Vladimir Putin ha riunito il Consiglio di Sicurezza russo per discutere le recenti dichiarazioni degli Stati Uniti sulla possibile ripresa dei test nucleari. Al vertice hanno partecipato il ministro della Difesa Andrey Belousov, il capo di Stato Maggiore Valery Gerasimov, il direttore dell’intelligence esterna Sergey Naryshkin, il segretario del Consiglio di Sicurezza Sergey Shoigu e il direttore dell’Fsb Alexander Bortnikov. E Putin ha fatto poi ciò che gli riesce meglio: tendere il filo finché può, e nel frattempo prendere tempo.
Putin ha ribadito che la Russia continua a rispettare pienamente gli obblighi previsti dal Trattato di proibizione completa degli esperimenti nucleari (CTBT) e non intende discostarsene. Tuttavia, ha avvertito che Mosca «dovrà adottare misure di risposta adeguate» se Washington o altri Stati firmatari dovessero tornare ai test.
Il presidente ha incaricato il ministero degli Esteri, quello della Difesa, i servizi di sicurezza e gli organismi civili competenti di raccogliere ulteriori informazioni, analizzarle in sede di Consiglio di Sicurezza e formulare eventuali proposte per la preparazione di test nucleari russi.
Per Putin la questione è «seria». Secondo il ministero della Difesa russo, un eventuale abbandono della moratoria da parte degli Stati Uniti «metterebbe in pericolo la sicurezza globale».
Marco Gaetani


