È una delle marche di biscotti più amate dai bambini negli Stati Uniti dal 1912: Oreo è diventato il biscotto più venduto al mondo ed è apprezzato in oltre 100 Paesi. Oreo è disponibile in una gran varietà di gusti, come mirtillo o tè verde, e in forme divertenti. Ora, una campagna della PETA negli Stati Uniti, rafforzata dalle azioni di 63.000 sostenitori e dalla lettera di Enti internazionali della PETA, ha convinto la società produttrice di Oreo, la Mondelēz International, a interrompere i finanziamenti per esperimenti sugli animali, che includono costringere i topi a mangiare feci umane, sostanze chimiche e perle di vetro prima di essere uccisi e sezionati. Dopo l’incontro con i rappresentanti della PETA negli Stati Uniti, l’azienda produttrice di snack – che produce anche i cracker Cadbury’s e Ritz – ha annunciato che non effettuerà più esperimenti di «scienza nutrizionale» sugli animali, che non sono richiesti dalla legge e non hanno alcuna incidenza sulla sicurezza o l’approvazione dei suoi prodotti. Questa decisione colma una lacuna nella politica della Mondelēz in materia di test, che in precedenza consentiva all’azienda di finanziare numerosi esperimenti sugli animali. «I consumatori più rispettosi non vogliono che gli animali soffrano nei laboratori quando acquistano biscotti, cioccolatini o cracker» afferma Mimi Bekhechi, vicepresidente della PETA. L’anno scorso, PETA US ha acquistato azioni della Mondelēz, il che le ha consentito di interrogare direttamente i dirigenti durante l’assemblea annuale degli azionisti e di presentare una risoluzione degli azionisti sostenuta da PETA US per chiedere trasparenza sulle politiche dell’azienda in materia di test sugli animali.



