Nella Capitale d’Italia il grande centro dello sport – atletica, calcio, tennis, oggi anche padel e molte altre discipline – continua al Foro Italico. Un parco straordinario costruito durante il fascismo in circa dieci anni e rimasto, a quasi un secolo di distanza, ancora centrale ed insostituibile nella vita sportiva della città. Nel frattempo, in decenni di governi e amministrazioni “democratiche”, tra burocrazia, vincoli, conferenze di servizi, ricorsi, enti e sovrintendenze, spesso non riusciamo nemmeno ad approvare un progetto senza impantanarci per decenni. Salvo rare eccezioni, Roma è stata riempita soprattutto di edilizia mediocre, urbanistica confusa, periferie senz’anima e consumo di territorio privo di una vera visione. Il punto non è dire che “il fascismo ha fatto anche cose buone”. Il punto è sottolineare l’incapacità – urbanistica, architettonica e politica – di chi ha governato dopo. Perché uno Stato infinitamente più ricco, più avanzato tecnologicamente e soffocato da burocrazie, enti, vincoli e procedure interminabili, in quasi un secolo non è riuscito a concepire e realizzare opere urbane con la stessa ambizione, forza simbolica e capacità di durare nel tempo.
Andrea Bernaudo


