Gazzettino Italiano Patagónico
  • Portada
  • Italia
  • América Latina
  • Mundo
  • Deportes
  • Ecología
  • Sociales
  • Arte
  • Salud
  • Cultura
  • Editorial
No Result
View All Result
  • Portada
  • Italia
  • América Latina
  • Mundo
  • Deportes
  • Ecología
  • Sociales
  • Arte
  • Salud
  • Cultura
  • Editorial
No Result
View All Result
Gazzettino Italiano Patagónico
No Result
View All Result
Home Ambiente

Inaugurato a Milano il Museo della Plastica: ci sono reperti degli anni ’50

Gazzettino Italiano Patagónico by Gazzettino Italiano Patagónico
8 de junio de 2026
in Ambiente, Ecología
0
Inaugurato a Milano il Museo della Plastica: ci sono reperti degli anni ’50
19.5k
SHARES
19.5k
VIEWS
Ho condiviso su FacebookHo condiviso su Twitter

È stato inaugurato ieri mattina, all’interno del mercato di quartiere di via Rombon 34, in zona Lambrate a Milano, il Museo della Plastica, uno spazio nato per mostrare concretamente quanto i prodotti monouso possano sopravvivere nell’ambiente ben oltre la durata di una vita umana. Flaconi, contenitori e oggetti in plastica rimasti nell’ambiente per oltre mezzo secolo, ancora oggi quasi integri, sono al centro dell’esposizione promossa da Plastic Free Onlus, l’organizzazione di volontariato impegnata dal 2019 nel contrasto all’inquinamento da plastica, in collaborazione con il Municipio 3 del Comune di Milano e con Sogemi, società partecipata dal Comune di Milano che gestisce il Mercato Alimentare di Milano e quindici mercati di quartiere della città, compreso quello di Rombon, riaperto lo scorso ottobre al pubblico dopo svariati anni di abbandono.

I REPERTI IN MOSTRA SONO STATI RECUPERATI LUNGO IL DELTA DEL PO

L’iniziativa nasce con l’obiettivo di sensibilizzare cittadini, scuole e istituzioni sugli effetti dell’inquinamento da plastica e sulla persistenza dei prodotti monouso nell’ambiente, attraverso un’esposizione composta da reperti realmente recuperati dai volontari di Plastic Free lungo il Delta del Po.

FLACONI RIMASTI NELL’AMBIENTE PER DECENNI

Si tratta principalmente di flaconi, contenitori e oggetti in plastica monouso rimasti intrappolati per decenni nella vegetazione del fiume e riemersi in seguito a piene e mareggiate. Grazie all’utilizzo dell’intelligenza artificiale, molti prodotti sono stati identificati e datati: alcuni reperti risalgono addirittura agli anni ’50, come una coppa gelato in plastica, mentre molti altri sono riconducibili al periodo compreso tra gli anni ’70 e ’90. Nonostante siano rimasti nell’ambiente per svariati decenni, molti degli oggetti esposti risultano ancora oggi in condizioni quasi integre, a testimonianza concreta della straordinaria persistenza della plastica e il potenziale impatto sugli ecosistemi e sulla salute umana.

“LA PLASTICA NON SI DISTRUGGE MAI”

Il valore educativo e simbolico del progetto è stato sottolineato anche dalle istituzioni presenti all’inaugurazione. “Grazie ancora una volta a Plastic Free, che nella nostra città è ormai una garanzia- dichiara Elena Grandi, assessora all’Ambiente e Verde del Comune di Milano-. Come assessorato abbiamo fatto tanto insieme e siamo molto fieri del percorso costruito. Questo progetto è particolarmente importante perché racconta come la plastica sia qualcosa che non si distrugge mai, che non deve essere dispersa, che non deve stare nei nostri mari, nei nostri fiumi e nei nostri suoli. Questa mostra raccoglie oggetti del passato e dimostra come la plastica, proprio perché indistruttibile, diventi rapidamente un reperto archeologico. Vedere nelle bacheche oggetti di 20, 30, 40 o 50 anni fa ancora intatti, recuperati in luoghi dove non avrebbero mai dovuto trovarsi, è un insegnamento per tutti- conclude- a una maggiore attenzione verso il nostro pianeta e verso il luogo in cui abbiamo la fortuna di vivere e che dobbiamo curare meglio e di più”. Accanto alla dimensione istituzionale, il Museo nasce soprattutto come strumento di educazione ambientale e di coinvolgimento delle nuove generazioni. “L’inaugurazione del Museo della Plastica è stata un momento molto bello, partecipato dalla cittadinanza, dalle autorità locali, da Sogemi e da tanti partner e amici dell’associazione- dichiara Matteo Bignardi, referente regionale Lombardia di Plastic Free Onlus- La speranza è che questo spazio possa essere vissuto dai cittadini e, con la ripresa dell’anno scolastico, da tanti studenti che accompagneremo qui attraverso eventi dedicati. Vogliamo offrire ai giovani la possibilità di vedere dal vivo ciò di cui parliamo ogni giorno nelle scuole, trasformando questi reperti in uno strumento concreto di educazione ambientale. Il nostro impegno sarà quello di fare in modo che tanti ragazzi possano entrare in questi spazi e uscirne con una consapevolezza maggiore su questi temi”. Il progetto si inserisce anche nel percorso di valorizzazione del mercato di quartiere di via Rombon come spazio aperto alla cittadinanza, non solo per la spesa quotidiana ma anche per iniziative culturali e sociali. “Il mercato di Rombon rappresenta ciò che come Sogemi vogliamo fare coi mercati di quartiere che il Comune ci ha conferito lo scorso anno: creare luoghi dove le persone del posto possano soddisfare le proprie esigenze di spesa, a partire dai prodotti freschi e freschissimi, ma anche dare vita a nuovi spazi di aggregazione e intrattenimento- dichiara Federico Zunino, direttore dei Mercati di quartiere- Col Museo della Plastica andiamo in quest’ultima direzione e siamo felici di contribuire alla sensibilizzazione su un problema tanto significativo, quanto quello dell’inquinamento da plastica monouso”. Il Museo della Plastica sarà visitabile anche nei prossimi mesi, in concomitanza con gli orari di apertura del mercato di quartiere di via Rombon, e punta a diventare uno spazio permanente di divulgazione ambientale rivolto alla cittadinanza, alle scuole e alle nuove generazioni. L’iniziativa è realizzata con la collaborazione di diverse realtà del territorio, tra cui Desimonline Made in Italy e LaserGraph Printing Solutions.

Mario Basile 

Ho condiviso l'articolo

  • Haz clic para compartir en Facebook (Se abre en una ventana nueva) Facebook
  • Haz clic para compartir en X (Se abre en una ventana nueva) X
  • Haz clic para compartir en LinkedIn (Se abre en una ventana nueva) LinkedIn
  • Haz clic para compartir en X (Se abre en una ventana nueva) X
  • Haz clic para compartir en WhatsApp (Se abre en una ventana nueva) WhatsApp

Me gusta esto:

Me gusta Cargando...
Tags: AmbienteEcología
Previous Post

El secreto detrás de las banderas que son casi idénticas a la argentina

Next Post

Due gelati per 44 euro vicino a piazza Navona, lo scontrino finisce sui social

Next Post
Due gelati per 44 euro vicino a piazza Navona, lo scontrino finisce sui social

Due gelati per 44 euro vicino a piazza Navona, lo scontrino finisce sui social

Gazzettino Italiano Patagónico

© 2026 Gazzettino Italiano Patagónico tutti i diritti riservati Pagina realizzata da GDS Contenidos + RecreArte

Gazzettino Italiano Patagonico

  • Portada
  • Italia
  • América Latina
  • Mundo
  • Deportes
  • Ecología
  • Sociales
  • Arte
  • Salud
  • Cultura
  • Editorial

Compartí el Gazzettino

No Result
View All Result
  • Portada
  • Italia
  • América Latina
  • Mundo
  • Deportes
  • Ecología
  • Sociales
  • Arte
  • Salud
  • Cultura
  • Editorial

© 2026 Gazzettino Italiano Patagónico tutti i diritti riservati Pagina realizzata da GDS Contenidos + RecreArte

%d