Abbiamo celebrato in Italia e nel mondo una ricorrenza importantissima e significativa; gli ottanta anni della Repubblica, nata nel 1946 grazie al referendum popolare che per la prima volta vide le donne partecipare al voto, sono stati infatti l’occasione per riflettere sul valore della democrazia e della nostra bellissima Costituzione.
Lo abbiamo fatto anche all’estero, tra gli italiani nel mondo, con la consapevolezza e l’orgoglio di essere stati protagonisti e non comprimari di questa storia democratica; il contributo dei nostri emigranti fu infatti decisivo per lo sviluppo sociale ed economico dell’Italia del dopoguerra così come lo era stato all’indomani della nascita dello Stato Unitario.
Qualche settimana fa abbiamo ricordato un altro anniversario: venti anni dalla nascita della Circoscrizione Estero e dall’ingresso in Parlamento dei deputati e dei senatori eletti dalla grande comunità degli italiani nel mondo. Una pagina in chiaro-scuro, dove insieme ad importanti risultati abbiamo assistito a momenti bui come l’approvazione della sciagurata legge sulla cittadinanza.
Ai sette milioni di italiani all’estero, la seconda delle venti regioni italiane per numero di abitanti, viene chiesto oggi un supplemento di sacrificio e soprattutto di partecipazione per rispondere in maniera adeguata all’offensiva lanciata dall’attuale governo italiano contro i nostri diritti.
Le prossime elezioni per i Comites (Comitati degli italiani all’estero) previste per la fine di quest’anno potranno forse essere il primo banco di prova per dimostrare all’Italia repubblicana che i nostri connazionali che vivono fuori dai confini del Paese vogliono mantenere forte il legame con la madrepatria e rispondere in maniera attiva e determinata a coloro che mettono in discussione le nostre conquiste e quindi il principio di uguaglianza tra cittadini previsto dalla Costituzione.
Questa newsletter, nel provare a raccontare in estrema sintesi il lavoro parlamentare e l’impegno politico del sottoscritto a fianco della nostra collettività che vive in Sudamerica, vuole trasmettere questo messaggio di coraggio e ottimismo a tutti voi. La storia degli italiani nel mondo è costellata da momenti di grande sacrificio e successo ed è in nome di questa storia epica, della quale siamo tutti orgogliosi, che dobbiamo reagire con gli strumenti che la democrazia ci offre grazie alle conquiste di coloro che ci hanno preceduto in questo impegno di rappresentanza politica.




