Gazzettino Italiano Patagónico
  • Portada
  • Italia
  • América Latina
  • Mundo
  • Deportes
  • Ecología
  • Sociales
  • Arte
  • Salud
  • Cultura
  • Editorial
No Result
View All Result
  • Portada
  • Italia
  • América Latina
  • Mundo
  • Deportes
  • Ecología
  • Sociales
  • Arte
  • Salud
  • Cultura
  • Editorial
No Result
View All Result
Gazzettino Italiano Patagónico
No Result
View All Result
Home Ambiente

Ci sono sempre più catastrofi”. Non è vero: i dati sul clima dicono altro

Gazzettino Italiano Patagónico by Gazzettino Italiano Patagónico
11 de octubre de 2026
in Ambiente, Ecología
0
Ci sono sempre più catastrofi”. Non è vero: i dati sul clima dicono altro
19.5k
SHARES
19.5k
VIEWS
Ho condiviso su FacebookHo condiviso su Twitter

Il Tg1, ieri sera, ha mandato un pezzo in cui si parlava di aumento degli eventi estremi: di solito mi lamento del Tg1 e poi vado a dormire, ma questa volta sono rimasto sveglio: è davvero così, sono in aumento gli eventi estremi? Ogni estate, ogni autunno, ogni inverno si ripete lo stesso copione: uragani, incendi e alluvioni «sempre più numerosi». Ma i dati, letti con attenzione, dicono qualcosa di diverso: e cito i dati dell’IPCC! Non i dati presi al Centro Estetico dove si scelgono gli anelli da piede. Procediamo con ordine.

L’errore della misurazione

Il database di riferimento è EM-DAT, del CRED (Centre for Research on the Epidemiology of Disasters), con oltre 26.000 eventi dal 1900.1 La curva sale nettamente dagli anni Settanta, ma non perché la Terra sia diventata più violenta: è diventata più brava a registrare. Più stazioni, più satelliti, più comunicazione, più tecnologia: quello che non vedevi prima, ora lo puoi vedere. Con cento stazioni vedo meno eventi che con diecimila. Con dieci arbitri e cento telecamere si fischiano più falli, ma la partita non è più scorretta.

Quando la copertura diventa completa, la tecnologia raggiunge la sua massima sensibilità, intorno al 2000, la curva si ferma e poi scende. Anche i disastri geofisici, terremoti e vulcani, che col clima non c’entrano, seguono lo stesso andamento: crescono fino al 2000 e poi si stabilizzano.2 Lo stesso CRED, da settembre 2023, raccomanda di escludere i dati precedenti al 2000 dalle analisi sui trend.3 Conclusioni analoghe emergono da altri studi, come quello sui disastri di Singapore.

Ma al Tg1 chi glielo va a dire? Io ci provo, ma di solito a quest’ora sono a lezione di Oboe, o a qualche esposizione di mattonelle e linoleum. Insomma, la notizia del Tg1 ne esce ridimensionata, la previsione dell’UNDRR (ONU) di un +40% di disastri, da circa 400 a 560 l’anno entro il 2030:5 poggia su una curva distorta. Il difetto è nel modello, non nella realtà: da inizio Duemila, con un monitoraggio stabile, i disastri registrati sono diminuiti. Altra controprova: le rese mondiali di mais, riso, soia e grano (1961-2020) crescono tra il 2,4% e il 3,8% annuo, senza scossoni riconducibili a una moltiplicazione di eventi estremi.6

Cosa dice l’IPCC

Basta andare a verificare il tutto con la tabella 12.12 del sesto rapporto IPCC (AR6): per la maggior parte degli eventi estremi, come alluvioni e uragani, non ci sono condizioni per osservarne un aumento.7 Per la frequenza dei cicloni tropicali, la confidenza nei trend di lungo periodo è bassa, insomma niente aumenti.8 Il quadro è quindi diverso dal quello del Tg1, e nell’IPCC è sempre espresso in termini probabilistici («likely», «unlikely»). Che sono parole inglesi, e questo però è un problema, se non c’è un dizionario disponibile, per questo molti giornalisti hanno tende orribili, perché non sapevano tradurre correttamente il colore.

Uragani

Dal 1851 si contano più di mille uragani di categoria 4 e 5. Un tempo però un ciclone in mezzo all’oceano passava inosservato; oggi i satelliti li vedono tutti, e il conteggio sale in apparenza. Sto dicendo cose banali, e questo mi emoziona, come la finale di piramidi di bicchieri in diretta su Sky. Comunque, Vecchi mostra che, corrette le registrazioni per i progressi tecnologici, gli aumenti dal 1970 sono il recupero da una pausa di metà Novecento, non un trend di lungo periodo, quindi niente aumenti anche qua.9

Incendi

Confrontando il 2023 con la media 2006-2022, su 25 paesi UE solo la Grecia ha più area bruciata, il Portogallo ha un forte calo, le altre 23 sono in linea con la media: niente aumenti di incendi.10 Negli Stati Uniti nel 2023 sono bruciati 2,1 milioni di acri contro una media decennale di 5,5 milioni (vedi tabella);11 in Canada, dal 1980 al 2021, calano sia il numero di incendi sia l’area bruciata.12 Pesa inoltre il fattore umano: gli incendi appiccati da piromani o per incidente valgono, secondo le stime, tra il 60% e l’84% del totale. 13 Le previsioni di aumento (in Canada fino al +75% entro il 2100) sono proiezioni di modelli, non dati osservati.14

Tabella – Incendi negli Stati Uniti, 1 gennaio-8 settembre (media 2013-2022 e singoli anni)

Anno (1/1-8/9)IncendiAcri bruciati
Media 10 anni 2013-202242.4985.534.893
202340.6832.106.507
202223.1146.492.583
202143.7295.115.981
202041.4174.969.162
201935.6054.226.383
201846.9077.017.887
201747.8548.081.639
201642.0014.961.837
201545.0098.518.032
201438.7172.796.229
201335.9903.905.950

Fonte: NIFC, National Interagency Fire Center, 2023.

Alluvioni in Italia: sono in aumento?

In Italia Paprotny rileva una riduzione delle alluvioni dal 1950 al 2018, Clarke un calo nel Sud, e Mudelsee su Nature nessun trend in crescita per Elba e Oder in 150 anni. Altri studi vedono più inondazioni in Basilicata e nel Nord Italia, spesso con concause come la scarsa manutenzione dei canali.16

La lezione del Tg1 qual è?

Un monitoraggio migliore, una comunicazione più accurata, modelli più precisi e politiche di adattamento aiutano le comunità a prepararsi: ma non ci sono eventi in aumento. Ma ogni dato sul clima va contestualizzato e confrontato: preso da solo può dare un’impressione, messo in prospettiva può voler dire tutt’altro, comunque, per ora, le notizie me le devo cercare sempre da solo

Peter Cameron Ellis

Ho condiviso l'articolo

  • Haz clic para compartir en Facebook (Se abre en una ventana nueva) Facebook
  • Haz clic para compartir en X (Se abre en una ventana nueva) X
  • Haz clic para compartir en LinkedIn (Se abre en una ventana nueva) LinkedIn
  • Haz clic para compartir en X (Se abre en una ventana nueva) X
  • Haz clic para compartir en WhatsApp (Se abre en una ventana nueva) WhatsApp

Me gusta esto:

Me gusta Cargando...

Relacionado


Descubre más desde Gazzettino Italiano Patagónico

Suscríbete y recibe las últimas entradas en tu correo electrónico.

Tags: Ecología
Previous Post

Dalla panna montata alle allucinazioni: che cos’è la «droga del palloncino»?

Next Post

 Incertidumbre por la gira sudamericana: operan al papa León XIV a un mes de su llegada a la Argentina

Next Post
 Incertidumbre por la gira sudamericana: operan al papa León XIV a un mes de su llegada a la Argentina

 Incertidumbre por la gira sudamericana: operan al papa León XIV a un mes de su llegada a la Argentina

Gazzettino Italiano Patagónico

© 2026 Gazzettino Italiano Patagónico tutti i diritti riservati Pagina realizzata da GDS Contenidos + RecreArte

Gazzettino Italiano Patagonico

  • Portada
  • Italia
  • América Latina
  • Mundo
  • Deportes
  • Ecología
  • Sociales
  • Arte
  • Salud
  • Cultura
  • Editorial

Compartí el Gazzettino

No Result
View All Result
  • Portada
  • Italia
  • América Latina
  • Mundo
  • Deportes
  • Ecología
  • Sociales
  • Arte
  • Salud
  • Cultura
  • Editorial

© 2026 Gazzettino Italiano Patagónico tutti i diritti riservati Pagina realizzata da GDS Contenidos + RecreArte

Descubre más desde Gazzettino Italiano Patagónico

Suscríbete ahora para seguir leyendo y obtener acceso al archivo completo.

Seguir leyendo

 

Cargando comentarios...
 

    %d