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A Gaza è ancora carneficina: 24 morti nei raid, la popolazione affamata saccheggia i centri umanitari

Gazzettino Italiano Patagónico by Gazzettino Italiano Patagónico
2 de mayo de 2025
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A Gaza è ancora carneficina: 24 morti nei raid, la popolazione affamata saccheggia i centri umanitari
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AGaza è ancora carneficina, con almeno 24 persone uccise nella notte dai bombardamenti israeliani nel territorio palestinese, dove Israele ha bloccato tutti gli aiuti umanitari da quasi due mesi. Con la popolazione senza cibo né acqua, aumentano i saccheggi da parte di palestinesi disperati. Dalla notte, otto persone sono state uccise in un attacco aereo israeliano contro una casa nel campo profughi di Khan Younes, nel sud del territorio. Come riporta l’Afp, altre quattro persone sono morte in un bombardamento nel quartiere di Al-Tuffah, nel nord di Gaza City, e almeno altre 12 sono state uccise in sette attacchi separati, uno dei quali ha colpito una tenda per sfollati nella città di Deir el-Balah. «Abbiamo trovato tutte queste case distrutte, bambini, donne e giovani fatti a pezzi dai bombardamenti. Siamo stanchi, quando è troppo è troppo», ha detto un uomo, Ahmed Abu Zarqa, all’agenzia francese. «Preferiamo morire piuttosto che vivere questo tipo di vita», ha aggiunto. Il 18 marzo l’esercito israeliano ha posto fine a una tregua di due mesi con Hamas e ha ripreso l’offensiva nella Striscia, lanciata il 7 ottobre 2023 dopo l’attacco del movimento islamista in territorio israeliano. Quel giorno furono rapite anche 251 persone, 58 delle quali sono ancora a Gaza, e 34 di loro sarebbero morte, secondo l’esercito israeliano. Dalla rottura del cessate il fuoco, l’esercito israeliano ha ucciso almeno 2.326 persone, portando a 52.418 il numero totale di morti nel territorio palestinese in quasi 19 mesi di guerra. Le vittime sono in gran parte civili, donne e bambini. Israele sostiene di aver ripreso l’offensiva, dopo aver bloccato gli aiuti umanitari il 2 marzo, per costringere Hamas a liberare gli ultimi prigionieri e distruggere il movimento islamista. Ma le critiche internazionali al blocco, che sta facendo precipitare Gaza in una catastrofe umanitaria, stanno crescendo, anche se nessuno finora ha preso misure concrete per fare pressione sul governo di Benjamin Netanyahu. Con la disperazione che cresce, aumentano anche i saccheggi ai danni di negozi di alimentari e cucine comunitarie. Ieri si sono verificati almeno cinque episodi in tutta l’enclave: sono stati presi di mira cucine, negozi e persino il complesso principale dell’Unrwa. «I saccheggi sono un grave segnale di quanto sia grave la situazione nella Striscia di Gaza, la diffusione della fame, la perdita di speranza e la disperazione tra i residenti, nonché l’assenza dell’autorità della legge», ha dichiarato Amjad al-Shawa, direttore della Rete delle organizzazioni non governative palestinesi (Pngo) a Gaza. Migliaia di sfollati hanno fatto irruzione nel complesso dell’Unrwa a Gaza City nella tarda serata di ieri, rubando medicinali dalla farmacia e danneggiando veicoli. Lo ha riferito Louise Wateridge, alto funzionario dell’agenzia con sede in Giordania. «I saccheggi, per quanto devastanti, non sono sorprendenti di fronte al totale collasso del sistema. Stiamo assistendo alle conseguenze di una società messa in ginocchio dall’assedio prolungato e dalla violenza», ha dichiarato alla Reuters. Israele nega che a Gaza ci sia una crisi umanitaria e non ha chiarito quando e come saranno ripresi gli aiuti. All’inizio della settimana le Nazioni Unite hanno avvertito che la malnutrizione acuta tra i bambini sta peggiorando. Finora le cucine comunitarie hanno rappresentato un’ancora di salvezza per centinaia di migliaia di palestinesi. Ma ora queste strutture sono a rischio chiusura per mancanza di rifornimenti e sono ulteriormente minacciate dai saccheggi.

Alfonso Bianchi

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