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Voi che esultate siete una massa di ipocriti

Gazzettino Italiano Patagónico by Gazzettino Italiano Patagónico
20 de julio de 2026
in Italia, Política
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Voi che esultate siete una massa di ipocriti
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Non dimenticate mai questa fotografia. Tenetela sempre a mente. Ricordate i volti dei poltronari in festa per aver affossato l’emendamento alla legge elettorale che mirava a restituire ai cittadini la possibilità di scegliere direttamente i propri rappresentanti, i candidati da votare alle elezioni politiche. Ricordate le urla di gioia della sinistra che esulta come se avesse vinto i Mondiali, il visibilio per il voto che ha fatto naufragare le preferenze; le lacrime tra i banchi 5stelle e Pd, quelli che amano definirsi amici del popolo, che invece hanno mostrato la loro essenza più pura in faccia agli italiani: quella da poltronari di una classe parlamentare che teme le preferenze e preferisce che siano le segreterie dei partiti – e non gli elettori – a decidere chi entra in Parlamento. Ricordatevelo nella cabina, gente. Hanno costruito per anni una narrazione sulla partecipazione e sulla volontà degli italiani ma quando c’è stata l’occasione di dar concretezza alle parole, hanno scelto il contrario. Il distacco tra rappresentati e rappresentanti è sempre più evidente. Inutile, poi, fare talk di ore ed ore per “analizzare l’astensione”. L’emendamento della maggioranza sulle preferenze nella nuova legge elettorale bocciato da potenziali futuri trombati trincerati dietro il voto segreto – invocato dalla sinistra, quello di chi nasconde la faccia, quello di chi ha paura di dire quello che pensa, quello di chi fa i giochetti d’aula per tradire la democrazia e il Paese – non è passato per un solo voto: 187 voti a favore e 188 voti contrari. Il dato politico che la vicenda ci restituisce è un clamoroso autogol della maggioranza che viene affossata da 30 franchi tiratori. Ma se ci sono 30 traditori in maggioranza, affaristi che dicono una cosa e ne fanno un’altra, ce ne sono 158 all’opposizione. Solo che i 158, infischiandosene di perdere la faccia, festeggiano perché il cittadino continui a non contare nulla. Oltre il voto politico dichiarato, lo scherno del festeggiamento in faccia agli italiani svela il significato del voto: contenutistico. Perché se l’argomento è che l’emendamento della maggioranza era scritto male, avrebbero potuto presentarne uno migliore per garantire ai cittadini la possibilità di scegliere i propri rappresentanti in Parlamento. E invece no: sebbene il Pd continui a definirsi “democratico” e i 5 stelle siano quelli della democrazia diretta, con parlamentari scelti con un clic, ora sono solo tutti incollati alle loro poltrone da nominati. Turisti della democrazia che invocano le elezioni e la crisi di governo perché la maggioranza è andata sotto in Parlamento, senza sapere che per essere sfiduciati serve una mozione di sfiducia; senza tenere conto del fatto che quello di ieri era un emendamento, neanche la riforma intera. L’introduzione delle preferenze (così come previste dall’emendamento 1.077 a prima firma del capogruppo di Fratelli d’Italia Galeazzo Bignami che prevedeva dei listini con capolista bloccati e gli altri eletti con le preferenze) avrebbe ridotto drasticamente la quota dei “nominati”, dando agli elettori qualche potere in più e ai segretari qualche potere in meno. Ma è chiaro e risaputo che più di qualcuno abbia interesse che gli italiani, senza la possibilità di esprimere un nome, siano costretti ad approvare i piani del Palazzo orditi con il favore delle tenebre. È così che da decenni l’indirizzo rappresentativo del Paese lo danno le segreterie di partito, i bilanci dei partiti e il dietro le quinte lobbista, non gli elettori. In troppi, tra quelli che ora siedono comodamente sulla poltrona, andrebbero a casa: i peones dei capi di partito occupano scranni in Parlamento che con le preferenze non occuperebbero perché rispondono alla segreteria senza uno straccio di voto sul territorio. E la sinistra che senza ritegno festeggia compatta rappresenta quella classe politica meschina che tratta l’elettore come un bue con l’anello al naso. Che brutta scena quei festeggiamenti scomposti. Che momento pietoso regalato alla storia delle istituzioni politiche di questo Paese. Ricordate i nomi di chi ha schernito gli elettori. Hanno un solo obiettivo: le poltrone. A loro, degli italiani, non interessa assolutamente nulla. Col voto delle talpe, abbiamo visto – rimodulando Guccini – i buffoni che campano di versi senza forza: avranno poltrone e gloria ma non hanno scorza.

Francesco Catera

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