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Mercosur, l’Europa si spacca: agricoltori in rivolta, cosa fa Meloni

Gazzettino Italiano Patagónico by Gazzettino Italiano Patagónico
10 de enero de 2026
in Economía
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Mercosur, l’Europa si spacca: agricoltori in rivolta, cosa fa Meloni
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Altissima tensione Mercosur. L’accordo di libero scambio tra l’Unione Europea e i Paesi del Mercosur continua a generare valutazioni contrastanti nel settore agroalimentare europeo. Da un lato, diverse filiere vedono nella possibile intesa una chance per ampliare l’export; dall’altro, si moltiplicano le preoccupazioni legate alla concorrenza e agli standard produttivi. Per quanto concerne l’Italia, sul fronte delle opportunità, l’eliminazione o la forte riduzione dei dazi potrebbe favorire alcune categorie chiave dell’agroalimentare europeo. Per vini e liquori è prevista una diminuzione fino al 35%, mentre per l’olio d’oliva il dazio del 10% verrebbe gradualmente azzerato. Formaggi, cioccolato, pasta, salumi e prodotti ortofrutticoli beneficerebbero invece di un alleggerimento progressivo delle barriere tariffarie, pur restando formalmente esclusi alcuni prodotti simbolo del made in Italy, come pasta e biscotti. In questo quadro, il presidente di Federalimentare, Paolo Mascarino, ricorda che «Confindustria e anche l’industria alimentare sono a favore di un rapido avvio del trattato Mercosur, che può valere fino a 400 milioni di export aggiuntivo per la nostra industria alimentare». Anche il settore vitivinicolo guarda con interesse all’accordo. Il presidente dell’Unione italiana vini, Lamberto Frescobaldi, ritiene «strategica la chiusura positiva dell’accordo». Oggi i vini europei diretti in Brasile affrontano rincari legati ai dazi che arrivano al 27% per i vini fermi e al 35% per gli spumanti; un alleggerimento di questi costi potrebbe rendere più competitiva l’offerta europea in un mercato da quasi 500 milioni di euro l’anno, nel quale la quota italiana è limitata a circa 40 milioni. L’intesa, sottolinea Origin Italia, porterebbe inoltre al riconoscimento in Brasile, Argentina, Paraguay e Uruguay di 58 Indicazioni Geografiche italiane (26 delle quali alimentari), parte di un totale di 347 IG europee tutelate. Accanto ai potenziali vantaggi, emergono però timori diffusi. Secondo Coldiretti, «dal Mercosur arriveranno 300 milioni di kg di carne di manzo e di pollo dagli allevamenti dove si usano antibiotici vietati in Europa e 60 milioni di kg di riso coltivato con l’uso di pesticidi proibiti in Ue, oltre a 180 milioni di kg di zucchero prodotto anche attraverso lo sfruttamento dei lavoratori». Il settore avicolo risulta particolarmente esposto: Unaitalia evidenzia che «l’accordo Ue-Mercosur solleva profonde preoccupazioni» e ritiene che «senza meccanismi di salvaguardia concreti, tempestivi ed efficaci, il settore avicolo rischia di essere penalizzato». Anche la filiera dello zucchero solleva obiezioni: per Luigi Maccaferri, presidente di Coprob Italia Zuccheri, «il principio di reciprocità sulle importazioni è infatti assolutamente fondamentale e doveroso». Preoccupazioni analoghe arrivano dal settore risicolo. L’Ente Risi giudica l’accesso a dazio zero per il riso sudamericano «una minaccia concreta», ricordando che il potenziale produttivo del Mercosur – 15 milioni di tonnellate – è circa sei volte quello europeo. Sul piano politico, il negoziato si intreccia con tensioni crescenti in alcuni Stati membri. Le proteste degli agricoltori francesi, arrivate fin sotto la Tour Eiffel e l’Arco di Trionfo, hanno spinto la questione al centro del dibattito pubblico. La mobilitazione, rivendicata con lo slogan «Avevamo detto che saremmo venuti a Parigi ed eccoci qui», ha preceduto l’annuncio del presidente Emmanuel Macron: la Francia voterà contro l’accordo, posizione confermata in una telefonata alla presidente della Commissione Ursula von der Leyen. A Parigi, Bordeaux e altre città, gli agricoltori denunciano il rischio di una concorrenza non equilibrata in assenza di adeguati controlli e clausole di tutela, una posizione in parte condivisa anche in Italia, dove Coldiretti ribadisce la necessità di «reciprocità». Nonostante la contrarietà francese, altri governi europei appaiono più inclini al via libera, in particolare Germania e Spagna. L’Italia sta valutando le ultime revisioni proposte dalla Commissione, tra cui la riduzione dei dazi sui fertilizzanti importati e la loro esclusione dal meccanismo di tassazione sul carbonio. Si tratta di interventi in linea con le richieste formulate dalla premier Giorgia Meloni per garantire protezioni adeguate agli agricoltori. Il ministro Francesco Lollobrigida ha parlato della necessità di percorrere «l’ultimo miglio», precisando che i diplomatici sono impegnati a verificare che le garanzie offerte siano sostenute da elementi tecnici e politici solidi. Altre resistenze arrivano dall’Ungheria, mentre l’Irlanda ritiene insufficienti le tutele attualmente previste. Tuttavia, queste opposizioni potrebbero non bastare a bloccare la maggioranza qualificata necessaria all’approvazione, qualora l’Italia dovesse posizionarsi a favore dell’intesa. Dal punto di vista della Commissione, le misure introdotte nell’ultimo anno consentirebbero «a tutti i Paesi membri» di sostenere il testo «con piena fiducia». In attesa della decisione dei Ventisette, la possibilità che l’accordo venga firmato ad Asunción resta aperta: nonostante il no francese, l’Unione Europea potrebbe essere a un solo voto dalla conclusione di un negoziato iniziato oltre venticinque anni fa.

Franco Lodige

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