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Treviso celebra Luciano Vincenzoni nel centenario della nascita (1926- 2026).Dal premio nazionale alla Settimana del cinema, molti eventi racconteranno ilgenio dello “script doctor” veneto che conquistò Cinecittà e Hollywood

Gazzettino Italiano Patagónico by Gazzettino Italiano Patagónico
19 de marzo de 2026
in Cultura
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Treviso celebra Luciano Vincenzoni nel centenario della nascita (1926- 2026).Dal premio nazionale alla Settimana del cinema, molti eventi racconteranno ilgenio dello “script doctor” veneto che conquistò Cinecittà e Hollywood
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Il 2026 dell’associazione “Luciano Vincenzoni” sarà interamente dedicato ad un
importante anniversario: i cento anni dalla nascita dello sceneggiatore e soggettista
Luciano Vincenzoni. Nato a Treviso il 7 marzo 1926 e scomparso a Roma il 22
settembre 2013, è stato uno dei più apprezzati autori di cinema in Italia, Europa e
Hollywood, arrivando all’apice del successo a colpi di “coraggio, di immaginazione e
di fortuna”, come egli stesso raccontò nell’autobiografia “Pane e cinema”. Saranno
diversi i momenti che scandiranno l’anno del centenario, organizzati
dall’associazione trevigiana grazie al sostegno del Comune di Treviso e di altri
partner. Un calendario interamente improntato a porre in luce il genio e l’eredità di
Luciano Vincenzoni, che contribuì significativamente al successo della commedia
italiana, accanto a maestri come Mario Monicelli e Germi, ma che guadagnò anche la
fama internazionale con il western all’italiana di Sergio Leone e le produzioni
americane di Dino De Laurentiis.


L’evento più significativo sarà la dodicesima edizione del Concorso nazionale
intitolato a Vincenzoni, dedicato alla creazione di soggetti e di musica per
film. Istituito nel 2015 dall’ assessorato alla Cultura della Città di Treviso, il concorso
è rivolto ai giovani under 35 che vogliono intraprendere un percorso professionale
ed artistico nel mondo del cinema. Nell’edizione 2025 i partecipanti furono circa 180,
provenienti da ogni parte d’ Italia. Il bando dell’edizione 2026 è in corso di
pubblicazione, nel sito www.premiovincenzoni.it ; ci sarà tempo fino al 30 giugno per
inviare i lavori partecipanti alle due sezioni Soggetti o Musiche per film. Quest’anno
ai giovani scrittori viene richiesta la stesura di un soggetto di genere “commedia”,
proprio in omaggio a Vincenzoni che segnò la storia della commedia nel cinema
italiano.
Invece, i compositori dovranno elaborare il commento musicale di una sequenza del
film «Volevo nascondermi», regia di Giorgio Diritti e musiche di Marco Biscarini.
Dovranno, quindi, proporre una reinterpretazione della colonna sonora di una scena
della pellicola, ispirata alla vita del pittore Ligabue, premiata con vari
riconoscimenti al David di Donatello 2021. Giorgio Diritti, tra l’altro, è stato
presidente di giuria della sezione soggetti nelle scorse edizioni del concorso, mentre il
maestro Marco Biscarini attualmente presiede la giuria della sezione musica. La
partecipazione al concorso è gratuita. I premi in palio saranno assegnati ai primi due
migliori lavori di ogni sezione. La cerimonia di premiazione si terrà nel mese di
novembre, nell’auditorium del Museo Santa Caterina di Treviso.
Sempre nel mese di novembre, nei giorni che precederanno la cerimonia di
premiazione, a Treviso si terrà la seconda edizione della Settimana del cinema
veneto, un format che molto successo ha riscosso al suo debutto lo scorso anno,
grazie all’apporto di diverse realtà culturali, tra cui la Veneto Film Commission. Il
programma, i cui dettagli saranno messi a punto prossimamente, vedrà dei
significativi omaggi all’opera di Luciano Vincenzoni nell’anno del centenario. E’
prevista la proiezione del film “La vita agra”, film diretto da Carlo Lizzani e tra i
meno noti della produzione “vincenzoniana”, preceduta da un momento più
strettamente commemorativo, oltre ad una serata che avrà come tema “Il giro del
mondo con i film di Vincenzoni”. A completare la Settimana del cinema ci saranno
incontri con registi (tra cui Damiano Michieletto) e proiezioni di film realizzati in
ambito veneto, nonché due focus sulle professionalità “minori” del cinema e sul
potere delle piattaforme.
L’organizzazione vede impegnati il presidente Luciano Franchin e il consiglio
direttivo composto da Paolo Ruggieri, Luigi Cesaroni, Ettore Canniello, Pier Luigi
Gatti, Paola Brunetta e Rita Ippolito.
Sia il concorso nazionale che la Settimana del Cinema rappresentano il doveroso
omaggio della Città di Treviso ad uno dei più prolifici scrittori di cinema del
Novecento, insignito nel 1996 del prestigioso Premio Flaiano alla carriera. Luciano
Vincenzoni, tra l’altro, contribuì in modo determinante al successo di Pietro Germi e
di Sergio Leone, dimostrando capacità imprenditoriali nella promozione delle
pellicole e dei suoi autori, trattando direttamente con le major americane, come la
United Artists. I film di Sergio Leone non sarebbero stati conosciuti negli States
senza il suo apporto. Vincenzoni venne apprezzato a tal punto da essere conosciuto
come lo “script doctor”, inserito quale membro emerito del WGA, il potente
sindacato USA degli scrittori di cinema. Riconoscimento non di poco conto, poiché a
tutt’oggi solo otto soggettisti e sceneggiatori italiani hanno ricevuto questo onore:
Cesare Zavattini, Ugo Pirro, Ennio Flaiano, Tullio Pinelli, Ennio De Concini,
Bernardino Zapponi, Enzo Ungari e, appunto, Luciano Vincenzoni. Un uomo
“esuberante” nella produzione di “script”, ma dal carattere riservato; perciò su di lui
non ci sono molti documenti, oltre al noto libro autobiografico “Pane e Cinema” e al
documentario “Il Falso bugiardo”. Tuttavia, recenti studi effettuati da Ettore
Canniello hanno rivelato alcuni aspetti della sua vita ed opera riportati dalla stampa
estera, all’indomani della scomparsa, in particolare i media americani, poiché il
soggettista trevigiano visse 17 anni negli USA .
Nel novembre del 2023, a dieci anni dalla scomparsa, l’associazione Vincenzoni e il
Comune di Treviso hanno apposto una targa in memoria di questo celebre
concittadino, collocata in via Canova all’ingresso della palazzina in cui furono girate
alcune scene di “Signore e Signori”, il memorabile film di Germi scaturito dalla
penna dello “script doctor” trevigiano. Il 6 marzo 2026 per lanciare gli eventi del
centenario, il direttivo dell’associazione ha scelto un altro luogo simbolo della
pellicola che immortalò Treviso nel cinema: il Palazzo e la Loggia dei Trecento.
La missione dell’associazione, fin dalla sua fondazione, è anche quella di diffondere
la cultura cinematografica tra le nuove generazioni, promuovendo progetti diretti
alle scuole superiori di Treviso, con l’intento di avvicinare i giovani al “fare
cinema”. Un settore seguito dalla professoressa Paola Brunetta, referente
dell’associazione Vincenzoni, che nel mese di febbraio ha tenuto un intervento all’IIS
ITG “Palladio”, nell’ambito del progetto CinemaScuola LAB 2025 “Visioni. Io, il
corpo, lo spazio”. Il progetto è organizzato da una rete di scuole – che comprende
l’IIS ITG “Palladio” (capofila), l’IPSSEOA “Alberini”, l’IIS “Besta” e il Liceo
Artistico Statale – coordinata dal professor Giovanni De Roia. La relazione della
docente e critica cinematografica ha riguardato il corpo delle donne, a partire dal
terzo episodio di “Signore e signori” di Pietro Germi (sceneggiato da Age &
Scarpelli, Vincenzoni, Germi e Flaiano, non accreditato). Episodio che gli studenti
dei quattro istituti hanno visto e commentato per poi passare, nella stessa giornata di
studio, al tema del corpo visto in chiave contemporanea, con l’intervento del regista
Francesco Montagner.

Il 6 marzo u.s. si è tenuta la conferenza stampa di presentazione del concorso dedicato a
Luciano Vincenzoni che si tiene da dodici anni nella città natale dello sceneggiatore e
soggettista trevigiano.
La data è stata scelta per dar modo alla stampa di pubblicare oltre agli articoli dedicati al
Vincenzoni, anche quello che sarà il programma degli eventi dedicati alla ricorrenza del
centenario dalla sua nascita il 7 marzo 1926.
La location è quella della Loggia dei Trecento, nella Piazza dei Signori, cuore della città di
Treviso che ospitò il film Signore & Signori, uno dei più importanti soggetti scritti da
Vincenzoni, come dettagliato nella sua biografia.
Ricordiamo che Luciano Vincenzoni scrisse
soggetti e sceneggiature ambientate in
quasi tutto il mondo; tra questi, il soggetto e
la sceneggiatura di Copacabana Palace,
(regia di Steno,1962), commedia musicale
ambientata e girata a Rio de Janeiro.
Riportiamo la locandina dell’epoca e la
copertina dell’LP della colonna sonora nella
quale è presente anche un giovane Ennio
Morricone

LUCIANO VINCENZONI – BIOGRAFIA


Luciano Vincenzoni (Treviso, 7 marzo 1926 – Roma, 22 settembre 2013) è stato uno dei più
importanti soggettisti e sceneggiatore della
nostra cinematografia. Il suo genio creativo ha
spaziato tra quasi tutti i generi cinematografici e
contribuito al successo o allo sviluppo di filoni
all’interno dei generi classici. Mosse i primi passi
(dal ’51) nel genere neorealismo e nel filone
“neorealismo d’appendice” (o “strappalacrime”)
per poi frequentare la commedia e contribuir
all’affermazione del filone della “commedia
all’italiana” con pellicole che gli valsero i primi dei numerosi riconoscimenti internazionali
ricevuti. Creò soggetti, sempre originali e avvincenti, trattando generi diversi: “western”
(contribuendo al successo anche internazionale del “western all’italiana” o “spaghetti
western”), mitologico (noti come “peplum”), storico, drammatico, bellico, musicale, thriller,
azione, poliziesco, avventura, horror. Per la sua capacità di attrarre con le sue narrazioni registi
e i produttori cinematografici in Italia e all’estero meritò gli appellativi di “script doctor” ma
anche de “il falso bugiardo”, capace com’era di mischiare il
sogno alla realtà, la storia immaginata all’avventura personale.
Fu Pietro Germi, che lo conosceva bene, a coniare il termine
“falso bugiardo”, per l’abilità di raccontare storie e aneddoti
apparentemente incredibili, che alla verifica dei fatti si
dimostravano vere e documentabili e per descrivere la sua
capacità di intrecciare verità e invenzione in modo
assolutamente convincente. Lo “script doctor” per la
cinematografia americana è una figura professionale precisa:
uno sceneggiatore o drammaturgo ingaggiato dal produttore
cinematografico, televisivo o teatrale con il compito di
intervenire per riscrivere o rifinire un copione esistente,
intervenendo su vari elementi quali la struttura, i personaggi, i
dialoghi, il ritmo, il tema e altro. Secondo le regole della Writers
Guild of America (WGA), per essere citato tra gli autori, uno
sceneggiatore deve aver realizzato almeno il 50% di una sceneggiatura originale o il 33% di un
adattamento da un testo preesistente. Questo potente sindacato americano, che tra le sue
attività accredita gli sceneggiatori che possono concorrere all’Oscar ed al proprio premio,
annovera tra i suoi membri emeriti, riconosciuti come “script doctor”, molti autori americani e
solo alcuni italiani, precisamente: Cesare Zavattini, Ugo Pirro, Ennio Flaiano, Tullio Pinelli,
Ennio De Concini, Bernardino Zapponi, Enzo Ungari e Luciano Vincenzoni. I due appellativi
sono stati adottati, come riconoscimento a Vincenzoni, riferendosi anche alla sua
professionalità di sceneggiatore e alla sua abilità nel “aggiustare” le sceneggiature come per il
primo soggetto “Hanno rubato un tram” ma ancor più evidente in “Per qualche dollaro in
più”. La sua consulenza era preziosa per riscrivere, migliorare e dare forma a storie, rendendole
successi cinematografici. Le sue frequentazioni ed amicizie nel mondo del cinema italiano
erano tra le più prestigiose; da Flaiano a Parise, Salce, Age & Scarpelli, Badalucco, tra gli
scrittori; da Germi a Leone, Steno, Tornatore, tra i registi, solo per citarne alcune; non da meno
l’amicizia e la stima di attori da Sordi a Volontè Gassman, Sandrelli, Lisi, ma la lista è veramente
lunga. Fu uno dei pochissimi autori di soggetti che suscitò l’attenzione di produttori italiani (De
Laurentis), e stranieri, tra i quali gli americani della United Artist con i quali assicurò lauti
compensi per la distribuzione dei film di Leone. Non esitò a creare una propria casa di
produzione rischiando i primi introiti importanti: la RPA FILMS venne creata con Pietro Germi,
successivamente con Robert Haggiag
produsse “Signore & Signori”. Lavorò
per diciassette anni negli USA
divenendo amico personale di registi
(Billy Wilder, Terence Young e Peter
Bogdanovich ad es.) e attori di fama
(Peter Sellers, William Holden, Clint
Eastwood e molti altri). Ebbe amicizie
e forse legami sentimentali con attrici
famose come Candice Bergen, Ava
Gardner e Audrey Hepburn, qui ripresi
in una rara foto d’epoca.
Lo stesso Billy Wilder cercò più volte di far esprimere il
talento dell’amico italiano nella regia di alcuni suoi
soggetti; Vincenzoni non provò mai questa esperienza
ma donò ad altri proprio i soggetti che avrebbe voluto
realizzare in prima persona (il soggetto di Cow Girl, che
tentò di affidare a Bogdanovich). Del resto, Vincenzoni
racconta che il vero motivo che lo spinse a lasciare gli
studi in legge ed a scrivere per il cinema fu la lettura del
“Viaggio al termine della notte” di Louis Ferdinand
Céline; tentò più volte di portarlo sullo schermo ma non
trovò alcun produttore disponibile a finanziarlo. Ma le
sue amicizie non si limitarono all’ambiente cinematografico perché molto importante fu la
frequentazione di artisti diversi, tra musica, pittura ecc. Per la sua vasta cultura musicale, era
un amante del jazz, avrà una certa influenza anche nella scelta delle colonne sonore dei film
tratti dai suoi soggetti e sceneggiature. L’attività di Vincenzoni non si limitò al cinema; nella sua
carriera scrisse per il teatro e la TV; da una sua opera teatrale venne realizzato
successivamente il film Sacco e Vanzetti. La sua scomparsa passò quasi inosservata nel
mondo del cinema italiano; solo Gian Luigi Rondi scrisse un interessante articolo in memoria
dell’artista scomparso. In Gran Bretagna il Daily Telegraph (noto
anche semplicemente come The Telegraph) dedicò un
approfondito articolo allo scomparso Vincenzoni, con particolari
poco noti della sua vita. Fonte preziosa per conoscere la vita
avventurosa di Luciano Vincenzoni è il suo libro biografico “Pane
e Cinema”, del quale è riprodotta la copertina; sul web sono
presenti anche un documentario (“Il falso bugiardo”, sopra citato
con la riproduzione della sua copertina) e varie interviste da lui
concesse. Non sono disponibili altri documenti diretti sulla sua
attività ma è possibile ricavare sue notizie da alcune opere
(anche audiovisive) dedicate ad Ennio Flaiano o a Pietro Germi,
da articoli vari, oltre che dal prezioso libro “Signore e signori. Uno
sguardo ridente sull’ipocrisia morbida” di Lino Miccichè,
un’analisi del film “Signore & Signori” di Pietro Germi. È stato
pubblicato da Lindau nella collana “Grandi film restaurati”, la sua
copertina è riprodotta a fianco. Ulteriori notizie e approfondimenti
sono presenti sul sito www.premiovincenzoni.it a cura
dell’Associazione Luciano Vincenzoni di Treviso che da anni onora e
valorizza la figura dell’illustre trevigiano con iniziative a lui dedicate
tra le quali il Concorso per soggetti cinematografici e musiche per
film, giunto, nel 2026, alla sua dodicesima edizione.
Concludiamo con una carrellata tra alcuni dei suoi oltre 60 film, tra
noti e meno noti, per evidenziarne la vastità di generi presenti:
Hanno rubato un tram, regia di Aldo Fabrizi (1954), (commedia).
I girovaghi, regia di Hugo Fregonese (1956), (dramma).
La prima notte, regia di Alberto Cavalcanti Lizzani (1959),
(commedia).
Mani in alto, regia di Giorgio Bianchi (1961), (commedia, poliziesco).
I mercenari, regia di Piero Costa (1961), (storico, dramma).
I due nemici, regia di Guy Hamilton (1962), (commedia, guerra).
Copacabana Palace, regia di Steno (1962), (commedia, musicale)
La vita agra, regia di Carlo Lizzani (1964), (commedia all’italiana).
Da uomo a uomo, regia di Giulio Petroni, (1967), (western).
La cuccagna, regia di Luciano Salce (1971), (commedia all’italiana).
Piedone lo sbirro, regia di Steno, (1973), (poliziesco, azione, commedia).
L’accusa è: violenza carnale e omicidio (Verdict) (1974), regia di André Cayatte,
(drammatico).
Le guerriere dal seno nudo, regia di Terence Young, (1974), (avventura, azione).
Uomini duri, regia di Duccio Tessari, (1974), (poliziesco, azione).
Libera, amore mio!, regia di Mauro Bolognini, (1975), (drammatico).
Cipolla Colt, regia di Enzo G. Castellari, (1975), (spaghetti western).
L’Italia s’è rotta, regia di Steno, (1976), (satirico).
L’orca assassina (Orca), regia di Michael Anderson, (1977), (thriller, horror).
I paladini: storia d’armi e d’amori, regia di Giacomo Battiato, (1983), (epico, avventura).
Malena, regia di Giuseppe Tornatore, (2000), (drammatico

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