Non capisco le ragioni della venerazione nei confronti dei cosiddetti padri costituenti italiani. Comuni uomini politici di ogni genere e tipo ai quali è toccata in sorte per caso l’incombenza perché in quel dato momento storico operanti. Di certo, non in ragione di una loro invero inesistente, particolare, specifica, capacità o precedente (ed anzi del tutto derivata) autorevolezza. Non comprendo, naturalmente, neppure i motivi per i quali il risultato del lavoro dai medesimi messo in atto debba possedere un’aurea pressoché sacrale. Come ogni opera umana, la Costituzione italiana è imperfetta, criticabile, nel trascorrere del tempo inadeguata e di conseguente necessità, per fortuna, assolutamente senza problemi o remore, modificabile!
Mauro della Porta Raffo



