In occasione della Giornata mondiale della tubercolosi, che si celebra oggi 24 marzo, l’organizzazione Friends of the Global Fund Europe lancia un allarme sulla fragilità dei progressi ottenuti contro una delle malattie infettive più letali al mondo. Della presa di posizione si riferisce in un comunicato diffuso alla vigilia della ricorrenza. “Nonostante innovazioni scientifiche senza precedenti, la lotta alla tubercolosi è oggi minacciata da una combinazione di carenza di finanziamenti e instabilità geopolitica, che rischia di trasformare un’emergenza sanitaria in una vera e propria crisi di sicurezza internazionale”, sottolinea Friends of the Global Fund Europe. “Il Fondo globale per la lotta contro Aids, tubercolosi e malaria garantisce oggi circa il 73% dei finanziamenti internazionali per il contrasto alla malattia; Tuttavia, l’ultima campagna di rifinanziamento si è chiusa con 12,64 miliardi di dollari raccolti, ben al di sotto dei 18 miliardi necessari per il prossimo ciclo triennale“. Un deficit, questo, che è stato ulteriormente aggravato dai tagli all’aiuto pubblico allo sviluppo. Nel comunicato si aggiunge: “Di conseguenza, molti Paesi partner del Fondo globale registrano una riduzione delle allocazioni tra il 20% e il 30% rispetto al 2024”. Nel frattempo, sottolinea l’organizzazione, la tubercolosi continua a rappresentare una minaccia globale: nel solo 2024 si stimano 1,2 milioni di decessi su 10,7 milioni di casi. Friends of the Global Fund denuncia ancora: “In Europa la situazione è aggravata dal conflitto in Ucraina, che ha compromesso i sistemi di diagnosi e trattamento; si registrano interruzioni delle cure, carenze di farmaci e un aumento dei casi resistenti, mentre la diffusione di ceppi di Mycobacterium tuberculosis multiresistenti ed estensivamente resistenti continua a crescere, alimentata da povertà, instabilità economica e insufficiente impegno finanziario”. A commentare questa situazione il professor Stefano Vella, che è il vicepresidente di Friends of the Global Fund Europe. “Non possiamo restare a guardare mentre la tubercolosi riprende terreno a causa di scelte politiche miopi”, sottolinea l’esperto. “La riduzione dei fondi, insieme alle interruzioni dei programmi per l’Hiv, sta favorendo un aumento dei casi di tubercolosi come infezione opportunistica”. Secondo Vella, “in un contesto segnato da conflitti e crisi climatiche, la tubercolosi non è più solo un problema sanitario, ma una questione di sicurezza globale”. Da qui l’appello del professore: “Se non investiamo subito nell’adozione di nuove tecnologie diagnostiche e vaccini, la diffusione di ceppi multiresistenti rischia di diventare una delle principali emergenze sanitarie dei prossimi anni, con conseguenze dirette anche per l’Europa”. Secondo Friends of the Global Fund, “la ricerca scientifica mette oggi a disposizione strumenti potenzialmente decisivi, a condizione che vengano adottati su larga scala”. Gli esempi sono differenti. “Nuovi strumenti fino a 10 volte più economici, consentono diagnosi più precoci anche nei soggetti più vulnerabili“, si sottolinea in primo luogo. E poi: “L’intelligenza artificiale migliora significativamente l’efficacia degli screening radiografici, mentre nuovi vaccini potrebbero essere disponibili entro il 2026, colmando i limiti dell’attuale vaccino”. Friends of the Global Fund Europe avverte però che “senza rafforzamento dei sistemi sanitari e dei programmi nazionali, anche le innovazioni più avanzate rischiano di restare inutilizzate”.
Mario Iovine



