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Home Economía

Saldi al via, ecco chi parte per primo: gli sconti di fine inverno valgono 6 miliardi di euro

Gazzettino Italiano Patagónico by Gazzettino Italiano Patagónico
5 de enero de 2026
in Economía
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Saldi al via, ecco chi parte per primo: gli sconti di fine inverno valgono 6 miliardi di euro
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Il conto alla rovescia per i saldi entra nel vivo: le vendite di fine stagione invernali prenderanno il via il 2 gennaio in Valle d’Aosta e sabato 3 gennaio nel resto d’Italia, con l’eccezione delle Province autonome di Trento e di Bolzano, dove vigono regole differenti. Di fatto, però, gli sconti sono già iniziati: secondo le stime Confesercenti, quasi 2 milioni hanno già acquistato in offerta durante i ‘pre-saldi’ iniziati subito dopo Natale. Lo stima Confesercenti sulla base di un sondaggio Ipsos condotto sui consumatori in vista dei saldi invernali 2026, il primo evento promozionale dell’anno e tra i maggiori per dimensioni, con un fatturato stimabile quest’anno in circa 6 miliardi di euro. Le ‘sempre più frequenti vendite ‘anticipate’, però, ne stanno diluendo l’impatto.

I SALDI ‘PRIVATI’

Tra il 26 dicembre e l’avvio formale dei saldi invernali si è infatti consolidato un periodo promozionale ‘di fatto’, soprattutto nella moda: offerte e ribassi compaiono in anticipo, spesso attraverso formule riservate alla propria clientela che invitano a partecipare a ‘saldi privati’, ‘pre-saldi’, ‘winter pre-sale’ ed ‘exclusive sales’. Molte etichette, ma la sostanza è la stessa: offerte promozionali che anticipano la data ufficiale di avvio dei saldi. Una dinamica in contrasto con molte normative regionali, che vietano promozioni nei 30 o 45 giorni precedenti alle vendite fine stagione, e che rende meno leggibile il quadro degli sconti: il trimestre novembre-gennaio si è trasformato in una stagione di promozione continua, sotto la spinta degli outlet e del canale online, con i negozi ‘trascinati’ dentro la competizione promozionale per non perdere flussi e clientela.

PRIMA IL BLACK FRIDAY, POI I SALDI ANTICIPATI

In questo contesto, gli acquisti di Natale – in particolare nella moda – risultano sempre più schiacciati e compressi tra due ‘morse’: da un lato il Black Friday, che anticipa una parte della domanda; dall’altro i saldi anticipati e le formule di pre-saldo, che intercettano la spesa residua. Due pressioni che agiscono spesso al di fuori delle regole e finiscono per erodere gli acquisti tradizionali del periodo natalizio. A questo si è aggiunto il maltempo dei giorni pre-natalizi, che ha reso più difficili gli acquisti dell’ultima settimana, penalizzando il last minute, fondamentale nei negozi di prossimità. Per Confesercenti, in questo quadro «è decisivo riportare al centro trasparenza e concorrenza leale: prezzi e sconti devono essere chiari, verificabili e comparabili, soprattutto nel digitale e nelle iniziative ‘a platea selezionata’. È fondamentale anche il pieno rispetto delle regole sugli annunci di riduzione di prezzo, a partire dal ‘prezzo precedente’, che per legge è il più basso praticato nei 30 giorni antecedenti. Il rischio è che i saldi perdano la loro funzione e si trasformino in un mero episodio di un periodo promozionale continuo, con effetti di confusione per i consumatori e difficoltà per le imprese che rispettano le regole. Bisogna, in generale, rivedere le regole sulle promozioni, perché assicurino concorrenza leale e pluralismo distributivo».

Mario Borsa

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