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Mutonia e i suoi robot saranno demoliti o no? Lo deciderà una conferenza di servizi

Gazzettino Italiano Patagónico by Gazzettino Italiano Patagónico
29 de enero de 2026
in Cultura
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Mutonia e i suoi robot saranno demoliti o no? Lo deciderà una conferenza di servizi
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Sarà una conferenza di servizi ad hoc a decidere se «salvare» Mutonia. O meglio, a verificare se ci sono interessi pubblici tali da impedire che la comunità artistica insediata da anni a Santarcangelo di Romagna, sia demolita. Ad avviare la conferenza, chiamando tutti gli enti che si occupano di tutela degli interessi urbanistici, culturali, paesaggistici, ambientali e di rispetto dell’assetto idrogeologico è il Comune del riminese su richiesta della Regione Emilia-Romagna. Questo nuovo passo avviene dopo una lunga battaglia legale, avviata da anni dal proprietario di un terreno adiacente al «villaggio» di artisti per ‘sfrattarli’ che si è conclusa a gennaio 2025 con una sentenza del Consiglio di Stato. Sentenza che ha decretato la demolizione dell’insediamento. Il Comune, seppur obtorto collo (dato che considera la comunità un importante elemento culturale), ha dunque notificato l’ordinanza di demolizione ai soggetti interessati, ovvero la comunità artistica. La stessa amministrazione, ora, fa sapere che di fronte all’inottemperanza dell’ordinanza «ha quindi comunicato la mancata esecuzione dell’ingiunzione alla Regione Emilia-Romagna, in quanto trattasi di terreno demaniale». E Viale Aldo Moro, proprietario dell’area, «come si legge nella risposta all’amministrazione comunale ritiene che ‘ricorrano i presupposti per verificare l’esistenza o meno di prevalenti interessi pubblici che ostino alla demolizione dell’insediamento, nell’ambito di una Conferenza di servizi semplificata'». Questo in ragione dei «potenziali profili di valore culturale dell’insediamento soggetto all’ordine di ripristino già rilevati dagli Uffici ministeriali e condivisi dal Settore Patrimonio Culturale». Alla luce di questa richiesta della Regione, il Comune di Santarcangelo ha indetto e dato avvio all’utilizzo di questo strumento «particolarmente utile per l’approfondimento con tutti i soggetti interessati e deputati a pronunciarsi nel merito». La comunità di Mutonia nasce a Santarcangelo all’inizio degli anni ’90, quando un gruppo di artisti provenienti da mezza Europa e che crea opere con scarti, si installò lungo il Marecchia. Negli anni, da un lato ci sono stati i vari passaggi delle cause avviate dal ‘vicino’ e dall’altro, la comunità si è guadagnata l’apprezzamento di artisti e critici, nonché di molti partecipanti al Festival Santarcangelo dei Teatri, che hanno appunto insistito sul valore culturale del villaggio, nonostante ai tempi si fosse insediato abusivamente su quel terreno. La Mutoid Waste Company è un gruppo di scultori e performer fondato negli anni Ottanta da Joe Rush and Robin Cooke che, già prima di sbarcare a Santarcangelo, ha portato opere e performance nei festival di mezza Europa. Dopo la partecipazione a un’edizione del Santarcangelo Festival, nel 1990 una parte di questi artisti ha deciso di stabilirsi in città trasformando un’area abbandonata in un villaggio artistico diventato «Mutonia». I mutoid usano materiali di scarto di vario genere per creare opere, e tra le più conosciute ci sono le grandi sculture miscelano forme animali con forme robotiche. Alcune di queste hanno meccanismi che permettono alle sculture di muoversi e di sputare fuoco, a metà tra i cartoni animali e i film di fantascienza.

Paolo Franzese

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