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Prima il caldo, poi il gelo: El Niño e il meteo impazzito dei catastrofisti

Gazzettino Italiano Patagónico by Gazzettino Italiano Patagónico
6 de octubre de 2026
in Ambiente, Ecología
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Prima il caldo, poi il gelo: El Niño e il meteo impazzito dei catastrofisti
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Mi tocca commentare questo articolo. Sembra scritto da una scuola di terza media, che è stata cresciuta in una voragine nel suolo, senza mai alfabettizarsi. Preparatevi, ragazzi. Si parte da un titolo che imbarazzerebbe ogni studioso, ma noi, abbiamo il cuore di adamatio come quello di Wolverine, e lo proviamo a commentare lo stesso. L’articolo è di Rainews, si confonde anche autonno e inverno, ma non facciamoci scoraggiare, puà succedere in terza media, ma qui c’è ben altro.

Un titolo che già dice tutto: “El Niño, ondate polari sull’Europa: ipotesi grande gelo e lo spettro di blackout energetici”, sottotitolo: “Masse d’aria gelida di origine artica verso l’Europa: le ultime previsioni meteo di ECMWF per il prossimo inverno, possibili anomalie bariche estreme, vortici polari e una possibile crisi del gas senza precedenti”

Innanzitutto: questo titolo «non vuol dire niente». Ed è solo il titolo. Il sottotitolo promette le ultime previsioni dell’ECMWF per il prossimo inverno, con possibili anomalie estreme e vortici polari, al plurale. Qui nasce il primo dubbio: quanti ce ne stanno, di vortici polari? La risposta è semplice: ce n’è uno. Ma forse non lo sanno. Uno solo, (e per giunta il titolare del brevetto!). Fino a qualche giorno fa i titoli sullo stesso argomento, RaiNews compresa, parlavano di El Niño «di proporzioni gigantesche», con allarme Onu e caldo fino a febbraio. Adesso arriva il gelo. Ma come?? Arriva il gelo, o l’estate dura fino a febbraio? E poi, arrivano proprio questi tantissimi vortici polari fino al casello di Frosinone… mah.

Continuiamo: il pezzo evoca in più parti un grande gelo, una coltre di neve sul nord Europa per lunghe settimane, un’ondata fredda con “anomalie bariche estreme” – qui, io, avrei inserito una frase di Thanos in End Game, tipo “freddo ineluttabile, che dimezzerà la specie riportandola in equilibrio”, una roba più magnetica, dai, ve la suggerisco per il prossimo articolo -, il commento: un vortice polare che «scende», come se fosse una discesa a gruppi organizzata su Whatsapp.

Non poteva mancare il finale in crescendo: “cascami rilevanti anche sull’Italia e una collegata crisi del gas e dell’energia che potrebbe essere senza precedenti”. Qua devo dare atto che ho cercato le fonti, non esistono, non sta scritto da nessuna parte questa roba, è frutto di un eccesso di picchi glicemici, che stressano paracchio il pancres, tutto sarà dovuto alla ricerca incessante delle barrette Willy Wonka, nel tentativo di vincere quel dannato biglietto d’oro.

Poi l’articolo prosegue ribadendo le stesse cose con termini diversi, per sembrare un po’ più scientifico. L’autunno, ribadiscono, dura cinque mesi, perché dal pezzo sembra arrivare a febbraio. Il gran finale è una bellissima immagine che, a un clic, si trasforma in animazione: il time lapse del clima dell’autunno che ci aspetta. Ma come l’autunno? Tutto l’articolo parlava di inverno?? Ci sono i tre mesi autunnali (settembre, ottobre, novembre) e poi dicembre e gennaio. «Ma l’autunno mo so’ cinque mesi? Fino a gennaio.»

Dov’è il gelo? Dove sta il blu freddo? Non c’è. Le mappe, poi, sono quelle delle anomalie di temperatura al suolo, e sono tutte sopra la media. Succede ormai da cinque anni, quindi non è una novità e lo saranno anche il prossimo inverno, e non è un problema. A questo punto la domanda è d’obbligo: «’Do sta sto gelo? Do-dove sta il blu freddo?» Introvabile. Cosa dice davvero la mappa? Basta andare cercare le carte sul sito dell’ECMWF: l’Atlantico potrebbe avere le porte spalancate, quindi in arrivo perturbazioni atlantiche. Nient’altro. Niente di nuovo. Nel Mediterraneo, nessuna anomalia negativa. Insomma, il solito pezzo che non dice nulla, farfugliando e urlando.

Peter Cameron Ellis

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