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Iran, colpita ambasciata Usa a Riad. L’Idf entra in Libano via terra

Gazzettino Italiano Patagónico by Gazzettino Italiano Patagónico
3 de marzo de 2026
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Iran, colpita ambasciata Usa a Riad. L’Idf entra in Libano via terra
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Nuovi aggiornamenti dal Medio Oriente. Un attacco iraniano ha colpito l’ambasciata degli Stati Uniti a Riad, capitale dell’Arabia Saudita. Secondo quanto riferito dalle autorità, due droni senza pilota hanno raggiunto l’area della sede diplomatica, provocando un incendio di lieve entità e danni materiali all’edificio. Non risultano, al momento, informazioni su eventuali vittime. La rappresentanza diplomatica ha confermato l’accaduto attraverso una comunicazione ufficiale, invitando la popolazione a evitare la zona e disponendo la chiusura temporanea della struttura. Nel comunicato si legge: “Evitate l’ambasciata fino a nuovo avviso a causa dell’attacco alla struttura”. Ai cittadini statunitensi è stato inoltre raccomandato di “rifugiarsi sul posto”. Fonti della difesa saudita hanno indicato che l’episodio non sarebbe isolato. Otto droni sarebbero stati intercettati e abbattuti nei pressi delle città di Riyadh e Al-Kharj. Le autorità locali stanno monitorando la situazione, mentre vengono rafforzate le misure di sicurezza attorno a obiettivi sensibili e sedi diplomatiche. Aggiornamenti anche dal Libano. L’esercito di Israele ha confermato che i soldati dell’Idf stanno operando nella zona meridionale del Paese mentre proseguono gli attacchi contro Hezbollah. Fonti militari hanno evidenziato che le truppe sono posizionate in diversi punti vicino al confine oltre i cinque avamposti attualmente occupati da Tel Aviv, in quella che ha descritto come una “posizione di difesa avanzata rafforzata” mentre combattono i miliziani. “Non è un’operazione terrestre. E’ una misura tattica destinata ad assicurare la sicurezza del nostro popolo”, la precisazione del tenente colonnello Nadav Shoshani, portavoce internazionale delle Forze di difesa israeliane (Idf). Con l’avanzata dell’esercito israeliano all’interno del territorio, l’esercito libanese ha evacuato le sue posizioni nelle località di Aïta el-Chaab, Kouzah, Debl, Ramiyé, Aïn Ebel e Rmeich, nel caza di Bint Jbeil, ed è arretrato verso il suo centro ad Aaitit. Nel contesto degli sviluppi regionali, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che l’amministrazione intende reagire all’attacco. “Risponderemo”, ha affermato. In un’intervista a NewsNation, il presidente ha aggiunto che “presto scoprirete” quale sarà la sua rappresaglia. Ha inoltre precisato che, con ogni probabilità, non sarà necessario l’impiego di truppe di terra. Nel corso della stessa intervista, Trump ha fatto riferimento agli obiettivi statunitensi in Iran, sostenendo che i risultati sarebbero imminenti: “So molte cose e saprò con certezza quando saranno raggiunti. Ci siamo quasi. Stiamo causando molti danni, li stiamo rallentando notevolmente”, ha affermato. Intanto, il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha disposto la partenza del personale diplomatico “non urgente” dalle ambasciate in Iraq, Giordania e Bahrein. In un messaggio pubblicato su X, il dipartimento ha spiegato di aver aggiornato gli avvisi di viaggio per Bahrein e Giordania “per riflettere l’ordine dato al personale non urgente del governo americano e ai membri delle loro famiglie di lasciare questi paesi”. In un ulteriore aggiornamento relativo all’Iraq, si legge che è stato “ordinato ieri al personale non urgente del governo americano di lasciare l’Iraq per motivi di sicurezza”. Il Comando centrale degli Stati Uniti ha inoltre comunicato che sei membri delle forze armate statunitensi sono rimasti uccisi nell’ambito di un’operazione militare contro l’Iran. La situazione nell’area resta oggetto di attenzione da parte della comunità internazionale, alla luce del crescente ricorso a droni in operazioni militari e attacchi mirati.

Franco Lodige

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