Il Pianeta Terra è alle prese con una nuova tempesta solare, questa volta classificata come ‘forte’. Il Centro di previsione meteorologica spaziale statunitense del Noaa – National Oceanic and Atmospheric Administration- ha infatti diffuso un’allerta tempesta geomagnetica forte (G3) in vigore per le giornate di ieri ed oggi, 4-5 giugno. E l’apice dovrebbe registrarsi proprio questo venerdì. A causarla tre espulsioni di massa coronali (CME) che dal Sole dovrebbero ‘interagire’ con la Terra. Le CME sono sostanzialmente delle eruzioni solari di materiale e campi magnetici, come viene spiegato dal sito del Noaa. Mentre gli esperti di Geopop le definiscono “nubi di plasma magnetizzato espulse nello spazio in direzione del nostro Pianeta”.
LL LIVELLO G3, UN FENOMENO “NON FREQUENTE”
Gli ultimi aggiornamenti pubblicati dal Centro di previsione del Noaa indicano l’arrivo combinato delle tre espulsioni CME intorno al primo pomeriggio di ieri (secondo l’ora legale della costa orientale nordamericana): le nubi di plasma potranno raggiungere livelli ‘G3’ successivamente. Il loro passaggio dovrebbe continuare fino a questa sera e forse anche durante la notte, regalando la possibilità di vedere aurore boreali anche a latitudini insolite. Tempeste solari di livello G3 non sono frequenti, si legge sulle pagine del Noaa, ma nemmeno rare.
UNA TEMPESTA SOLARE ‘CANNIBALE’, CHE COSA SIGNIFICA
Nel descrivere quello che sta succedendo tra il Sole e la Terra, gli esperti di Geopop parlano di un’espulsione di massa solare ‘cannibale’ legata alla velocità delle nubi. In sostanza, l’ultima esplosione solare in ordine di tempo si è rivelata molto più veloce delle precedenti. “Gli astronomi la definiscono tempesta cannibale: un fenomeno relativamente raro in cui l’espulsione più rapida raggiunge e ingloba le nubi di plasma solare partite in precedenza”. Con il risultato che “questa fusione genera una perturbazione geomagnetica molto più violenta rispetto a un singolo impatto, una dinamica che fu in parte responsabile anche della storica tempesta di livello estremo (G5) registrata nel maggio 2024”.
AURORE BOREALI, DOVE E QUANDO?
Non sono previsti livelli simili ma non si escludono aurore boreali a latitudini più basse del normale, anche se non sarà facile vederle anche dall’Italia. Ma non impossibile, come dimostrato negli ultimi due anni, l’osservazione dal Nord Italia. “L’intensità- spiegano gli astronomi- dipenderà dall’orientamento del campo magnetico trasportato dal plasma al momento dell’impatto”. Un indicatore da seguire è l’indice Kp, un parametro che va da 0 a 9 e che misura il disturbo del campo magnetico terrestre. Le tempeste geomagnetiche degli scorsi anni hanno mostrato che, alle nostre latitudini, è possibile osservare fenomeni aurorali con un indice Kp pari a 7. Secondo Geopop, le previsioni del NOAA per la tempesta geomagnetica in arrivo indicano che l’indice Kp potrebbe effettivamente arrivare a un valore pari a 7 tra oggi e domani, dandoci quindi, almeno in linea di principio, la possibilità di assistere a fenomeni aurorali anche dal Nord Italia”. Poi però si precisa che 2verosimilmente, queste aurore non dovrebbero essere visibili a occhio nudo, ma solo attraverso strumenti specifici come le webcam dei rifugi alpini”.
I POSSIBILI EFFETTI SULLE TECNOLOGIE
Infine, pur essendo classificato come “forte”, un evento di classe G3 può causare effetti sulle tecnologie limitati e temporanei, come possibili disturbi alle reti elettriche, all’operatività dei satelliti artificiali e alle comunicazioni radio ad alta frequenza. In dettaglio, il Noaa- per questo evento- prevede la possibilità di blackout radio ‘minori o moderati ‘(categoria R1 e R2) pari al 60%, mentre la possibilità di blackout radio intensi (R3-R5) è appena del 15%.
Maria Anzalone



