«Ricordare i Carabinieri deportati il 7 ottobre 1943 significa ricordare chi pagò con la libertà, e spesso con la vita, la fedeltà allo Stato. Oltre 2.000 militari dell’Arma di Roma furono radunati nella caserma «Orlando De Tommaso» e deportati nei lager nazisti. Era la vigilia del rastrellamento del Ghetto, e il loro allontanamento mirava anche a impedire qualsiasi opposizione alle operazioni già programmate dagli occupanti. Molti di loro non tornarono più a casa.» Lo dichiara la deputata di Azione Federica Onori, eletta nella circoscrizione Estero – Europa.
«Sono passati 83 anni, ma quella pagina parla ancora al presente. Ci ricorda che la libertà non è mai scontata e che le istituzioni sono fatte di persone, capaci di scegliere da che parte stare anche quando costa tutto. La memoria non è un rito. È un impegno, che si rinnova ogni giorno contro ogni forma di sopraffazione. A quei Carabinieri e alle loro famiglie va la nostra gratitudine», conclude Onori.
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