Potature effettuate in periodi sbagliati o con modalità assurde che riducono i poveri alberi a pali della luce, abbattimento di piante sane, distruzione di nidi in pieno periodo riproduttivo, sfalci ripetuti che eliminano preziose fioriture spontanee e tanto altro. La gestione della natura nelle città, soprattutto da parte delle pubbliche amministrazioni, è spesso condotta in modo superficiale e con l’unico riferimento dato dal «vil denaro», sovente anche in spregio alle normative nazionali o alle direttive Comunitarie. Per questo le associazioni ambientaliste stanno da anni cercando di sensibilizzare soprattutto i Comuni. Finalmente, dopo vari tentativi infruttuosi, nelle scorse settimane la LIPU è riuscita a incontrare l’ANCI – Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, con cui ha attuato un breve tavolo tecnico che ha portato l’ANCI ad assumere una posizione formale su queste questioni, e in particolare sul rapporto tra gestione del verde e tutela della biodiversità. L’ANCI ha dunque prodotto delle semplici linee guida indirizzate a tutti i comuni italiani, in cui si sottolinea la necessità di assumere una serie di buone pratiche evitando in particolare una serie di modalità di gestione del verde sbagliate e sulla necessità, comunque, di rispettare i nidi in periodo riproduttivo. Un altro passo certo non eclatante, ma comunque utile verso un approccio corretto alla gestione della natura in aree urbane e per una maggiore sensibilizzazione delle pubbliche amministrazioni su questi temi, ritenuti ancora troppo spesso come «accessori».
Armando Gariboldi



