Investire oggi per spendere meno domani. La strategia dei top club è ormai divenuta questa, cioè puntare su under di prospetto che, dovutamente curati, costituiranno la spina dorsale della prima squadra in un futuro prossimo. Mentre nell’anno del suo 120° anniversario dalla fondazione la proprietà si interroga sulla quella che potrebbe essere la nuova casa – è sempre centrale il tema del nuovo stadio che porterebbe all’abbandono di Stamford Bridge – il Chelsea sta dimostrando di aver convintamente imboccato questa strada. Dopo Kellyman, pagato oltre venti milioni di euro all’Aston Villa, Guiu prelevato dal Barcellona e Amougou dal Saint Etienne (oltre allo statunitense Wiley subito girato in prestito), i Blues hanno continuato nel mercato invernale a pescare dal serbatoio degli Under 20 più promettenti, assicurandosi il 19enne portiere Mike Penders versando al Genk 20 milioni e poco più di quindici al Boca Juniors per mettere sotto contratto il difensore centrale Aarón Anselmino. L’ultimo colpo, però, è quello maggiormente fragoroso. Perché i 52 milioni di euro, tra parte fissa e bonus, investiti per Geovani Quenda costituiscono un esborso importante: sia per la giovane età dell’attaccante – compirà 18 anni ad aprile – ma anche per il contenuto «vissuto» calcistico di un baby che ad onor del vero, gettato subito nella mischia senza l’anticamera di un progressivo inserimento nelle rotazioni, non ha avuto grosse esitazioni nel mostrare le sue qualità. Lo Sporting Lisbona, da cui proviene anche quel Renato Veiga finito ora a Torino proprio via Londra dopo un anno al Basilea, lo ha promosso in prima squadra e lanciato subito titolare nel primo impegno della stagione, nella supercoppa lusitana dove Quenda si è anche preso la soddisfazione di segnare il suo primo gol dopo appena 24′ dal suo esordio. Un debutto tale da spingere Rui Borges a trovargli in pianta stabile un posto nello scacchiere, come del resto aveva fatto il suo predecessore Amorim prima di accasarsi a Manchester, sfruttando il suo ambidestrismo anche sulla corsia mancina oltre che in mezzo, prima di collocarlo in pianta stabile sul binario destro. Le presenze in prima squadra sono già 44, di cui 38 dal primo minuto. Magari senza gonfiare reti a raffica – i gol sono solo due – ma dimostrandosi abile nell’assistenza ai compagni mandati a segnare già otto volte. Velocità e controllo di palla lo rendono un esterno offensivo efficace, ma le sue attitudini in copertura ne fanno anche un laterale di centrocampo completo. Adocchiato peraltro anche dalla nazionale maggiore del Portogallo (è stato convocato in questa Nations League già quattro volte, pur senza scendere in campo), dopo aver ben figurato nell’Under 17 – 6 reti in 18 presenze – ed assaggiato brevemente l’Under 21. Quenda raggiungerà Londra in estate, insieme al suo compagno di «cantera» Dário Essugo, centrocampista che da pochi giorni ha compiuto 20 anni ed è cresciuto con lui nella sponda biancoverde di Lisbona per poi accasarsi in prestito in Spagna al Las Palmas. Una ventina di milioni di sterline il costo dell’operazione, per conferire ulteriore spessore alla linea verde e provare ad assicurarsi un futuro più vincente dell’attuale presente.
Mario Piccirillo



