Non mi piacciono i gay pride: li trovo eccessivi, volgari ed ingiuriosi verso chi legittimamente non ne condivide il portato ideologico. Ma soprattutto mi chiedo se sarebbe tollerata da questa tribù e dai suoi sostenitori un’analoga manifestazione di eterosessuali in cui venisse rappresentato il rapporto uomo donna secondo il paradigma di una famiglia tradizionale. Già li vedo, gli indignati censori, scendere in campo non solo e non tanto contro un modello che non condividono, ma per contestare il diritto stesso di renderne pubbliche le ragioni. La verità è che la presunta cultura woke è per sua natura intollerante e illiberale e va combattuta.
Marco Baldassari



