La sostituzione, etnica, culturale, anche politica c’è e non si nasconde, avanza con passo arrogante, di conquista e non la si sa o si può contrastare: la sinistra scellerata la asseconda, la predica, organizza le sue saldature all’occorrenza criminali, la destra più che limitarsi al piagnisteo non sa o non può o non vuole fare. I simboli di questa sostituzione di conquista sono diversi ma tutti con una base violenta, contro-colonialista, giusta la sensibilità islamica, coranica per cui con l’infedele non si scende a patti, lo si assoggetta o decapita e dove un fedele sbarca, quella è casa sua. I simboli sono le bande maranza che taglieggiano e rapinano e stuprano, sono i maranza che sbudellano compagni recitando le sure, è il fanatico progressista che a New York mentre latra in un megafono “benvenuti a tutti gli immigrati islamici” si vede piombare sulla schiena un immigrato islamico “di nuova generazione” che lo usa come trampolino per scagliare una bomba. E sta ad una manifestazione “in difesa” del sindaco newyorkese Mamdami, in odor di Fratelli Musulmani, la cui moglie posta a ripetizione foto esaltanti terroristi di Hamas, di Hezbollah. La sostituzione c’è e penetra nell’Europa occidentale come coltello nel burro, senza lottare, senza quasi divertircisi: ovunque il Ramadan impone i suoi digiuni e le sue sospensioni, siano scuole o squadre sportive giovanili, ovunque c’è un attacco a questo o quel feticcio della tradizione cattolica, in Germania, in Bassa Sassonia i Verdi al potere di fatto hanno deciso la sostituzione di Cristo con Maometto e nessuno si stupisce né, tanto meno, si oppone. Come cosa fatta, con la forza dell’ineluttabilità. Ma perché? Il ministro dell’Istruzione Verde, questa erinni Julia Willie Hamburg, che dovrebbe ribattezzarsi Hambugistan, stila un mega programma, dettagliato allo sfinimento secondo pedanteria di sinistra, di 130 argomenti riassumibili in uno: la sostituzione dell’insegnamento della religione cattolica con la Sharia condita di gender, cose che insieme ci stanno solo col cappio e la scimitarra, ma la sinistra suicidaria le vittime preferisce sacrificarle sull’altare delle convergenze di immaginario potere. Basta con la religione cristiano-cattolica a scuola, scalzata da argomentazioni pretestuose, gassose quali “identità”, “comunità e futuro”, il buddismo zen insieme ad altre granitiche, l’Islam ortodosso, la sottomissione virtuosa che comincia sui banchi. La coglionaggine in purezza del neocomunismo fetente, ma una coglionaggine micidiale e vile: tutte le città d’Italia e d’Europa sconvolte da una penetrazione sanguinaria che non c’è modo di arginare, che cresce ogni giorno, tagliagole e pedofili liberati e rimessi in circolazione dai giudici provocatori, una temperie allucinante, ma in Germania fanno i loro esperimenti sociali. Mantengono, bontà loro, il Padre Nostro benché addomesticato nell’ottica comunista dei “bisogni sociali fondamentali”, come a dire: compagno Dio, dai a ciascuno secondo i suoi bisogni e chiedigli secondo le sue possibilità, ma è chiaro che trattasi di misura temporanea, a lungo o breve andare anche la preghiera simbolo del cristianesimo andrà abolita. La ragione, la scusa, è sempre, invariabilmente la stessa: “per non turbare le altre sensibilità”. Quali, quelle di chi considera il cane una vita da bastonare, da macellare e la donna meno del cane? Da pestare a piacimento a patto di non lasciare lividi visibili? Da seppellire sotto strati di veli che secondo le “transfemministe” sono una conquista, un diritto cui obbligare tutt* e tutt*? Siamo alla follia ma la sinistra vaneggiante che rimpiange i Khamenei la persegue e la destra subisce tra indifferenza e rassegnazione. Al massimo si fa osservare che “quando si arretra sulla propria identità confessionale cristiana per diventare contenitore multiculturale, si lascia spazio ad altre religioni dall’identità più marcata”. L’acqua calda del risaputo, la retorica dell’allarmismo scontato che ha dentro già il sapore della resa. Sono diventati cretini i tedeschi un tempo tutti d’un pezzo? Lo siamo noi, incapaci di organizzare una resistenza quantomeno fideistica, ossia culturale? Sì, anche, ma perché non dirlo il segreto di Pulcinella che tutti hanno accettato per tempo e cioè che l’Islam di conquista comincia la sua conquista dall’inizio delle scuole e delle università finanziate generosamente, largamente? Un processo che dura da trenta anni almeno e al quale nessuno ha voluto sottrarsi. Il segreto di Pulcinella è che la penetrazione in armi dell’Islam neocolonialista cresce su una corruzione diffusa, endemica che coinvolge i Comuni che concedono false moschee, madrase truccate da circoli, centri di arruolamento dello stragismo che tutti conoscono e che i Servizi hanno il loro daffare a tener d’occhio; e coinvolge gli istituti scolastici “di ogni ordine e grado” nel silenzio della politica e dell’amministrazione anche di vertice che certi pericoli non li vede, che predica se mai l’adeguamento alle sacre ragioni del Ramadan; in assistenza di una Chiesa fellona, omertosa, i cui vescovi, cardinali, sacerdoti consacrano la resa definitiva come chi pensa: tanto non si può fare niente, tanto vale guadagnarci quello che si può fin che si può. Sapendo che quello che aspetta, chierici e laici, è il tabula rasa. La penetrazione islamista viaggia sulla corruttela e per capirla, per tracciarla è sempre valido il vecchio consiglio: segui i soldi! Non dappertutto però. Si è lamentato un propagandista di Hamas che “in Giappone abbiamo buttato milioni, e milioni di milioni, e non si è convertito nessuno, solo uno e non era neanche giapponese”. In Europa, in Italia, terra di religione strutturata, di divino identificabile e immanente, non le vaghezze sociali dello scintoismo o del confucianesimo evocativo, invece le “conversioni” attecchiscono benissimo perché i valori sono tanti e fin troppi, laici, confessionali, escatologici, predicati, normati, ma il valore dei soldi viene prima, la mentalità stracciona dell’Europa che si è arresa ha sempre bisogno di elemosine privilegia il qui e subito, il “meglio l’uovo oggi” pur sapendo che la gallina di domani è assassina, è rapace.
Max Del Papa



