Gazzettino Italiano Patagónico
  • Portada
  • Italia
  • América Latina
  • Mundo
  • Deportes
  • Ecología
  • Sociales
  • Arte
  • Salud
  • Cultura
  • Editorial
No Result
View All Result
  • Portada
  • Italia
  • América Latina
  • Mundo
  • Deportes
  • Ecología
  • Sociales
  • Arte
  • Salud
  • Cultura
  • Editorial
No Result
View All Result
Gazzettino Italiano Patagónico
No Result
View All Result
Home Mundo

L’Unione Europea dimostra tutta la sua inutilità

Gazzettino Italiano Patagónico by Gazzettino Italiano Patagónico
3 de marzo de 2026
in Mundo
0
L’Unione Europea dimostra tutta la sua inutilità
19.5k
SHARES
19.5k
VIEWS
Ho condiviso su FacebookHo condiviso su Twitter

Persino sulla nuova guerra all’Iran, scatenata dall’attacco su Teheran avvenuto sabato mattina, la leadership dell’Unione Europea capitanata da Ursula Von Der Leyen non ha smentito se stessa e ha dimostrato un immobilismo sconcertante. Invece di una risposta congiunta immediata, l’UE si è limitata a qualche posticcio annuncio della Presidente della Commissione, tra cui l’annuncio paranormale di aver programmato una riunione del Collegio dei Commissari, dunque ben due giorni dopo l’inizio dell’attacco USA-Iran, lasciando l’Europa in un silenzio di 48 ore che evidenzia la sua paralisi decisionale. E così, mentre il mondo sta osservando con apprensione, Bruxelles ha optato per un rinvio burocratico dopo il weekend, confermando l’immagine di un’istituzione totalmente allo sbando. Von der Leyen, in un post su X, ha espresso preoccupazione per l’escalation e ha invocato una transizione credibile in Iran (ma che significa?), sostenendo le aspirazioni democratiche del popolo iraniano. Le solite frasette retoriche che non spostano di un millimetro la questione, la solita finta diplomazia totalmente inutile. Solo ieri sera, dopo una videoconferenza dei Ministri degli Esteri Ue, è emerso un comunicato congiunto che chiede moderazione, protezione dei civili e rispetto del diritto internazionale, senza però delineare misure concrete o un vero piano condiviso. La riunione di oggi appare francamente come un meeting che avverrà con un ritardo ingiustificato. Questo approccio riflette profonde divisioni interne: mentre leader come il Primo Ministro spagnolo Pedro Sánchez hanno assurdamente condannato apertamente gli eventi, altri, inclusa Von Der Leyen, hanno evitato critiche dirette forse riconoscendo la correttezza dell’operazione americana, ma più probabilmente per non irritare i partner transatlantici. Ecco perché l’Ue somiglia sempre più a uno stipendificio all’italiana: un ente gonfio di burocrazia con migliaia di funzionari che producono scartoffie e regolamenti a raffica a seguito di riunioni infinite, ma incapace di agire con rapidità e credibilità in situazioni di crisi. Con 27 Stati membri, ognuno con interessi nazionali divergenti, l’Unione si arena in negoziati estenuanti, preferendo equilibrismi verbali a decisioni incisive. In politica estera, questo si traduce in un’irrilevanza cronica: mentre altri attori globali intervengono con prontezza, l’Europa si limita a monitorare e condannare sempre a posteriori. E poi, sulla questione iraniana, c’è anche un altro fattore determinante: la paura profonda di ripercussioni sul territorio europeo. I proclami iraniani, come quelli del Presidente Masoud Pezeshkian, che ha definito l’evento una “dichiarazione di guerra contro i musulmani” e ha invitato alla vendetta come dovere legittimo di ogni islamico, alimentano timori di attacchi terroristici in Europa. Pezeshkian ha sottolineato che il crimine “non rimarrà senza risposta” e ha evocato un nuovo capitolo per il mondo islamico, frasi facilmente interpretabili come una chiamata alle armi religiosa. Notizie di dichiarazioni di jihad da parte iraniana e di sommosse antioccidentali nel mondo musulmano (con gli attacchi in Pakistan all’ambasciata americana) rafforzano queste ansie, con potenziali rischi per città europee con comunità islamiche significative e radicalizzate. È dunque abbastanza evidente che l’Ue, memore dei passati attentati, stia esitando anche per evitare di subire ritorsioni, optando per un basso profilo che maschera enormi vulnerabilità. E questo è sintomatico di quanto il continente sia oggi fragile; non soltanto nelle dinamiche internazionali ma, purtroppo, anche dentro casa propria.

Alessandro Bonelli

Ho condiviso l'articolo

  • Haz clic para compartir en Facebook (Se abre en una ventana nueva) Facebook
  • Haz clic para compartir en X (Se abre en una ventana nueva) X
  • Haz clic para compartir en LinkedIn (Se abre en una ventana nueva) LinkedIn
  • Haz clic para compartir en X (Se abre en una ventana nueva) X
  • Haz clic para compartir en WhatsApp (Se abre en una ventana nueva) WhatsApp

Me gusta esto:

Me gusta Cargando...
Previous Post

Prima il Venezuela, poi l’Iran. Ma il vero obiettivo di Trump è un altro

Next Post

Iran, Rubio svela il retroscena: “Perché abbiamo attaccato per primi”

Next Post
Iran, Rubio svela il retroscena: “Perché abbiamo attaccato per primi”

Iran, Rubio svela il retroscena: “Perché abbiamo attaccato per primi”

Gazzettino Italiano Patagónico

© 2026 Gazzettino Italiano Patagónico tutti i diritti riservati Pagina realizzata da GDS Contenidos + RecreArte

Gazzettino Italiano Patagonico

  • Portada
  • Italia
  • América Latina
  • Mundo
  • Deportes
  • Ecología
  • Sociales
  • Arte
  • Salud
  • Cultura
  • Editorial

Compartí el Gazzettino

No Result
View All Result
  • Portada
  • Italia
  • América Latina
  • Mundo
  • Deportes
  • Ecología
  • Sociales
  • Arte
  • Salud
  • Cultura
  • Editorial

© 2026 Gazzettino Italiano Patagónico tutti i diritti riservati Pagina realizzata da GDS Contenidos + RecreArte

%d