Non è solo una questione di millimetri e tolleranze. Per la Trenton Spa, realtà d’eccellenza nella meccanica di precisione, il futuro si costruisce su una visione olistica che mette al centro il territorio, le persone e l’ambiente. Sotto la guida della ceo Carlotta Giovetti, Trenton ha saputo integrare i criteri Esg nel proprio core business, in modo molto concreto. «Celebriamo, con la fine dell’anno appena trascorso, l’impegno quotidiano verso un futuro più accessibile. È un tributo a tutti i nostri dipendenti e partner che lavorano per integrare la sostenibilità in ogni aspetto del business» afferma Giovetti. L’impegno sul fronte Environmental (E) si traduce in infrastrutture tangibili. Trenton ha infatti investito in un impianto fotovoltaico nel proprio stabilimento in Appennino, riducendo la dipendenza da fonti fossili. L’azienda opera sotto la certificazione Iso 14001, garantendo un monitoraggio rigoroso di emissioni e scarichi idrici, e promuovendo una cultura che coinvolge attivamente tutto il personale. Il 2025 ha segnato un’accelerazione decisiva per la componente Social (S), attraverso progetti che mirano a colmare il divario tra scuola e lavoro e a supportare il benessere dei dipendenti. Un’iniziativa nel territorio di Fanano (Modena) dove la Trenton ha un suo stabilimento produttivo, dove le dipendenti dell’azienda hanno guidato la classe 3a media in una giornata intitolata ‘Metalmeccanico per un giorno’. I ragazzi non si sono limitati a osservare, ma hanno ‘messo le mani’ sui pezzi lavorati, scoprendo il valore della manifattura moderna. Trenton lancia a breve una serie di pillole formative dedicate ai genitori (sia di neonati che di adolescenti). L’obiettivo è unico: mostrare come le competenze acquisite nel ‘mestiere’ di genitore siano parallelismi preziosi e competenze trasversali spendibili con successo nel contesto lavorativo. La dimensione della Governance (G) è garantita da un codice etico solido e da una visione che guarda alle generazioni future. Per Trenton, la sostenibilità non è un costo, ma una scelta di responsabilità che rende l’azienda più resiliente e competitiva sul mercato nazionale e internazionale. «Siamo consapevoli che il percorso è lungo e complesso», conclude la ceo, «ma ogni passo ci avvicina a un mondo più equo e rispettoso dell’ambiente». Le aziende metalmeccaniche come la modenese Trenton sono microcosmi che esemplificano in tutto e per tutto la società in cui viviamo. Trenton conta 115 addetti, di cui 1/3 sono genitori: madre e padri con figli bambini o adolescenti, al pari quindi di doveri, responsabilità ed anche qualità che solo l’essere genitori rende evidenti, e può addirittura far migliorare, per essere poi applicate, come nuove competenze, anche sul lavoro. Un valore aggiunto che non è passato inosservato a Carlotta Giovetti, la determinata ceo di Trenton che ha deciso di dare base e supporto a queste nuove competenze che, i genitori-lavoratori, nemmeno sanno di avere. Con consulenze di esperti: che valorizzano i saperi dei genitori, li rendono evidenti, e stimolano all’applicazione produttiva, non solo in famiglia ma anche in azienda. Perché molto della nostra società attuale, parte proprio dal luogo di lavoro. L’imprenditore, in questo senso, ha grande responsabilità anche nei confronti della società. E’ su queste basi che si fonda anche l’industria 6.0 che porta un passo avanti ancora ‘l’uomo al centro’: un uomo o donna che sia, lavoratore, che sta bene nella azienda dove lavora e dove trascorre la maggior parte del suo tempo. Per questo: dopo la parità di genere, l’azienda di Frassinoro investe nelle competenze dei neo-genitori con un progetto unico di video-pillole e consulenze. Dopo aver ottenuto la prestigiosa. Certificazione per la Parità di Genere, Trenton Spa, azienda emiliana specializzata nella produzione ed esportazione di meccanica ad alta tecnologia, compie un passo ulteriore e innovativo: sostenere concretamente la genitorialità trasformando l’esperienza con i figli in preziose soft skill aziendali. Carlotta Giovetti, amministratore delegato di Trenton, prosegue nell’impegno per garantire un ambiente di lavoro equo, inclusivo e rispettoso. «Abbiamo già una formazione specifica e delle brochure informative», spiega, «ma ci siamo chiesti: concretamente, cosa possiamo fare? Volevamo fare qualcosa che coinvolgesse davvero le persone. Siamo partiti dal concetto che molte competenze utili nel lavoro nascono proprio dall’esperienza con i figli». Il cuore del nuovo progetto sono delle micro-pillole video, divise per età e per argomento, pensate per fare emergere nei genitori la consapevolezza delle nuove capacità acquisite con la nascita dei figli. L’obiettivo è riscoprire i lati del carattere che, potenziati dalla complessa esperienza genitoriale, possono essere impiegati con successo nel lavoro e nelle relazioni con i colleghi. Per dare concretezza e autorevolezza al progetto, Trenton ha coinvolto due esperte altamente qualificate: Rosaria Di Puorto, ostetrica all’Ausl di Modena, autrice e docente Smechimai Unimore (per la dottoressa Lara Arduini) e la coach e avvocato Elena Cuppini mediatore familiare e family life coach. «È un vero percorso di consapevolezza- prosegue Giovetti- per far comprendere e riconoscere capacità spesso sottovalutate. I neogenitori tendono a pensarsi inadeguati, confrontandosi negativamente con gli altri. Vogliamo invece valorizzare qualità come: pazienza e cura, attenzione al dettaglio, pianificazione, responsabilità ed empatia- osserva ancora l’ad- Ci sono dietro doti organizzative e relazionali molto potenti che impattano sulla logistica e sulla gestione del tempo». Il progetto non si ferma ai neonati. Per i genitori di adolescenti sono previste tre pillole video specificamente dedicate alla gestione dei conflitti, (al posto di negoziazione) e alla mediazione, la creazione di un rapporto di fiducia e libertà, onestà e autenticità. Tutte queste competenze risulteranno estremamente utili anche al lavoro quando le persone ne prendono consapevolezza e imparano ad usarle anche nei rapporti con i colleghi, i clienti, la dirigenza. «In questi momenti cruciali, i genitori diventano veri e propri mediatori, divisi tra l’istinto di protezione e la necessità di concedere autonomia» spiega Giovetti. Lavorare in squadra, in sostanza, si impara anche gestendo le dinamiche familiari: gestire la relazione con i nonni, con la scuola, con gli insegnanti o con altri genitori è a tutti gli effetti un lavoro di coordinamento e comunicazione: «Se pensiamo ai reparti di un’azienda, vediamo che queste competenze tornano utilissime nella logistica, nella qualità, nel commerciale e, naturalmente, nella comunicazione aziendale». Le prime video-pillole sono già in produzione e verranno rilasciate nei prossimi mesi. Ma il supporto di Trenton va oltre i contenuti digitali. L’azienda ha messo a disposizione di tutto il personale due ore gratuite di consulenza, anche da remoto, con le professioniste coinvolte nel progetto. Il servizio, interamente pagato da Trenton, è aperto anche ai consorti dei dipendenti, riconoscendo il valore della co-genitorialità. Dopo queste due ore, chi lo desidera potrà proseguire il percorso in autonomia, forte di una maggiore consapevolezza e delle risorse messe a disposizione dall’azienda.
Maria Anzalone



