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Allarme globale: quasi la metà delle lingue del mondo è a rischio estinzione

Gazzettino Italiano Patagónico by Gazzettino Italiano Patagónico
18 de mayo de 2026
in Sociales
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Allarme globale: quasi la metà delle lingue del mondo è a rischio estinzione
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Le lingue scompaiono come le specie animali, ma nessuno (o quasi) le protegge: dal 1950 ne abbiamo già perse 244, e al momento il 44% è a rischio. E l’IA non aiuta. Quando parliamo di rischio estinzione, il nostro pensiero va in automatico a essere viventi – piante o animali. E se vi dicessimo che quasi la metà delle lingue del mondo è classificata come a rischio estinzione? Dal 1950 sono già scomparse 244 lingue, e nei prossimi quarant’anni si stima che, se non faremo qualcosa per fermare questa tendenza, la perdita linguistica triplicherà. Cerchiamo di capire perché è così importante evitare l’estinzione delle lingue minoritarie, e qual è il ruolo dell’intelligenza artificiale.

Perché è importante salvare le lingue minoritarie?

Delle oltre 7.000 lingue del mondo, il 44% è a rischio estinzione, e molte sono parlate da meno di 1000 persone. Ma perché è importante salvarle dall’oblio? «Dal mio lavoro di indagine sul linguicidio – la deliberata cancellazione di una lingua – emerge con chiarezza che i diritti linguistici e quelli umani vanno spesso di pari passo», spiega in un articolo del Guardian Sophia Smith Galer, giornalista e autrice di How to Kill a Language. La perdita di una lingua, insomma, non è solo un fatto culturale, ma riflette spesso uno sradicamento più profondo. La storia degli Stati Uniti ne è un esempio emblematico: la marginalizzazione dei popoli indigeni ha portato alla scomparsa di molte lingue, e oggi diverse comunità che cercano di riappropriarsi della propria identità lo fanno a partire dall’idioma. Oltre a ciò, studiando le lingue a rischio emerge che le popolazioni indigene possiedono spesso termini unici per designare piante e animali autoctoni, scoperti prima che la scienza occidentale ne venisse a conoscenza, oltre a vocaboli legati a pratiche tradizionali che scomparirebbero con la lingua stessa.

L’anglocentrismo dell’IA

In un mondo in cui la diversità linguistica è sempre più scarsa, che ruolo giocano l’intelligenza artificiale generativa e i grandi modelli linguistici (LLM)? Secondo uno studio non sottoposto a revisioni tra pari pubblicato su arXiv, le lingue con abbondanti risorse digitali occupano stabilmente le posizioni di vertice nell’ecosistema dell’IA, mentre quelle minoritarie rimangono in fondo. L’inglese è addirittura sovrarappresentato, mentre quasi non esistono sistemi in grado di comprendere ed elaborare lingue parlate da milioni di persone come il Wolaytta in Etiopia o il Kwangali in Namibia. La situazione di anglocentrismo digitale è confermata anche dai dati di un altro studio pubblicato su arXiv che ha analizzato tutte le lingue umane documentate classificandole in quattro categorie. Tra queste vi è quella degli Invisible Giants, letteralmente giganti invisibili, della quale fanno parte il 27% delle lingue del mondo parlate da milioni di persone ma completamente assenti dai dati di addestramento dei modelli IA. Gli autori avvertono: senza un cambio di rotta, la situazione già critica delle lingue a rischio estinzione verrà peggiorata dai sistemi di IA.

Chiara Guzzonato

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