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 La ‘shrinkflation’ tocca anche le uova di Pasqua: sempre più piccole e sempre più care per nove italiani su dieci

Gazzettino Italiano Patagónico by Gazzettino Italiano Patagónico
23 de marzo de 2026
in Sociales
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 La ‘shrinkflation’ tocca anche le uova di Pasqua: sempre più piccole e sempre più care per nove italiani su dieci
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Uova di Pasqua sempre più costose e, secondo molti consumatori, anche più piccole. È questa la percezione prevalente tra gli italiani secondo una rilevazione realizzata dall’Istituto Piepoli per Udicon – Unione per la Difesa dei Consumatori. Quasi 9 italiani su 10 ritengono che oggi le uova di Pasqua costino molto più di qualche anno fa, mentre l’opinione più diffusa è che nel tempo le dimensioni si siano ridotte. La sensazione di un aumento dei prezzi non riguarda solo il cioccolato. La maggioranza degli italiani segnala un forte incremento dei costi di tutti i prodotti tipici pasquali, dalle colombe ai dolci tradizionali. Un quadro che conferma come il caro-spesa continui a pesare sulle scelte delle famiglie anche in occasione delle festività. L’effetto è immediato sulle abitudini di acquisto: tre italiani su quattro dichiarano che il prezzo dei prodotti pasquali influenzerà le loro decisioni di spesa, spingendo molti a ridurre le quantità acquistate o a orientarsi verso alternative più convenienti. A incidere sulle percezioni dei consumatori è anche un fenomeno sempre più discusso negli ultimi anni: la riduzione delle quantità a parità di prezzo, la cosiddetta shrinkflation. L’84% degli italiani afferma di averla notata nei prodotti alimentari che acquista abitualmente, con confezioni più piccole o prodotti che pesano meno pur mantenendo lo stesso prezzo. La maggioranza dei cittadini ritiene che, se le aziende devono affrontare costi più elevati, sarebbe più corretto mantenere invariata la quantità e rendere esplicito un eventuale aumento del prezzo, piuttosto che ridurre il contenuto del prodotto. Una pratica che rischia di incidere negativamente anche sul rapporto di fiducia tra imprese e consumatori.

CAMBIA LA SPESA DEGLI ITALIANI

Le conseguenze si riflettono chiaramente nei comportamenti di spesa: tre italiani su quattro dichiarano di aver modificato il proprio modo di fare acquisti, scegliendo più spesso discount, mercati rionali oppure cambiando marca per cercare di contenere la spesa. “Questi dati raccontano una realtà che milioni di famiglie vivono ogni giorno”, dichiara Martina Donini, presidente nazionale di Udicon. Non è solo una questione di prezzi più alti: sempre più consumatori hanno la sensazione di pagare di più per prodotti che spesso offrono meno. È una percezione diffusa che incide sulla fiducia e sul rapporto tra cittadini e aziende”. “Per questo – prosegue Donini – è fondamentale che il mercato sia sempre più trasparente. Se aumentano i costi di produzione è giusto che il prezzo lo rifletta in modo chiaro, ma ridurre le quantità mantenendo lo stesso prezzo rischia di generare confusione e sfiducia. I consumatori devono poter capire con immediatezza cosa stanno acquistando e quanto stanno pagando”.

Marina Casale

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