Scudetto, dicono tutti. Perché il suo Milan non avrà le coppe, quest’anno. E il richiamo del Napoli di Conte è un riflesso condizionato. Lui, Massimiliano Allegri, è troppo navigato per cadere nel tranello delle solite domande da ambizione stagionale. Ma alla sua prima conferenza stampa da nuovo allenatore rossonero mette un paio di punti dei suoi: «La cosa importante sono sempre i risultati»; «Non sono un amante delle statistiche, ma da alcuni numeri non si può scappare: negli ultimi campionati solo uno non è stato vinto dalla miglior difesa, era la Juve di Sarri. Fin da bambino mi hanno insegnato che a fare la differenza sono proprio le difese». «Non è questione di ‘corto muso’, l’obiettivo di tutti è quello di partire e lavorare bene per riportare il Milan in Europa preferibilmente in Champions. Dovremo averlo tutti in testa. Ci si può arrivare solamente col lavoro quotidiano e il miglioramento di tutti, me compreso». «Puntare lo scudetto è un proclama che serve solo alla stampa. Al Milan tutti dobbiamo avere l’ambizione di ottenere il massimo, il campo e soprattutto il campionato lo diranno. Tutte le domeniche si gioca per ottenere i tre punti e avere una posizione di alta classifica. Ma di questo ne riparleremo a marzo: prima si dovrà costruire tutto». «Il Napoli è la favorita ma anche Inter, Juventus, Atalanta, Roma e Lazio. Non è facile arrivare tra le prime quattro. Quello che è stato l’anno scorso non posso giudicarlo. Prima diventiamo squadra e prima riusciamo a fare risultati. Ho visto ragazzi disponibili e attenti, oggi s’inizia a lavorare e sono molto fiducioso. Io devo prendere il meglio dell’anno scorso: non c’è bisogno di una rivoluzione, ma dobbiamo lavorare con ordine. E Tare prenderà le giuste opportunità dal mercato». «Altre offerte? La più importante per me è stata il Milan, quindi sono contento ed entusiasta di essere qui».
Amedeo Liris



