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I casi Minetti e La Russa sono stati raccontati al contrario

Gazzettino Italiano Patagónico by Gazzettino Italiano Patagónico
19 de mayo de 2026
in Italia, Política
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I casi Minetti e La Russa sono stati raccontati al contrario
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E ora? Che cosa si dice? Che cosa si fa? Come se ne esce da questa storia? Parliamo di Nicole Minetti. Riassunto della prima parte: lei è la Minetti, quella delle cene eleganti e bla bla bla. E’ sparita da una vita dalla vita pubblica (e la ripetizione è voluta). Ha fatto la dj, e si è dedicata alla sua vita di coppia con l’erede dell’impero Cipriani. Insomma, ha fatto gli affari suoi. Intanto però la pletora di processi che sono sopravvissuti a Silvio l’hanno portata ad essere condannata per svariate cose. Riassunto della seconda parte: il presidente della Repubblica riceve la richiesta di grazia da parte di Nicole Minetti. Incarica il ministero della Giustizia di fare le opportune indagini, il ministero come da prassi incarica la Procura Generale, la Procura Generale fa le indagini. Trasmette le risultanze al ministero, che le bollina e le rimanda alla Presidenza della Repubblica. Il Presidente della Repubblica dà la grazia a Nicole Minetti.

Qui la storia dovrebbe essere finita. E invece no. Perché sui giornali inizia a uscire che Nicole Minetti fa di fatto la maitresse, che ha preso il figlio di qualcun altro senza permesso solo per chiedere la grazia. La scrivo piatta così perché questo era il senso. Lei dice che no, è tutto falso. La Presidenza della Repubblica chiede al ministro di indagare. Il ministro chiede alla Procura generale di indagare. Insomma, il giro del capitolo 2 di questa storia. Intanto viene fuori il finimondo.

Il sottinteso di tutto è lo stesso: Minetti è stata favorita perché di destra, e hanno preso in giro il Colle. Con anche una illazione davvero schifosina sul fondo: che la Procura Generale di Milano sia retta dalla destra mentre la Procura di Milano è chiaramente di sinistra. Insomma, viene fuori il finimondo. Addirittura c’è una intervista di una massaggiatrice che racconta le peggio cose su Minetti e Cipriani. Intanto la Procura generale indaga. Ed emette una nota per la quale ad oggi non c’è nulla da segnalare: cioè le prime risultanze che la Minetti era davvero meritevole di grazia sono confermate. Ma chissenefrega, ormai il risultato è raggiunto: la stampa tutta ha fatto passare il concetto che il governo ha favorito la maitresse di Berlusconi (sempre andando a semplificare i concetti che sono stati fatti passare).

Proseguiamo. Altra storiella: i figli di Ignazio La Russa. Sono tre. Uno, Geronimo, è da molto tempo sulla scena milanese. Avvocato, brillante, simpatico e brava persona. Chiunque lo conosca lo descrive così. Per anni sta dentro l’Automobile Club più importante d’Italia, che è quello di Milano. Era nelle cose che aspirasse all’ACI nazionale. Ovviamente avviene. Come? Tramite una votazione. Oggi la narrazione che si tenta di far passare è che la seconda carica dello Stato, Ignazio La Russa, abbia favorito il figlio. Come? Intervistando il presidente dell’ACI che dopo millemila anni è stato fatto fuori proprio da Geronimo La Russa. E’ come venire a intervistare me, che sono milanista, sulla vittoria dell’Inter. Ma c’è di peggio.

Un altro figlio di La Russa, Leonardo, viene accusato di violenza sessuale da una ragazza con cui ha avuto un rapporto. Il giudice – giudice! non pm! – cioè una persona terza rispetto all’accusa e alla difesa, dice che questa violenza non c’è stata. Zero. Non vado nei dettagli perché non è importante. Basti sapere che per un giudice quella violenza non c’è mai stata. Quella ragazza viene intervistata e la tesi che viene fatta passare è che Ignazio La Russa abbia “influenzato” i giudici. Questo è il riassunto anche di questa storia. Che però è già finita nel momento in cui si realizza il servizio, e viene portato all’opinione pubblica.

Perché l’opinione pubblica ha già il riassunto formato nella sua testa: l’uomo politico potente, e di destra, e fascista, e cattivissimo, che protegge un figlio che ha stuprato una tipa e l’ha fatta franca e che piazza l’altro figlio facendo fuori un povero presidente che faceva bene il suo mestiere. Questo è il riassunto di una storia che però non è così, almeno stando ai fatti. Perché un giudice ha detto che violenza sessuale non c’è stata, perché il presidente di ACI uscente era là da mille anni tra mille polemiche, e perché le elezioni di ACI sono democratiche. Ma funziona così, in Italia. E bisogna prenderne atto.

Fabio Massa

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