La prima “doctora” dell’Uruguay
di Generoso D’Agnese
Il giorno della sua morte, l’Uuguay vinse contro il Brasile la partita che sarebbe entrata nella storia con il nome di Maracanazo, e conquistò un titolo mondiale su cui nessuno aveva scommesso, trascinando un intero paese (il Brasile) nella disperazione sportiva.
In quel giorno di festa e tripudio nazionale, la dipartita di Paulina Luisi passò in secondo piano, finendo in un istantaneo oblio che sarebbe durato anni e che ancora oggi perdura.
Eppure non fu certo una vita qualunque, quella vissuta da Paulina.
Nata il 22 settembre 1875 a Colón, in Argentina, Paulina era la figlia maggiore Angelo Luisi, ex legionario garibaldino nato a Pisa, e di María Teresa Josefina Janicki, insegnante francese di origine polacca. Angelo e Maria Teresa , dopo l’annessione di Roma al Regno d’Italia, venuti meno i sogni di uno stato repubblicano, decisero di trasferirsi in Argentina nel 1872 scegliendo la città situata nella provincia di Entre Rios. Sei anni dopo la coppia scelse una nuova meta e passò in Uruguay, a a Paysandú , dove Angelo Luisi fondò il primo asilo. L’ultima tappa delle loro peregrinazioni arrivò con il trasferimento nel quartiere di Cordón di Montevideo. Nella capitale uruguaiana Angelo divenne il vicesegretario del presidente Máximo Tajes mentre la sua famiglia arrivò a contare otto figli. Delle sue sei figli alcune conseguirono la laurea diventando le prime professioniste donne della nazione sudamericana. Clotilde Luisi esercitò la professione di avvocato, fu poetessa e narratrice e fu la Preside fondatrice dell'Università delle Donne; Luisa Luisi fu poetessa, saggista ed educatrice; Inés, come la sorella maggiore Paulina, fu medico (chirurgo) e fu Preside dell'Università delle Donne.
Paulina Luisi superò in brillantezza tutti i fratelli e sorelle conseguendo una prima laurea in magistratura (con María Stagnero de Munar) ed entrando nel 1900 alla Facoltà di Medicina
In una società ancora fortemente intrisa di maschilismo, Paulina si trovò a scalare un vero e proprio muro di ostracismo.I professori discutevano se le donne studiare medicina. Alcuni credevano che i cervelli femminili non fossero adatti alla scienza. Altri temevano che avrebbe "distratto" gli studenti uomini. Infine ammisero la giovane italiana con riluttanza, aspettandosi che si ritirasse. Paulina stupì tutti e nel 1908 come prima donna medico e chirurgo dell'Uruguay (oltre a essere la prima donna uruguaiana a conseguire una laurea).
La sua passione per la medicina andò di pari passo con quella per la politica. Capace di parlare fluentemente francese, italiano e inglese, Paulina fu co-fondatrice del Partito Socialista dell'Uruguay. La vita sentimentale non segnò invece nessun acuto. La dottoressa rimase nubile per scelta.
Specializzatasi in ginecologia, la giovane figlia di garibaldino nel 1913 accettò di lavorare a uno studio commissionato dal governo di José Batlle y Ordóñez sulle misure di igiene sociale in Europa e soggiornò in Francia, dove entrò in contatto il movimento femminista, divenendo amica di Madame Bonnevial, presidente del Consiglio delle Donne. Luisi si interessò alla lotta contro la "tratta delle bianche", sostenuta dal movimento abolizionista fondato dall'inglese Josephine Butler alla fine del XIX secolo. A Parigi si specializzò in dermatologia e malattie veneree e si dedicò alla promozione dell'emancipazione femminile in tutte le sue forme: suffragio, diritti politici e questioni sociali, in particolare la medicina sociale, in concomitanza con le idee eugenetiche che permeavano gran parte del pensiero medico e sociale all'inizio del XX secolo.
La dottoressa ebbe modo di vedere la sofferenza delle donne, le malattie non curate, gli aborti in condizioni pericolose, le gravi infezioni e capì che l’unica strada percorribile era quella dell’educazione sessuale. Pauline si occupò altresì di questioni legate alla prostituzione, alla tratta di esseri umani e alla pornografia infantile.
Nel 1916, chiese pubblicamente un'educazione sessuale fin dall’infanzia e si batté per il diritto all’aborto. Le sue proposte scatenarono reazioni furiose. Tacciata come immorale, venne condannata dai leader religiosi, mentre i critici sostenevano che avrebbe corrotto i bambini.
La determinazione di Paulina non venne però mai meno e per quasi 30 anni si batté per una riforma dei programmi scolastici. Nel 1944, l’Uruguay adottò infine il suo programma di educazione sessuale nelle scuole pubbliche, diventando uno dei primi paesi al mondo a farlo.
Fondò sezioni locali di associazioni femministe internazionali (il Consiglio Nazionale delle Donne (1916) e l'Alleanza delle Donne Uruguaiane per il Suffragio Femminile nel 1919) e sindacati femminili (tra cui quelli delle centraliniste e delle sarte). La sua casa nel centro di Montevideo fungeva da studio medico e da sede del Consiglio Nazionale delle Donne (CONAMU). Diresse anche la prima edizione di Acción Femenina, la rivista mensile del Consiglio Nazionale delle Donne, da lei fondata nel 1917.
Fu delegata del governo uruguaiano al Congresso Internazionale di Igiene Sociale ed Educazione Profilattica a Parigi, rappresentò l’Uruguay per il centenario di Pasteur nel 1923; divenne la prima ispanoamericana a rappresentare ufficialmente un governo presso la Società delle Nazioni (unica donna delegata alla seconda Assemblea Straordinaria della Società delle Nazioni per il conflitto sino-giapponese, a Ginevra, 1932); fu delegata della Facoltà di Medicina al Congresso Internazionale contro il Cancro, Madrid (1932). Nominata membro onorario dell’Istituto di Sociologia di Torino (sciolto in seguito all’ascesa del fascismo)al Congresso internazionale delle donne a Roma (1923), fu eletta nel Comitato esecutivo internazionale, carica che mantenne fino al 1935. Paulian fu eletta anche presidente della Commissione internazionale delle donne sulla moralità pubblica, l’educazione sessuale e la repressione della tratta delle donne. La dottoressa partecipò a congressi abolizionisti a Portsmouth nel 1914, Ginevra nel 1922 e Graz nel 1924, ecc. Fu membro del Comitato argentino-uruguaiano della Federazione abolizionista internazionale e della Lega cilena di igiene sociale.
Ricoprì diversi incarichi di docenza, tra cui quello di Direttrice di Ginecologia presso la Facoltà di Medicina e di Professoressa di Igiene Sessuale presso la Facoltà di Magistero. Scrisse, tra gli altri, i volumi *Movimiento Sufragista* (1919), *Trata de Blancas* (1921), *Dos ideologías y dos culturas* (1938), *Otra voz llorando en el desierto* (1948) e *Pedagogía y Conducta Sexual* (1950). Fu insignita dell'Ordine di Santiago da Espanha dal governo portoghese e dell'Ordine di Alfonso XII dal governo spagnolo.
La straordinaria vita di Pauline Luisi si concluse il 17 luglio 1950, giorno della vittoria dell’Uruguay nel Mondiale di calcio. Quel giorno il paese festeggiò la clamorosa vittoria ma in seguito non dimenticò la sua battagliera dottoressa.
Un albero nel Parco del Prado di Montevideo è in sua memoria. Nel 1998 il servizio postale ha emesso un francobollo commemorativo in suo onore. Una strada di Montevideo, un liceo della capitale e una sala della biblioteca della Facoltà di Medicina portano il suo nome. La stanza n. 17 dell'edificio annesso al Palazzo Legislativo è intitolata "Dottoressa Paulina Luisi". Nel 2005, l'ospedale femminile dell'ospedale Pereira Rossell fu denominato "Doctora Paulina Luisi".






