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Mondiali 2026, l’effetto Haaland conquista il Perù: centinaia di neonati con il suo cognome

Gazzettino Italiano Patagónico by Gazzettino Italiano Patagónico
14 de julio de 2026
in Deportes
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Mondiali 2026, l’effetto Haaland conquista il Perù: centinaia di neonati con il suo cognome
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Nei reparti di maternità di Lima, negli ultimi giorni, la scheda anagrafica dei neonati riporta sempre più spesso lo stesso nome: Haaland. Il Mondiale 2026 non ha ancora incoronato un campione sul campo, ma nelle anagrafi del Perù il suo re è già stato eletto. Secondo i dati del Reniec, il Registro Nazionale di Identificazione e Stato Civile peruviano, sono 563 i bambini registrati con il nome del centravanti norvegese dall’inizio del torneo: 468 chiamati semplicemente “Haaland”, 91 con il nome completo “Erling Haaland” e 4, i più fedeli all’anagrafe originale, con “Erling Braut Haaland” per intero. Il portavoce dell’ente, Iván Torres, ha dichiarato a un’emittente locale che le grandi stelle del calcio sono da sempre fonte di ispirazione per i genitori peruviani in cerca di nomi originali, e che la legislazione nazionale non consente al Reniec di impedire questo tipo di registrazioni. Il boom non è casuale. Le iscrizioni sono cresciute soprattutto dopo il 5 luglio, quando una doppietta di Haaland ha eliminato il Brasile agli ottavi di finale e spedito la Norvegia ai quarti per la prima volta nella sua storia. In un continente che vive di calcio, il cognome del bomber del Manchester City è diventato un talismano capace di scavalcare i confini scandinavi per atterrare tra le Ande e le strade di Lima.

CHI È HAALAND E PERCHÉ FA NOTIZIA

Erling Haaland, attaccante del Manchester City e della nazionale norvegese, è stato il trascinatore della qualificazione della Norvegia a questo Mondiale, competizione a cui il paese scandinavo non partecipava dal 1998. I suoi gol e la crescente esposizione mediatica internazionale ne hanno moltiplicato la popolarità anche in paesi senza legami calcistici diretti con la Norvegia, come il Perù.

UN FENOMENO GIÀ VISTO NEL CALCIO

Non è la prima volta che il Perù trasforma la passione sportiva in identità anagrafica. Le liste del Reniec si erano già riempite di piccoli Lionel Messi, Neymar, Cristiano Ronaldo e, naturalmente, Paolo Guerrero, segno di una tradizione diffusa anche in altri paesi dell’America Latina e dell’Africa, alimentata dai social media e dalla copertura globale che oggi accompagna le stelle del calcio europeo anche lontano dai loro campionati di appartenenza. La velocità con cui Haaland ha scalato le preferenze dei neogenitori, però, segna un cambio di passo: mai un cognome scandinavo aveva conquistato così in fretta le anagrafi sudamericane.

IL PESO DEI SOCIAL NELLA POPOLARITÀ DEL CALCIATORE

Video, statistiche e highlights dei gol di Haaland circolano su TikTok e Instagram, raggiungendo pubblici che raramente seguono nel dettaglio il campionato inglese. Per molti neogenitori peruviani, la scelta del nome sembra legata più all’ammirazione per un’icona sportiva del momento che a un legame diretto con il calcio norvegese. La corsa di Haaland e della Norvegia si è fermata l’11 luglio, ai quarti di finale, contro l’Inghilterra di Bellingham. Nelle anagrafi di Lima, però, i piccoli vichinghi sono già nati.

Amedeo Liris

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