La Commissione europea allenta la maglia sulle auto con motore a combustione e sconfessa le sue ambizioni green. È stata infatti presentata oggi, martedì 16 dicembre, in conferenza stampa a Bruxelles, la revisione del regolamento sulle emissioni di CO2 del trasporto stradale che di fatto frena sugli obiettivi della decarbonizzazione. Ecco come.
TOLTO IL DIVIETO SU NUOVE AUTO CON MOTORE A SCOPPIO
La Commissione europea ha depennato il suo divieto di produrre nuove automobili con motore a combustione entro il 2035, cercando di pareggiare i conti con altri «obiettivi climatici». «Oggi interveniamo per garantire un futuro pulito e di successo per il settore dell’auto», hanno riferito il vicepresidente esecutivo Séjourné e i commissari Hoekstra, Tzitzikostas e Dombrovskis. «Il pacchetto odierno è ambizioso, pragmatico ed equilibrato- hanno continuato- Risponde alle preoccupazioni del settore, mantenendo al contempo la prevedibilità degli investimenti nel settore elettrico e il nostro obiettivo di neutralità climatica».
CHI PUÓ CIRCOLARE ANCHE DOPO IL 2035
Di fatto, la cancellazione dell’obbligo di ridurre del 100% entro il 2035 le emissioni Co2 viene vista come un venire in contro alle esigenze dell’industria automobilistica europea. La proposta di legge, così come è stata riformulata, ora richiederà alle aziende di ridurre queste emissioni del 90% rispetto ai livelli del 2021. «Ciò consentirà ai veicoli ibridi plug-in, ai veicoli con range extender, ai veicoli ibridi leggeri e ai veicoli con motore a combustione interna di continuare a svolgere un ruolo anche dopo il 2035, oltre ai veicoli completamente elettrici e a idrogeno», ha affermato la Commissione in un comunicato stampa. Il «pacchetto automobilistico», presentato oggi, comprende inoltre un nuovo regolamento per rendere più ecologiche le flotte aziendali, misure sulle batterie e misure di semplificazione normativa. La norma appare in linea con i desiderata delle forze europee di centrodestra che hanno sempre caldeggiato misure più flessibili per il settore.
I PALETTI PER LA FLESSIBILITÀ
Per ottenere la flessibilità ci saranno però delle condizioni: «Tutte le potenziali emissioni generate da questa flessibilità dovranno essere pienamente compensate a monte», ha avvisato il vicepresidente della Commissione, Stéphane Séjourné. Insomma le ‘concessioni’ dovranno essere compensate in due modi: l’uso di acciaio «green» e «made in Europe» oppure il ricorso a carburanti a basso impatto ambientale, come i biocarburanti e quelli sintetici.
N.T.



