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Digiuno intermittente per dimagrire? La scienza smonta il mito: «Non è meglio delle altre diete»

Gazzettino Italiano Patagónico by Gazzettino Italiano Patagónico
23 de febrero de 2026
in Salud
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Digiuno intermittente per dimagrire? La scienza smonta il mito: «Non è meglio delle altre diete»
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Il digiuno intermittente non è più efficace rispetto alle diete tradizionali nel far perdere peso, e la riduzione che consente di ottenere è appena più significativa rispetto a quella che si raggiunge senza fare nulla. Una revisione di 22 studi su questo regime alimentare, spesso al centro dell’attenzione mediatica, conclude che la sua fama come soluzione miracolosa per dimagrire non è poi così giustificata, e che rispetto ad altre diete non garantisce particolari differenze nella qualità di vita percepita. Lo studio, coordinato da Luis Garegnani, direttore dell’Ospedale universitario italiano di Buenos Aires, è stato pubblicato nel Cochrane Database of Systematic reviews. Il digiuno intermittente prevede l’astensione dal cibo declinata in vari modi: per esempio, è possibile concentrare i pasti in un periodo di tempo limitato (uno degli schemi prevede di mangiare in 8 ore, digiunando per le 16 successive), o praticare una restrizione calorica per due giorni a settimana, mangiando normalmente negli altri cinque, o ancora, alternare giorni in cui si mangia normalmente a giorni in cui si digiuna o si limitano fortemente le calorie. I fautori del digiuno intermittente esaltano i benefici di questo strumento per la perdita di peso, per la prevenzione di malattie metaboliche e cardiovascolari, per i suoi effetti protettivi sul cervello e per la riduzione del rischio tumorale. Alcuni hanno persino ipotizzato che il digiuno intermittente allunghi la vita. Tuttavia, se è generalmente vero che una riduzione della quantità di calorie che si introducono con il cibo può avere effetti positivi sulla salute, le evidenze scientifiche dell’efficacia del digiuno intermittente non sono sempre convincenti. Gli scienziati hanno analizzato ricerche sul digiuno intermittente condotte su quasi 2000 partecipanti tra Europa, Nord America, Cina, Australia e Sud America. Gli studi hanno preso in considerazione diversi tipi di digiuno intermittente e i suoi effetti dimagranti nelle persone obese o sovrappeso; è però emerso che questo regime alimentare non era risultato più efficace nel far perdere peso, rispetto alle diete classiche. Ha anzi consentito un dimagrimento molto contenuto, considerando che i partecipanti hanno perso solamente il 3% circa del loro peso con il digiuno, meno del 5% che di solito si considera clinicamente significativo. Quanto ai benefici diversi dal dimagrimento in senso stretto, la revisione non ha riscontrato una migliore qualità di vita riferita da chi aveva preso parte a varie forme di digiuno intermittente. Un limite dell’analisi – e degli studi scientifici sul digiuno intermittente in generale – è che spesso si tratta di ricerche su un campione molto ristretto di soggetti, o di durata limitata; inoltre, è difficile confrontare gli effetti di tipi di digiuno molto differenti. Gli effetti moderati sulla perdita di peso potrebbero anche essere legati al fatto che le persone sono meno attive fisicamente quando digiunano. Inoltre, come ha spiegato al Guardian Maik Pietzner, Professore di modellazione dei dati sanitari presso l’Istituto di Salute di Berlino della Charité: «I nostri corpi si sono evoluti in condizioni di costante scarsità di cibo e riescono a gestire molto bene periodi prolungati senza di esso, ma ciò non significa che le nostre prestazioni siano migliori, una volta che questi schemi conservati dall’evoluzione entrano in funzione».

Elisabetta Intini

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