Ogni volta che Elon Musk si riaffaccia alla politica, perde soldi. Le azioni Tesla hanno perso quasi il 7% nel pre-market di lunedì, dopo il dirompente annuncio della fondazione di un nuovo partito politico negli Stati Uniti, l’America Party. La mossa riaccende negli investitori i dubbi sull’effettivo impegno del Ceo verso l’azienda automobilistica, già sotto pressione per il secondo trimestre consecutivo di calo nelle consegne. Il suo precedente impegno nell’amministrazione di Trump, prima della rottura, gli era costato la bellezza di 33 miliardi di dollari. L’iniziativa politica di Musk arriva nel pieno di una tensione crescente con Trump. Sabato Musk ha espresso pubblicamente il proprio dissenso nei confronti del «One Big, Beautiful Bill» dell’amministrazione Trump, segnando un ulteriore strappo nei rapporti tra i due. Gli analisti leggono con preoccupazione la nuova incursione politica del fondatore di Tesla. «I timori principali sono due: da un lato l’impatto che l’ira di Trump potrebbe avere sui finanziamenti pubblici destinati a Tesla, dall’altro la possibilità che Musk si distragga ancora una volta dalle attività dell’azienda», ha commentato Neil Wilson, stratega di Saxo Markets, alla Reuters. Lo stesso Musk aveva cercato di rassicurare i mercati a maggio, promettendo una minore esposizione politica e confermando la sua permanenza alla guida di Tesla per almeno altri cinque anni. Ma l’annuncio del nuovo partito sembra smentire quegli impegni. «Gli investitori avevano apprezzato il suo passo indietro dalla politica – ha aggiunto Wilson – ora temono che vi venga risucchiato di nuovo». I primi segnali di nervosismo non si sono fatti attendere. La società Azoria Partners ha rimandato la quotazione di un ETF legato a Tesla, proprio in seguito all’annuncio politico di Musk. E lo stesso Trump ha definito «ridicola» la nascita dell'»America Party», sollevando dubbi su possibili conflitti di interesse, dati gli affari spaziali di Musk e i suoi legami con la NASA. La situazione pesa su un titolo già in affanno: dopo aver toccato i 488 dollari a dicembre, le azioni Tesla sono scese del 35%, chiudendo la scorsa settimana a 315,35 dollari. A incidere, oltre alle tensioni politiche, anche le difficoltà commerciali e una gamma di veicoli che molti osservatori considerano ormai superata.
Mario Gagliardi



