ORE 13.32 – AGENZIA FARS: CON USA NESSUN COLLOQUIO, NEANCHE INDIRETTO
“Non ci sono stati né colloqui diretti né indiretti” tra Iran e Stati Uniti: così l’agenzia di stampa filo-governativa Fars, smentendo l’ultimo post su Truth del presidente americano Donald Trump. L’agenzia iraniana ha citato una fonte informata, secondo cui la mossa di Trump rivelerebbe che il presidente “avrebbe fatto marcia indietro” sull’ultimatum a Teheran di sbloccare il canale di Hormuz, che scade oggi. Questo dopo che Teheran ha replicato minacciando di colpire anche le infrastrutture energetiche e gli impianti di desalinizzazione nei Paesi mediorientali che sostengono la guerra di Stati Uniti e Israele contro l’Iran.
ORE 12.35 – CROCE ROSSA: GUERRA FA LIEVITARE COSTI BENI UMANITARI
Il conflitto in Medio oriente sta rendendo difficile il lavoro delle organizzazioni umanitarie, che fanno fatica a ottenere beni e materiali essenziali per gli interventi a favore delle popolazioni colpite a causa di aumenti nel costo dei trasporti che vanno dal 20% al 300%, a seconda dei casi: a lanciare l’allarme è la Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa (Ifrc), secondo cui “il trasporto di beni umanitari sta diventando più costoso e lento”. Come scrive la Federazione in una nota, “sebbene il centro logistico globale dell’Ifrc a Dubai rimanga operativo, le interruzioni dei trasporti globali hanno portato a significativi aumenti dei prezzi e hanno costretto l’organizzazione a utilizzare percorsi terrestri più lunghi. L’impatto diretto è che il trasporto di merci sta diventando più costoso e richiede più tempo”. Ciò avviene mentre a livello globale calano le donazioni per gli organismi umanitari, e a farne le spese saranno “direttamente le comunità più vulnerabili in tutto il mondo”. Da oltre un anno si registra infatti una riduzione generalizzata agli aiuti da parte dei governi, che già con la guerra in Ucraina avevano dirottato parte del budget verso il sostegno a quel Paese, con una conseguente riduzione delle donazioni per altre aree del mondo colpite da conflitti e crisi. L’ultimo passo di questa tendenza è stato compiuto la scorsa settimana dal governo britannico, che nel documento del budget triennale ha annunciato un cambiamento di approccio fondamentale, da “Paese donatore” a “Paese investitore”, e riducendo la quota dell’aiuto pubblico allo sviluppo dallo 0,5% allo 0,3% del Reddito nazionale lordo. Ciò va nella direzione opposta dell’obiettivo fissato allo 0,70% indicato dall’Onu.Come prosegue la Croce rossa internazionale nella nota, “I costi variano quotidianamente”, ma le “tendenze attuali” consistono in un aumento di circa il 70% dei costi per il trasporto marittimo, con picchi fino al 300% su rotte specifiche. “La riduzione delle partenze dagli Emirati Arabi Uniti- si legge ancora- sta inoltre costringendo al riposizionamento del trasporto su strada verso porti come Gedda”, in Arabia Saudita, dove ogni container “costa circa 5mila dollari”. Quanto al trasporto terrestre, internazionale o transfrontaliero, gli aumenti oscillano tra il 20% e il 30%, mentre arrivano al 50% e anche 70% quelli per il trasporto aereo. Tra le cause, l’Ifrc indica la volatilità dei prezzi fel carburante, ritardi alle frontiere, carenza di autisti, modifiche nelle rotte, congestione e, in alcuni casi, passaggio dal trasporto marittimo a quello aereo.
ORE 12.25 – TRUMP: CON IRAN COLLOQUI PRODUTTIVI, RINVIAMO ATTACCHI
“Colloqui molto positivi e produttivi riguardo a una risoluzione completa e totale delle nostre ostilità in Medio Oriente” si sarebbero tenuti negli ultimi due giorni tra il governo degli Stati Uniti e quello dell’Iran: lo ha scritto, in caratteri maiuscoli, Donald Trump sul suo social Truth. Il presidente americano ha aggiunto: “In base al tenore e al tono di queste conversazioni approfondite, dettagliate e costruttive, che proseguiranno per tutta la settimana, ho dato istruzioni al dipartimento della guerra di rinviare qualsiasi attacco militare contro le centrali elettriche e le infrastrutture energetiche iraniane per un periodo di cinque giorni, subordinatamente al successo degli incontri e delle discussioni in corso”.
ORE 10.43 – TEHERAN: SE ATTACCANO KHARG E LE ISOLE, MINIAMO IL GOLFO
Il Consiglio di difesa nazionale iraniano ha avvertito che, in caso di attacco alle isole iraniane, le forze di Teheran “mineranno tutte le linee di comunicazione nel Golfo Persico”. La dichiarazione giunge dopo che diverse fonti hanno confermato l’intenzione degli Stati Uniti di attaccare l’isola strategica di Kharg, per costringere Teheran a riaprire lo Stretto di Hormuz. In caso di attacco alle isole iraniane, fa sapere il Consiglio, “l’intero Golfo Persico si troverebbe di fatto in una situazione simile a quella dello Stretto di Hormuz per un lungo periodo. Questa volta, insieme allo Stretto di Hormuz, l’intero Golfo Persico risulterebbe praticamente bloccato e la responsabilità ricadrebbe sulla parte che minaccia”. Dal 28 febbraio lo stretto in cui transita un quinto del commercio energetico mondiale risulta parzialmente chiuso. Così Teheran spera di piegare il sostegno di buona parte della comunità internazionale alla guerra che Washington e Tel Aviv conducono contro l’Iran. La scorsa settimana, il governo iraniano ha implementato un meccanismo di registrazione che, previa autorizzazione, consente alle navi che non battono bandiera statunitense e israeliana di passare. A questo sistema hanno già aderito, tra gli altri, Cina, India e Pakistan. “L’unico modo per attraversare il canale è che i Paesi non coinvolti nella guerra si coordinino con l’Iran”, ribadisce il Consiglio di difesa iraniano.
ORE 10.41 – IRAN. PIZZABALLA: CANCELLATA PROCESSIONE DELLE PALME A GERUSALEMME
“A causa della guerra, quest’anno non ci è stato possibile vivere il tradizionale cammino quaresimale a Gerusalemme, con le solenni celebrazioni al Santo Sepolcro e nei Luoghi Santi della Passione. Se abbiamo potuto pregare e prepararci personalmente, abbiamo sentito la mancanza del cammino comunitario verso la Pasqua. Ora ci troviamo a interrogarci sulle celebrazioni della Settimana Santa, cuore pulsante della nostra fede, a Gerusalemme e presso il Santo Sepolcro”. Così il Patriarca latino di Gerusalemme Pierbattista Card. Pizzaballa, sul sito del Patriarcato. “Le restrizioni imposte dal conflitto e gli eventi degli ultimi giorni- spiega- non lasciano presagire un miglioramento imminente. In costante dialogo con le autorità competenti, insieme alle altre Chiese cristiane, stiamo valutando come sia possibile, nelle forme da concordare, celebrare il mistero centrale della nostra salvezza nel cuore delle nostre Chiese. La situazione rimane in continua evoluzione e non è possibile fornire indicazioni definitive per i giorni a venire; saremo pertanto costretti a un coordinamento giorno per giorno”. È già chiaro, tuttavia, prosegue Pizzaballa, “che non potranno svolgersi celebrazioni ordinarie aperte a tutti. Alla luce di ciò, comunico quanto segue: La tradizionale processione della Domenica delle Palme, che dal Monte degli Ulivi sale a Gerusalemme, è cancellata. Sarà sostituita da un momento di preghiera per la città di Gerusalemme, in un luogo da definire. La Messa crismale è rinviata a data da destinarsi, non appena la situazione lo consentirà, possibilmente entro il tempo pasquale. Il Dicastero per il Culto Divino ha già concesso il necessario assenso. Le chiese della diocesi restano aperte. Parroci e sacerdoti, nelle forme e con le modalità possibili, faranno il possibile per favorire la preghiera e la partecipazione dei fedeli alle celebrazioni pasquali”.
ORE 9.29 – RAID SU TABRIZ, COLPITE CASE E UN PARCO: VITTIME E FERITI
Sei persone sono state uccise in bombardamenti che hanno colpito alcune abitazioni e un parco nella città di Tabriz, nel nord-ovest dell’Iran, a sud della catena montuosa del Caucaso. A fornire le informazioni è stato Majid Farshi, direttore generale della Gestione delle crisi per la provincia iraniana dell’Azerbaigian orientale. In dichiarazioni rese all’agenzia di stampa Fars, il dirigente ha riferito che quattro persone sono state uccise e sei ferite in un bombardamento contro un’unità residenziale nell’area di Marzdaran, mentre altre due persone sono state colpite a morte nella zona di un parco a Rabe Rashidi. La notizia dei raid è stata rilanciata anche da media stranieri, come l’emittente del Qatar Al Jazeera. Secondo stime diffuse ieri dalla televisione nazionale dell’Iran, dal 28 febbraio i bombardamenti condotti da Israele e dagli Stati Uniti hanno già causato nel Paese almeno 1.500 morti.
ORE 8.15 – DOPO L’ULTIMATUM DI TRUMP ISRAELE RIUNISCE IL GABINETTO DI SICUREZZA, L’IDF: “ATTACCO SU LARGA SCALA CONTRO OBIETTIVI STRATEGICI”
Il gabinetto di sicurezza israeliano si riunirà questa sera, lunedì 23 marzo, in vista dell’ultimatum di Donald Trump all’Iran. Lo riferiscono i media israeliani. Il presidente americano ha dato ieri, domenica 22 marzo, 48 ore a Teheran per riaprire lo stretto di Hormuz. In caso contrario, attaccherà le reti energetiche iraniane. Intanto, l’esercito israeliano, l’Idf, ha annunciato di aver effettuato nelle ore precedenti un attacco su larga scala in Iran su obiettivi mirati che hanno incluso una base militare utilizzata per l’addestramento dei soldati e lo stoccaggio di sistemi missilistici destinati a colpire gli aerei, un impianto di produzione e stoccaggio di armi del Ministero della Difesa, un sito di produzione di armi dell’aeronautica militare delle Guardie Rivoluzionarie infine due quartier generali del Ministero dell’Intelligence iraniano e delle Forze di Sicurezza Interna.
ORE 8.00 – RUTTE: 22 PAESI AL LAVORO PER RIAPRIRE LA NAVIGAZIONE DI HORMUZ
ll segretario generale della Nato Mark Rutte, ha dichiarato in un intervista a Fox News che 22 paesi, tra cui membri della NATO e alleati come la Corea del Sud e il Giappone, stanno coordinando gli sforzi per riaprire la navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz.
ORE 6:00 – L’IRAN RISPONDE ALL’ULTIMATUM DI TRUMP: “COLPIREMO IMPIANTI ENERGETICI E IDRICI IN TUTTO IL GOLFO”
L’Iran ha avvertito che colpirà le infrastrutture energetiche e idriche in tutto il Golfo se il presidente statunitense Trump darà seguito alla sua minaccia di attaccare la rete elettrica iraniana, alimentando i timori di gravi interruzioni in una regione fortemente dipendente dalla desalinizzazione per l’acqua potabile. Axios, ‘Trump sta creando una squadra per negoziare con l’Iran’
ORE 2.00 GLI INVIATI USA AL LAVORO PER SQUADRA CHE NEGOZI CON IRAN, LE CONDIZIONI DISTANTI DI ENTRAMBI I FRONTI
Secondo quanto riferito dall’agenzia Axios, gli inviati di Donald Trump, Jared Kushner e Steve Witkoff sono al lavoro per creare un team per negoziare con l’Iran su ordine del presidente Donald Trump. Per ora non risulterebbero contatti diretti tra Usa e Iran, ma Egitto, Qatar e Regno Unito hanno fatto da tramite per lo scambio di messaggi, sottolineano le fonti di Axios. Egitto e Qatar hanno informato Usa e Israele che l’Iran è interessato ad avviare negoziati, sebbene a condizioni molto rigide, tra cui lo stop permanente degli attacchi e risarcimenti per i danni subiti. Da parte loro, gli Stati Uniti hanno posto sei condizioni, dallo stop al programma missilistico per cinque anni a quello totale dell’arricchimento dell’uranio. Secondo l’agenzia di stampa iraniana Tasnim le richieste iraniane riguardano la garanzia che non ci saranno altre aggressioni contro il Paese a lungo termine, la chiusura delle basi militari statunitensi in Medio Oriente, il pagamento di un risarcimento all’Iran, la fine della guerra contro tutti i gruppi regionali affiliati, a cominciare dagli Hezbollah libanesi, e processi ed estradizioni contro i giornalisti che lavorano per media considerati anti-regime.



