Ricostruire un’agenda per la sicurezza del Medio oriente che tenga all’interno anche la questione palestinese: è il messaggio che il presidente cinese Xi Jinping lancia ai Paesi arabo-islamici nel corso della sua visita al Cairo, ospite dell’omologo egiziano Abdel Fattah Al-Sisi. La Cina, ha assicurato Xi, “sostiene i Paesi della regione nella costruzione di una nuova architettura di sicurezza per il Medio Oriente”, esortando anche un “ruolo efficace” delle Nazioni Unite. “I popoli mediorientali- ha aggiunto, stando a quanto riferiscono i media internazionali- dovrebbero rimanere padroni dei propri affari”, mentre “le interferenze esterne dovrebbero essere respinte”. Quindi, dopo aver elogiato gli sforzi di mediazione dell’Egitto rispetto al conflitto a Gaza e in Iran, ha invitato Il Cairo a “opporsi congiuntamente all’unilateralismo e agli atti di prepotenza”, auspicando al tempo stesso una “soluzione globale per la sicurezza comune” nella regione. Quindi ha chiarito che in quest’ottica, il popolo palestinese “rimane al centro della questione mediorientale e non dovrebbe mai essere trascurato o marginalizzato”.
RIPRESE LE OSTILITÀ TRA STATI UNITI E IRAN
Il discorso del presidente cinese arriva mentre sono riprese le ostilità tra Stati Uniti e Iran: l’ultimo raid americano ha colpito un edificio nella regione meridionale di Hormozgan dove, secondo le autorità locali e la Mezzaluna rossa iraniana, era in corso una festa di matrimonio. Due le vittime e decine i feriti. Washington respinge l’accusa di aver preso di mira dei civili e rilancia, puntando il dito contro le Guardie rivoluzionarie di recenti attacchi a navi che stavano attraversando lo Stretto di Hormuz. È salito invece a tre il numero dei bambini uccisi nei raid israeliani di ieri nella Striscia di Gaza: stando a quanto riporta l’Unicef, si tratta di due bambine di 3 e 10 anni e un ragazzo di 13 anni, mentre almeno altri cinque sono rimasti feriti. Il contenuto e il luogo da cui Xi Jinping ha pronunciato il suo discorso non sono casuali: l’Egitto ha profuso notevoli sforzi per raggiungere un accordo duraturo di cessate il fuoco sia tra Israele e Hamas e che tra Stati Uniti e Iran, bloccando anche la proposta del governo Netanyahu di sfollare la popolazione palestinese di Gaza nella penisola egiziana del Sinai della primavera del 2024. Ha inoltre condannato duramente l’operazione militare israeliana nel sud del Libano e invocato l’uscita dei contingenti israeliani penetrati in quella regione. Tra i principali esportatori di petrolio e gas naturale, l’Egitto è anche un alleato economico fondamentale per la Cina, che già risente l’effetto del blocco dello Stretto di Hormuz. Su molteplici settori si snodano anche i rapporti economici, a partire da commercio, edilizia e infrastrutture, fino al parco industriale Cino-egiziano che sorge nei pressi del Canale di Suez, annunciato proprio dieci anni fa nel corso dell’ultima visita di Xi al Cairo. Pechino, dunque, non guarda con favore ai conflitti armati in Medio oriente e alle tensioni nello Stretto e ricerca la strada della stabilità ma anche di imporsi come alternativa alla leadership degli Stati Uniti guidati dal presidente Trump. Obiettivi che ha ribadito anche ieri a Bishkek, nel discorso tenuto nel corso della 25° edizione del vertice dell’Organizzazione per la cooperazione di Shangai (Sco), che riunisce dieci Paesi asiatici tra cui anche Iran, India, Russia, Pakistan e Emirati. Evidenziando che lo Sco “si estende sulla più vasta area geografica, rappresenta la più grande popolazione e possiede un enorme potenziale di sviluppo a livello mondiale”, il presidente cinese ha incoraggiato l’Organizzazione a “prendere l’iniziativa per guidare il corso della storia”, alla luce del fatto che l’umanità si trova “di fronte a un bivio cruciale per il suo futuro”. La sua ricetta prevede il rafforzamento della cooperazione in materia di sicurezza, difesa, sviluppo delle nuove tecnologie e dell’Ia, ma anche di “sviluppo umano, equità e uguaglianza”, con “un approccio incentrato sulle persone”. Inoltre, ha annunciato che “la Cina svilupperà un centro di cooperazione internazionale per le applicazioni dell’intelligenza artificiale con gli altri Paesi dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai, istituirà un centro di cooperazione economica portuale Cina-Sco a Tianjin e realizzerà 100 progetti di cooperazione tecnologica con altri Paesi della Sco nei prossimi tre anni”.
Alessandra Fabbretti
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