Il nome Vichinghi deriverebbe dalla parola norrena vik, ovvero «baia», quindi «genti dei fiordi» oppure dal verbo vikja («allontanarsi»), alludendo ai loro viaggi. Quando pensiamo ai dominatori dei mari del Nord, il nome «Vichinghi» è il primo a venirci in mente. Eppure, l’origine di questa parola resta ancora oggi un mistero che divide gli storici. Genti delle baie o viaggiatori? Per molto tempo si è creduto che il termine derivasse dalla parola norrena vik, che significa «baia» o «fiordo». In questo senso, i Vichinghi sarebbero semplicemente le «genti delle baie», abitanti di quelle insenature naturali da cui partivano per le loro spedizioni. Esiste, però, una teoria alternativa legata al verbo vikja, che significa «allontanarsi» o «deviare»: in questo caso, il nome alluderebbe alla loro natura nomade e al desiderio di lasciare le frdde terre del Nord per esplorare il mondo. Non si può nemmeno escludere un’influenza dell’antico inglese wic (dal latino vicus, ovvero villaggio), che indicherebbe semplicemente degli insediamenti stabili.
I Vichinghi non fuggirono dalla Groenlandia per il freddo
Tanti nomi, un solo popolo. Oggi li chiamiamo tutti Vichinghi, ma nelle antiche fonti storiche venivano usati termini molto diversi a seconda di dove si trovassero: i Nortmanni, per esempio nelle cronache latine medievali erano genericamente gli «uomini del Nord», da cui derivò il nome degli abitanti della Normandia, regione francese occupata stabilmente dalle loro guarnigioni. Il termine dani, invece serviva per indicare le tribù danesi, mentre la denominazione pagani serviva a sottolineare la loro distanza dal cristianesimo. Infine, spostandoci verso Oriente, nelle fonti slave, bizantine e arabe, troviamo gli appellativi Variaghi e Rus’ (termine da cui deriva il nome della moderna Russia).



