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Home Salud

Fare gli addominali fa bene al cervello (oltre che ai muscoli)?

Gazzettino Italiano Patagónico by Gazzettino Italiano Patagónico
18 de mayo de 2026
in Salud
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Fare gli addominali fa bene al cervello (oltre che ai muscoli)?
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Che l’attività fisica faccia bene alla salute fisica (e mentale) non è certo una novità, anche noi abbiamo spesso sottolineato i benefici di un movimento anche minimo. Ora uno studio pubblicato su Nature Neuroscience ha scoperto come mai muoversi fa bene al cervello, individuando una connessione fisica tra muscoli addominali e mente. I test, condotti sui topi, hanno dimostrato che il flusso sanguigno genera una pressione sul cervello facendolo muovere leggermente e aiutandolo a ripulirsi. Vediamo come.

Cervello in movimento

Per giungere alle loro conclusioni, i ricercatori hanno utilizzato due tecniche di diagnostica per immagini – la microscopia a due fotoni, per fotografare i tessuti vivi, e la microtomografia computerizzata, che serve a ricostruire in 3D interi organi. Hanno così potuto osservare che il cervello delle cavie si spostava di qualche micrometro leggermente prima che iniziassero a muoversi, subito dopo la contrazione addominale. Gli studiosi hanno quindi gonfiato una fascetta pneumatica attorno all’addome dei topi leggermente anestetizzato, senza farli muovere: il risultato è stato lo stesso, e il livello di pressione (inferiore a quello derivato dalla contrazione addominale) ha comunque fatto muovere il cervello.

Un sistema idraulico

Patrick Drew, uno degli autori, paragona il meccanismo a un sistema idraulico: «I muscoli addominali agiscono come una pompa. Anche azioni quotidiane e apparentemente banali, come contrarre i muscoli addominali prima di alzarsi da una sedia o fare un passo, sono sufficienti a innescare questo effetto». Il sangue viene spinto dall’addome verso il midollo spinale, e questa pressione si trasmette attraverso una rete di vene fino a raggiungere il cervello e spostarlo leggermente nel cranio. Questo movimento, per quanto impercettibile, è sufficiente a mettere in circolo i fluidi che bagnano il cervello, eliminando le sostanze di scarto.

Come pulire una spugna

L’ultima domanda cui i ricercatori hanno cercato di rispondere è in che modo il movimento influenzi il flusso dei liquidi cerebrali. Per rispondere hanno condotto delle simulazioni al computer paragonando il cervello a… una spugna sporca. E come si lava una spugna sporca? «La passi sotto il rubinetto e la strizzi», spiega Francesco Costanzo, uno degli autori. «Nelle nostre simulazioni siamo riusciti a capire come il movimento del cervello, provocato dalla contrazione addominale, possa favorire il flusso di liquido attorno ad esso e contribuire così a eliminare le sostanze di scarto». Poiché i test sono stati condotti solo sui topi, è necessario che le ricerche continuino per determinare in che modo quanto scoperto si applica a noi umani. I risultati suggeriscono che muoversi, inteso non come andare in palestra o a correre ma semplicemente come alzarsi da una sedia, aiuta a ripulire il cervello e potrebbe aiutare a prevenire malattie neurodegenerative legate all’accumulo di prodotti di scarto come Alzheimer, Parkinson o SLA.

Martina Cafiero

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