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L’amnistia ora è legge in Venezuela. La presidente Rodriguez: «Ora la democrazia»

Gazzettino Italiano Patagónico by Gazzettino Italiano Patagónico
22 de febrero de 2026
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L’amnistia ora è legge in Venezuela. La presidente Rodriguez: «Ora la democrazia»
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Il Venezuela ha promulgato una legge di amnistia che promette la liberazione di tutti i detenuti politici che hanno ricevuto condanne nel periodo compreso tra il 2002 e il 2025: lo ha annunciato la presidente ad interim Delcy Rodriguez, a quasi due mesi dal sequestro del presidente Nicolas Maduro da parte di agenti statunitensi entrati a Caracas dopo aver bombardato alcuni obiettivi della capitale. Ora l’ex presidente si trova in stato di arresto, in attesa del processo da parte di un tribunale statunitense per l’accusa di «narcoterrorismo». Dal 2002, stando all’ong Foro Penal, si conterebbero 644 prigionieri politici, di cui 400 sono già stati rilasciati dal governo ad interim a gennaio, dopo la deposizione di Maduro. Tra questi anche il cooperante italiano, Alberto Trentini, che ha trascorso 423 giorni in cella senza accuse. Oggi, mostrando a favore di telecamere la firma del decreto approvato all’unanimità dall’Assemblea nazionale, Rodriguez ha dichiarato: «Questa legge apre una porta straordinaria affinché il Venezuela possa riscoprire se stesso e imparare a vivere democraticamente, liberandosi dall’odio, affinché prevalgano la comprensione e il riconoscimento. La legge sull’amnistia va ancora oltre», aggiungendo che «stiamo garantendo un futuro di pace e convivenza per i nostri giovani». Rodriguez ha anche citato l’arresto del suo predecessore: «Veniamo da un 3 gennaio 2026 che passerà alla storia come un’aggressione storica da parte di una potenza» che «ha toccato le coscienze».

REATI ESCLUSI E VARI INTERROGATIVI

Nello specifico, l’amnistia è concessa a coloro che hanno commesso reati nei vari episodi di tensione seguiti alla crisi politica che affligge il Venezuela dal 2002. Ne sono però esclusi coloro che abbiano commesso «reati che comportano gravi violazioni dei diritti umani, crimini contro l’umanità, omicidio volontario, lesioni gravissime, traffico di droga, nonché i reati previsti dalla legge contro la corruzione». La legge prevede anche la creazione di una Commissione composta in egual misura da deputati di maggioranza e opposizione, che dovrà vigilare sulla sua applicazione. La nuova legge sull’amnistia pone ora varie questioni, su cui si interrogano da giorni i media locali. Tra queste, il fatto che non si applica alle persone che sono o potrebbero essere perseguite o condannate per «aver promosso, istigato, sollecitato, invocato, favorito, facilitato, finanziato o partecipato ad azioni armate o violente contro il popolo, la sovranità e l’integrità territoriale» del Venezuela da parte di «Stati, società o persone straniere». Una fattispecie che richiama alla mente l’esponente di opposizione e premio Nobel per la Pace 2025 Corina Machado, da tempo esule all’estero. Quest’ultima, nei suoi discorsi pubblici, ha più volte auspicato e chiesto embarghi sul suo Paese e interventi armati da parte di Stati Uniti e Israele affinché venisse estromesso il governo chavista di Maduro. Dopo i fatti del 3 gennaio, l’oppositrice ha anche ringraziato l’iniziativa del presidente Trump, donandogli il suo Nobel per la pace. Intervistata in questi giorni sul tema, la presidente ad interim Rodriguez ha detto che Machado «deve rispondere» in merito alla sua richiesta di un blocco economico sul Venezuela nonché «fornire spiegazioni» per l’entusiasmo dimostrato rispetto a un’aggressione militare esterna, chiarendo in che modo questo si concilierebbe con «la sua idea di pace nazionale». Altro punto controverso della legge, il fatto che le persone senza condanne che vogliono ottenere l’amnistia debbano presentarsi di loro spontanea volontà davanti a un giudice e questo vale anche per gli esuli all’estero, che potranno agire tramite un legale. Una norma che l’opposizione ha duramente criticato, ritardando l’approvazione del testo di vari giorni. Secondo il deputato di opposizione Luis Florido, così formulato l’articolo «presuppone la colpevolezza del beneficiario», obbligandolo a «consegnarsi alla legge». Per i deputati della maggioranza, «non si può concedere l’amnistia a chi non ha commesso reati», quindi «bisogna presentarsi davanti alla giustizia». Nella crisi politica innescata dal tentato colpo di Stato ai danni dell’allora presidente Hugo Chavez del 2002, sono seguiti vari episodi di violenza e tensioni in cui sono morte centinaia di persone. Il Venezuela accusa gli Stati Uniti di sostenere – anche tramite le sanzioni sul Paese – i movimenti della destra estrema per installare un governo filo-Washington e mettere le mani sui giacimenti di petrolio, mentre le opposizioni puntano il dito contro i chavisti, accusandoli di restrizioni alle libertà democratiche, manovre economiche fallimentari, incarcerazioni arbitrarie e torture, nonché violazioni dello stato di diritto.

Alessandra Fabbretti

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