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Enrica Bonaccorti, la mitragliatrice, l’eternit: quella ‘truffa’ che divenne storia della tv italiana

Gazzettino Italiano Patagónico by Gazzettino Italiano Patagónico
13 de marzo de 2026
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Enrica Bonaccorti, la mitragliatrice, l’eternit: quella ‘truffa’ che divenne storia della tv italiana
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Enrica Bonaccorti fu protagonista, suo malgrado, di una scena cult della storia della televisione italiana degli anni ’90, ovvero la tentata truffa al Cruciverbone di Non è la Rai. Per quell’episodio – che sventò in diretta- la conduttrice scomparsa oggi a 76 anni, non ricevette elogi, ma un richiamo dell’azienda Fininvest.

Il Cruciverbone inventato da Gianni Boncompagni era un gioco televisivo molto popolare degli anni ’80 e ’90, uno dei momenti più attesi dagli spettatori di “Pronto Raffaella?” e poi fu riproposto con successo anche a “Non è la Rai”. Il gioco consisteva in un grande cruciverba su un pannello e veniva risolto in diretta dai concorrenti che, via telefono, rispondevano alle definizioni da indovinare- su argomenti di conoscenza generale- chieste dalle conduttrici. Oggi sarebbe impossibile riproporlo nelle trasmissioni televisive, perché chiunque da casa propria, e non solo, sarebbe in grado di rispondere in pochi secondi alle domande su qualunque argomento, se in possesso di uno smartphone o altro device connesso a Internet, o ancora più grazie a ChatGpt o Gemini.

Non era facile partecipare: il centralino della trasmissione era intasato dalle chiamate di chi voleva mettersi alla prova davanti a milioni di telespettatori e soprattutto di vincere i premi in denaro. Infatti ogni parola indovinata garantiva solitamente una vincita in gettoni d’oro del valore di 100.000 o 200.000 delle vecchie lire. Ma in alcune fasi del gioco il montepremi saliva anche a 500.000 lire o un milione. Nel celebre episodio della tentata truffa il premio in palio era arrivato a 8 milioni di lire in gettoni d’oro (oggi sarebbero poco più di 4 mila euro).

Durante la prima edizione di “Non è la Rai”, nell’ultimo giorno dell’anno, il 31 dicembre 1991, mentre era in coro la sessione del Cruciverbone, scoppiò il caso. Stava giocando da casa, la signora Maria Grazia da Bassano in Teverina, in provincia di Viterbo e aveva indovinato una serie di definizioni. ‘Ma chi sei, la figlia di Einstein? Accipicchia, complimenti!’”, si complimentava con lei la conduttrice Enrica Bonaccorti, un po’ stupita per aver assistito a una serie di quattro risposte azzeccate molto difficili, tra cui il nome dell’incisore austriaco Schiele, Egon. Come quinta ed ultima definizione, la signoria Maria Grazia scelse il 96 orizzontale che aveva tutte le caselle vuote e quindi non aveva alcuna ‘facilitazione’.

A quel punto, la giocatrice fece un clamoroso autogol: Enrica Bonaccorti non iniziò nemmeno la domanda che si sentì in diretta – per due volte- la risposta corretta “Eternit”. La conduttrice capì subito che si trovava davanti a una truffatrice: “A questo punto io interrompo. Toglietemi tutte le musiche di suspence perché qui io voglio una mitragliatrice non una suspence“, fu la sua battuta ritenuta ‘choc’. La domanda sarebbe stata: “Il nome del cemento-amianto” ed era chiaro che la concorrente la sapeva prima di iniziare.

“Io non ti ho fatto nessuna domanda Maria Grazia- denunciò in diretta Enrica Bonaccorti- adesso tu mi devi dire come la sai la risposta”. E ancora: “Non c’è altra spiegazione al di fuori di una truffa, qua c’è un imbroglio. Qui noi facciamo un sacco di scherzi, di stupidaggini, diciamo qualunque cosa, però i soldi sono veri. Qui c’è gente che davvero aspetta di telefonare- andò avanti furiosa- che magari prende 800 mila lire di pensione al mese e aspetta di avere questo colpo di telefono e questo colpo di fortuna”.

In successive interviste Enrica Bonaccorti spiegò poi che ricevette il richiamo dell’azienda per il suo commento, ritenuto troppo violento per il pubblico dell’epoca: “Mi dissero che non andava fatto in tv”. Il caso poi finì in Tribunale ma fu una bolla di sapone: la concorrente fu inizialmente accusata, ma in seguito assolta, poiché non è stato possibile dimostrare con certezza come avesse ottenuto la risposta in anticipo.

Cristina Rossi

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