al quotidiano inglese The Telegraph ildivorzio degli Stati uniti dalla Nato, seguendo così il monito lanciato pocheore prima dal suo vice Marco Rubio per gli alleati che non hanno risposto allachiamata a forzare lo stretto di Hormuz. Per tutta risposta, il premier delRegno Unito Starmer annuncia un vertice entro la settimana di 35 Paesi perdiscutere “tutte le misure diplomatiche e politiche possibili” per lariapertura dello Stretto. Intanto proseguono gli attacchi sui diversi frontiaperti. Tutti gli aggiornamenti.

13.00 – IRAN: “LOSTRETTO DI HORMUZ RIAPRIRÀ, MA NON PER GLI USA”

“Trump hafinalmente realizzato il suo sogno di ‘cambio di regime’, ma nel regimemarittimo della regione. Lo Stretto di Hormuz si aprirà sicuramente, ma non pervoi”. Così scrive il presidente della Commissione per la Sicurezza Nazionaledel Parlamento iraniano, Ebrahim Azizi in un post su X in cui si rivolge agliStati uniti. Lo Stretto sarà riaperto invece “per coloro che si attengono allenuove leggi della Repubblica Islamica dell’Iran- prosegue- L’eradell’ospitalità, durata 47 anni, è giunta al termine”. Il riferimento è allanuova normativa approvata nei giorni scorsi dal Parlamento di Teheran che haprevisto l’introduzione di un pedaggio per le navi che attraversano lo Strettodi Hormuz.

12.10 – STARMER:“PRONTI A OSPITARE UNA RIUNIONE ENTRO LA SETTIMANA SULLO STRETTO DI HORMUZ” CON35 PAESI PARTNER

il premier delRegno Unito Keir Starmer ha parlato in conferenza stampa e annunciato che entrola settimana si terrà un vertice in Regno Unito per discutere della riaperturadello Stretto di Hormuz. “Il Regno Unito ha ora riunito 35 nazioni attorno allanostra dichiarazione d’intenti per promuovere congiuntamente la sicurezzamarittima nel Golfo”, ha spiegato, come riporta “The Guardian”. “E oggi possoannunciare- ha proseguito- che, nel corso di questa settimana, il Ministrodegli Esteri ospiterà un incontro che riunirà per la prima volta questenazioni, durante il quale valuteremo tutte le misure diplomatiche e politichepraticabili che possiamo adottare per ripristinare la libertà di navigazione,garantire la sicurezza delle navi e dei marittimi bloccati e riprendere lacircolazione di beni vitali”. L’incontro con i giornalisti è anche l’occasionedi rispondere alle domande sulle ultime affermazioni di Donald Trump e il suoattacco alla Nato. “Innanzitutto, la NATO è l’alleanza militare più efficaceche il mondo abbia mai visto. E ci ha tenuti al sicuro per molti decenni. E noisiamo pienamente impegnati nella NATO”, ha voluto puntualizzare. “In secondoluogo, a prescindere dalle pressioni su di me e sugli altri, a prescindere dalclamore, agirò sempre nell’interesse nazionale britannico in tutte le decisioniche prenderò- ha proseguito- Ed è per questo che sono stato assolutamentechiaro sul fatto che questa non è la nostra guerra e che non ci faremotrascinare in essa“. Non solo: di fronte al divorzio annunciato degli Usa allaNato, Starmer ha voluto tendere una mano decisa verso l’Europa. “Sonoaltrettanto convinto che, quando si tratta di difesa, sicurezza e del nostrofuturo economico, dobbiamo avere legami più stretti con l’Europa“, ha infattivoluto evidenziare, anticipando che nelle prossime settimane un nuovo verticecon i partner dell’Ue in cui “posso assicurarvi che il Regno Unito non silimiterà a ratificare gli impegni già presi al vertice dello scorso anno”.

12.00 – MO.LIBANO, IL CONSIGLIO SICUREZZA ONU CHIEDE RISPETTO CESSATE FUOCO

Forte condanna alConsiglio di sicurezza delle Nazione Unite è stata espressa per l’escalationdel conflitto in Libano, dove tra domenica e lunedì sono stati uccisi trecaschi blu della missione di interposizione Unifil, attiva nel sud del Paese eche ha annunciato un’indagine per fare luce sulle responsabilità. I membridell’organismo hanno ribadito inoltre la necessità di far prevalere ladiplomazia alle armi, tornando a rispettare il cessate il fuoco stretto tra leparti nel novembre 2024. Forte la chiamata dall’ambasciatore cinese all’Onu SulLei alla responsabilità della “comunità internazionale, che deve intervenireper evitare che si ripeta la tragedia di Gaza”. Parole rivolte sia al gruppoHezbollah che a Israele, impegnati in un nuovo confronto armato dallo scorsoprimo marzo. L’ambasciatore Lei ha inoltre chiesto con forza che “Israeleritiri le sue forze dal Libano e rispetti la sua sovranità e integritàterritoriale e la stabilità della regione”. Ha poi condannato l’uccisione deicaschi blu, ricordando che “ogni attacco è una violazione al dirittointernazionale e alla risoluzione 1701 del Consiglio di sicurezza dell’Onu”. Laseduta del Consiglio, convocata d’urgenza dalla Francia, si è tenuta a pocheore dall’annuncio del governo israeliano di voler occupare a tempo indefinitola regione meridionale del Libano fino al fiume Litani, una volta concluso ilconflitto con Hezbollah, per esigenze di sicurezza. Lo ha detto il ministrodella Difesa Israel Katz, aggiungendo che le case e gli edifici “sarannodistrutti e sarà impedito alla popolazione di tornare”. Al Consiglio disicurezza hanno preso parte anche rappresentanti di Indonesia – il Paese che haregistrato la morte dei tre Caschi blu – Israele e Libano. La Francia, tramitel’ambasciatore Jérôme Bonnafont, ha ribadito l’appello alla de-escalation, che hadenunciato “il comportamento aggressivo dimostrato dall’esercito israeliano,fino ad atti di intimidazione che hanno riguardato anche il personale francese:la Francia condanna ogni minaccia diretta al personale di Unifil”. L’ambasciatoreisraeliano Danny Danon ha respinto le accuse di responsabilità nella morte deitre peacekeepers, sostenendo che gli incidenti siano da attribuire al gruppofilo-iraniano Hezbollah. In particolare, “per quanto riguarda l’attaccoavvenuto lunedì 30 marzo, possiamo confermare che le forze Unifil sono statecolpite da ordigni esplosivi di Hezbollah in un incidente avvenuto nei pressidi Bani Haniyah, nel Libano meridionale”. L’Indonesia ha però respinto taleversione: “Chiediamo un’indagine da parte delle Nazioni Unite, non scuse daparte di Israele. Chiediamo che il Consiglio di Sicurezza si tenga aggiornatosull’indagine e che dia seguito immediatamente ai risultati” ha dettol’ambasciatore Umar Hadi, chiedendo “fine all’impunità”.Quanto al rappresentantedel Libano, Ahmad Arafa, ha avvertito che “il prezzo che il popolo libanese stapagando a causa di questo conflitto è alto ed estenuante. Non hanno sceltoquesta guerra; è stata loro imposta”.

11.10 – TRUMP ALTELEGRAPH: “STO SERIAMENTE VALUTANDO L’USCITA DALLA NATO”

Donald Trump hadichiarato al quotidiano britannico Telegraph che sta seriamente prendendo inconsiderazione l’idea di ritirare gli Stati Uniti dalla Nato, dopo chequest’ultima non si è unita alla sua guerra contro l’Iran. In una lungaintervista, il presidente degli Usa ha di fatto lanciato un – altro- ultimatumai partner storici europei, dopo il rifiuto della sua richiesta di inviare navida guerra per riaprire lo Stretto di Hormuz e confermato le paroleprecedentemente dette dal suo vice Marco Rubio. Parlando al quotidiano ingleseha definito l’alleanza una “tigre di carta”, affermando che l’uscitadell’America dal trattato di difesa è ormai “fuori discussione”. “Non mi sonomai lasciato convincere dalla Nato Ho sempre saputo che era una tigre di carta,e anche Putin lo sa, tra l’altro”, aggiunto rivelando questo vicinanzad’opinione con quello che dovrebbe essere uno dei principali rivalidell’alleanza.

11. 10 – “NOISEMPRE PRESENTI IN UCRAINA, NON ERA UN NOSTRO PROBLEMA”

Trump ha quindirinfacciato ai paesi europei il sostegno americano in Ucraina. “Siamo semprestati presenti automaticamente, anche in Ucraina. L’Ucraina non era un nostroproblema. Era una prova, e noi eravamo lì per loro, e lo saremmo sempre stati.Loro non erano lì per noi”, ha tirato le somme. Poi ha preso di mira il Regnounito e il premier Keir Starmer per essersi rifiutato di intervenire nellaguerra israelo-americana contro l’Iran. “Non avete nemmeno una marina. Sietetroppo vecchi e avevate portaerei che non funzionavano”, gli ha rinfacciatoTrump, riferendosi allo stato della flotta di navi da guerra britanniche. Ealla domanda se il Primo Ministro dovesse spendere di più per la difesa, Trumpha aggiunto: “Non gli dirò cosa fare. Può fare quello che vuole. Non importa”.“Tutto ciò che Starmer vuole sono costose pale eoliche che stanno facendoschizzare alle stelle i prezzi dell’energia.”

10.29 – QATAR:PETROLIERA COLPITA DA MISSILE, NON CI SONO FERITI

Il ministerodella Difesa della Qatar ha confermato che uno dei tre missili provenientistamani dall’Iran hanno colpito la petroliera Aqua 1 nelle acqua nazionalidell’emirato, una trentina di chilometri a nord del polo industriale di RassLaffan. L’equipaggio di 21 persone è stato subito trasferito in sicurezza e nonrisultano feriti. Il ministero dell’energia ha aggiunto che l’incendio nonstarebbe causando danni per l’ambiente. L’incidente rientra nel conflitto incorso da fine febbraio tra Israele e Stati Uniti contro l’Iran. Quest’ultimopaese ha colpito svariati obiettivi militari ed energetici nei Paesi del Golfoalleati di Washington e Tel Aviv per fare pressioni e ottenere la fine delconflitto.

8.30 WSJ: “GLIEMIRATI PRONTI AD AIUTARE USA-ISRAELE PER SBLOCCARE LO STRETTO DI HORMUZ”

Gli Emirati ArabiUniti si stanno preparando a scendere in campo al fianco degli Stati Uniti ealtri alleati per forzare lo Stretto di Hormuz. Lo riferisce il quotidiano WallStreet Journal citando come fonte dei funzionari arabi anonimi. In questo modo,gli EAU sarebbe il primo Paese del Golfo Persico a diventare parte attiva nelconflitto, dopo aver subito ripetutamente gli attacchi iraniani. Non solo,secondo il quotidiano statunitense, gli Emirati Arabi Uniti stanno facendopressing sul Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite affinché adotti unarisoluzione che autorizzi l’azione.

8.10 – BOMBA AGRAPPOLO IN ISRAELE, 14 FERITI CIVILI A BNEI BRAK, GRAVISSIMA UNA BAMBINA DI 11ANNI

Una bomba agrappolo lanciata dall’Iran a Bnei Brak, nel centro di Israele, ha causatoalmeno 14 feriti, di cui una bambina di 11 anni in gravi condizioni, un altroragazzino di 13 anni è risultato ferito seriamente. Il bilancio è di diecipersone in condizioni critiche evacuate in centri medici dopo il lancio dimissili di questa mattina. Lo riferiscono i media israeliani che citano ilservizio di soccorso Mda. Dalle prime indagini, è risultato che il missileiraniano era dotato di una testata a grappolo, che ha disperso le bombe su unavasta area. Si è trattato del primo attacco missilistico iraniano controIsraele in quasi 21 ore, sottolinea il quotidiano locale.

8.00 – RUBIO:“GLI USA DOVRANNO RIESAMINARE IL LORO RAPPORTO CON LA NATO“

Il segretario diStato americano Marco Rubio in una intervista rilasciata a Fox News harinnovato le critiche alla Nato. Seguendo la linea di Donald Trump, Rubio halanciato l’avvertimento secondo cui gli Stati Uniti “dovranno riesaminare” illoro rapporto con la Nato una volta terminata la guerra contro l’Iran. “Credonon ci siano dubbi, purtroppo, che dopo la conclusione di questo conflitto,dovremo riesaminare tale rapporto- ha detto- Dovremo riesaminare il valoredella Nato in questa alleanza per il nostro Paese”. E ha aggiunto: “Indefinitiva sarà una decisione del Presidente Trump”. Le dichiarazioni di Rubiofanno da corollario a quelle con cui Trump ha recentemente attaccato i partnerdella Nato per essersi rifiutati di unirsi alla guerra degli Stati Uniti e diIsraele contro l’Iran. Il segretario di Stato ha anche sostenuto che la guerracontro l’Iran si avvicina al “traguardo”, mentre il conflitto entra nella suaquinta settimana. “Possiamo vedere il traguardo. Non sarà oggi, non saràdomani, ma arriverà”, ha detto infatti Rubio al programma di Fox News. Ha ancheaggiunto che un incontro diretto con i funzionari iraniani potrebbe esserepossibile a un certo punto.

ORE 7.00 – ATTESAPER IL DISCORSO ALLA NAZIONE DI TRUMP ANNUNCIATO DALLA CASA BIANCA

Trump fornirà un“importante aggiornamento” sull’Iran mercoledì sera. La portavoce della CasaBianca, Karoline Leavitt, ha dichiarato che il presidente degli Stati Unititerrà un “discorso alla nazione”, questa notte, mercoledì 1 aprile alle 21 diWashington, (all’una di notte di domani, giovedì 2 aprile in Italia), che“fornirà un importante aggiornamento sull’Iran”. Leavitt ha fatto l’annuncio inun breve post su X, senza fornire ulteriori dettagli.

ORE 5.00- RAID DIDRONI IRANIANO SULL’AEROPORTO INTERNAZIONALE IN KUWAIT

L’autorità perl’aviazione civile del Kuwait ha dichiarato che l’aeroporto internazionale delPaese del Golfo è stato oggetto di un attacco di droni iraniani. “L’aeroportointernazionale del Kuwait è stato oggetto di attacchi palesi da parte di dronilanciati dall’Iran e dalle fazioni armate che sostiene”, ha dichiarato ilportavoce della Direzione Generale dell’Aviazione Civile all’agenzia di stampaKuwait News Agency. Colpiti i serbatoi di stoccaggio del carburante da cui si ègenerato un vasto incendio, per fortuna non sono segnalate vittime.

ORE 4.00 – TRUMP:IL CONFLITTO FINIRÀ IN 2-3 SETTIMANE

Donald Trump hadichiarato che le forze statunitensi porranno fine alle operazioni in Iran“molto presto” e potrebbero andarsene “entro due o tre settimane”. Si trattadell’ultima tempistica per il ritiro indicata dal presidente degli Stati Uniti.Trump, parlando con i giornalisti nello Studio Ovale della Casa Bianca hainfatti sostenuto che “l’Iran non deve necessariamente raggiungere un accordoaffinché gli Stati Uniti pongano fine alla guerra” e che questa potrebbeconcludersi entro due o tre settimane.

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